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Partecipato e ricco di stimoli il convegno organizzato nelle scorse settimane dall’associazione Veneto Vivo sugli scenari di sviluppo e governo del territorio nell’area dei Comuni di Roncade, Casale sul Sile, Casier, Silea, Breda, Zenson di Piave, San Biagio di Callalta e Monastier, e sull’attualità dell’esperienza del Piano Strategico di Sviluppo Sostenibile di Roncade, approvato nel 2007 durante il mio mandato di sindaco, prima della grande crisi arrivata nel 2009.

 

Il dott. Federico Callegari della Camera di Commercio di Treviso ha illustrato i dati relativi alla trasformazione del tessuto socio-economico avvenuta dal 2007 al 2016 nell’area di Roncade e Comuni limitrofi: per effetto delle dinamiche globali nelle filiere del sistema produttivo locale i settori si stanno ridefinendo, sono cambiati i legami di comando e di controllo delle imprese (meno sedi, ma più filiali), sono cambiate le attenzioni al territorio, con la necessità di governarne l’attrattività sotto più dimensioni (mercato del lavoro, saperi, infrastrutture, residenzialità, turismo).

 

A ciò si aggiunge anche la necessità di governare il cambiamento della società, determinato dall’invecchiamento e dai divari generazionali, cercando di far convergere prospettive soggettive e bene comune (con la sfida dell’innovazione sociale e del welfare di comunità). 

 

Il professor Giancarlo Corò ha sottolineato come, nel quadro della nuova globalizzazione e del ridisegno degli scambi commerciali globali in atto, il territorio del Nordest debba puntare su alcuni valori chiave: la conoscenza e la coesione sociale, che richiede cooperazione e dunque fiducia. Occorre innanzitutto investire in conoscenza. Occorre, inoltre, investire nelle infrastrutture necessarie alla mobilità delle persone e nella qualità delle Istituzioni, puntando sull’autonomia come strumento fondamentale per la crescita e la competitività dei territori. Lo dimostra Bolzano, che – ha sottolineato il professor Corò – è oggi la realtà più metropolitana in Italia. 

 

Il professor Roberto Masiero ha evidenziato il cambio di paradigma epocale che caratterizza il tempo che viviamo. Stiamo passando dal modo di produzione industriale a quello digitale, che determina una diversa configurazione del conflitto capitale-lavoro e del rapporto tra proprietà privata e bene pubblico, con la conseguenza che anche l’assetto istituzionale e politico (democrazia rappresentativa e welfare state) che reggeva il sistema precedente è andato in crisi.

 

Prima che la crisi porti al collasso il nostro sistema Paese oggi in stallo (con la burocrazia che è uno dei freni all’uscita dalla crisi e la politica ridotta al populismo) che mosse fare? Occorre ripensare le proprie capacità manifatturiere, industriali, tecnologiche e scientifiche in chiave smart, cioè coniugando antichi saperi, mestieri e professioni con le nuove tecnologie, accompagnando i processi innovativi; investire nell’accumulazione dei saperi e della creatività collettiva; dare nuovo spazio ai soggetti intermedi; ripensare la funzione del lavoro nella società digitale; intervenire nel welfare non solo per “difendere” i cittadini, ma per accompagnare i nuovi processi sociali.

 

Ma soprattutto è urgente ricomporre il rapporto tra politica e amministrazione, attivando tutte le forme di rappresentanza e i soggetti che operano nel territorio per farli interagire con i processi di trasformazione in atto, secondo una logica di sussidiarietà, cioè lasciando libero nella sua attività l’ente che sta più in basso e che ha il compito di fare determinate azioni e lo fa al meglio. E non è quello che sta accadendo per la resistenza dell’attuale politica centralistica.  

 

Insomma dalla serata si è avuta conferma della necessità di un nuovo modello di governance: nelle conclusioni, il dott. Luigi Iacono ha evidenziato la necessità di realizzare nell’ambito della programmazione comunale un processo di pianificazione strategica, con una cooperazione intercomunale, partecipato dal basso, per lo sviluppo economico sostenibile, un processo in cui tutto il territorio ragioni come un sistema, anzi una comunità, che ha una comune visione della propria identità e degli obiettivi condivisi da perseguire per aprirsi ad un futuro più vivo e libero. 

 

Gli amministratori locali, ma anche le associazioni di categoria, gli imprenditori, i commercianti e i cittadini presenti, hanno accolto con interesse la proposta, su cui ora è necessario avviare un percorso di lavoro concreto.

 

Simonetta Rubinato

 

 

 

Una nostra affezionata lettrice, costretta a percorrere quotidianamente il Terraglio da Mogliano a Treviso, ci segnala alcuni grossi inconvenienti derivanti dalla segnalazione semaforica posta lungo la strada. Ringraziamo la nostra lettrice.

 

Buonasera voglio fare una segnalazione, sono una ragazza che percorre il Terraglio quotidianamente da Mogliano a Treviso per andare al lavoro. Ultimamente a causa del funzionamento permanente dei semafori come San Trovaso e Dosson, questa strada è diventata insostenibile a causa delle numerose code che si formano e mi ritrovo costretta a percorrere altre stradine secondarie allungando molto il mio percorso. Con la presente chiedo cortesemente se possibile revisionare i tempi dei suddetti semafori.

Cordiali saluti,

Federica

Il progetto è pronto dall’anno scorso, ma il sogno dei pattinatori della Polisportiva Casier non si è ancora tramutato in realtà. Nel territorio comunale manca una pista per l’allenamento della squadra: se ne parla da anni, senza che si arrivi ad una soluzione concreta.

Il progetto

È per questo che nel 2018 la Polisportiva Casier, di propria iniziativa, ha commissionato all’architetto Elena Cattarossi uno studio di fattibilità tecnico-economica dell’impianto. La pista verrebbe costruita nell’area pubblica adiacente alla palestra di via Basse a Casier, in modo da sfruttare gli spazi coperti (spogliatoi, servizi igienici, zona di riscaldamento) offerti dalla stessa palestra. Non solo: all’interno dell’anello, è stata pensata la collocazione di una tensostruttura che servirebbe ad ampliare la disponibilità di spazi coperti per altre attività sportive.

Le motivazioni

Analizzando i dati demografici del nostro Comune – spiega Bruno Sartorato, presidente della Polisportiva Casier – nei prossimi cinque anni avremo un aumento del 10% dei residenti nella fascia detà dai 13 ai 18 anni. La richiesta di spazi per le attività sportiva è destinata ad aumentare, ma gli spazi a disposizione sono già adesso insufficienti”.

L’idea di struttura

Il progetto presentato dalla Polisportiva Casier prevede la costruzione di una pista piana, con sviluppo di 200 metri e curve con un raggio di 15 metri. L’ideale per gli allenamenti di una squadra che conta oltre cento tesserati, di tutte le età, alcuni anche nel giro azzurro.

La situazione attuale

Oggi, per poter svolgere gli allenamenti, gli atleti della Polisportiva Casier sono costretti a chiedere ospitalità alle piste di mezzo Veneto. I disagi sono enormi. Eppure la Polisportiva Casier, unica società della provincia a praticare il pattinaggio corsa a livello agonistico, continua a mietere allori ad ogni livello, diventando anche un bacino d’aggregazione, a dispetto di un pista che non c’è, per atleti provenienti da altre province.

Costi

La Polisportiva Casier ha quantificato i costi del nuovo impianto: “Non più di 250 mila euro, tensostruttura compresa – continua Sartorato -. Lopera avrebbe i requisiti per ricevere finanziamenti pubblici e per accedere alle molteplici possibilità offerte dal credito sportivo. Nulla impedisce di prendere il progetto e trasferirlo in un altro luogo, ad esempio a Dosson, dove sia realizzabile lo stesso principio di utilizzo condiviso di spogliatoi e servizi igienici”.

La richiesta

I pattinatori della Polisportiva Casier sperano che il loro sogno diventi presto realtà. “Mettiamo il nostro progetto a disposizione della comunità, sapendo di interpretare un bisogno di spazi per lattività sportiva che nel nostro Comune è sempre più sentito  – conclude Sartorato -. Alla futura amministrazione, qualunque essa sia, chiediamo di dare una risposta finalmente positiva ad uno sport come il pattinaggio che sta dando molto al territorio, in termine di immagine e crescita globale dei nostri giovani. Il progetto della nuova pista è pronto, lo mettiamo a disposizione di chiunque. Basta saper cogliere lopportunità”.

Nei mesi scorsi è stato realizzato per il 6° anno il progetto “Collaboriamo Insieme” e “Guardare Oltre”, suddiviso stavolta nei due filoni che portano detti nomi, organizzati insieme con Apio Onlus e CPIA Alberto Manzi.

 

I temi dei corsi

I corsi hanno trattato di Prevenzione socio-sanitaria, Orientamento al lavoro, Educazione civica, Educazione stradale, Regole di vita in Condominio e Raccolta differenziata dei rifiuti, oltre ad attività integrative di rafforzamento linguistico di lingua italiana. I corsi sono stati destinati a donne e uomini immigrate/i, ma anche italiani di qualsiasi provenienza.

 

Iniziativa

Al progetto hanno aderito i Comuni di Mogliano Veneto, Preganziol, Casale sul Sile, Casier e Zero Branco. Fondamentale è stata la collaborazione di alcuni Docenti, alcune donne Medico di Medicina di base, il Commissario Silvano Zanchetta, l’Ins. Anna Pistolato e la collaborazione di diversi altri volontari

 

Materiale

Il tutto con il supporto di materiale illustrativo assai efficace ed esemplificativo. Oltre a diversi momenti accessori di approfondimento, è sempre rimasto attivo un servizio di ascolto a supportare i percorsi di formazione mirati ad aiutare donne e uomini alla costruzione di un progetto di partecipazione e cittadinanza attiva nel territorio attraverso la conoscenza delle regole, dei diritti, ma anche dei doveri.

 

Obiettivo

Riteniamo sia stato conseguito appieno l’obiettivo primario di contrastare, attraverso un intervento di sostegno psicosociale, i disagi di uomini e donne che vivono nel nostro territorio, dando risposte sia individuali che collettive alle domande ed ai tanti bisogni emergenti.

 

Cerimonia di consegna attestati

Tali attività, che sono state sinergiche alle attività didattiche svolte dal Cpia Alberto Manzi – sede territoriale di Mogliano Veneto – si concluderanno formalmente a fine Associazioni appartenenti ai Comuni del Distretto Socio-Saanno scolastico con la cerimonia di consegna degli attestati di frequenza programmata per lunedì 27 maggio 2019 alle ore 11.00 a Dosson c/o Sala Parrocchiale e mercoledì 29 maggio 2019 alle ore 10.00 c/o il Centro Pastorale di Mogliano Veneto, in piazzale Mons. L. Fedalto n. 1.

 

I numeri dicono del modo concreto nel quale si è esplicata la nostra attività. Senza trombe ma con tanta concretezza e passione.

 

Riepilogo dati corsi effettuati

Le tematiche trattate hanno riguardato:

• Prevenzione socio sanitaria: 5 incontri totale 10 ore;

• Educazione civica (Organizzazione dello Stato, raccolta differenziata e Regole Condominiali): 7 incontri totale 14 ore;

• Orientamento al lavoro: 6 incontri totale 12 ore;

• Educazione stradale: 5 incontri totale 10 ore;

• Rafforzamento linguistico: 5 lezioni totale 10 ore.

 

Le 28 lezioni (per un totale di 56 ore) si sono tenute a Casale sul Sile, Dosson di Casier, Zero Branco e Mogliano Veneto; per un totale di circa 120 partecipanti.

“Siamo pronti a guidare il comune di Casier al cambiamento con progetti per lo sport e le opere pubbliche ambiziosi, ma necessari a recuperare le lacune di 15 anni di amministrazione del PD”.

 

Queste le parole del candidato sindaco di Casier, Renzo Carraretto, a pochi giorni dalle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio.

 

“Vogliamo avere un rapporto proficuo con la Polisportiva sul tema della pista di pattinaggio, ma soprattutto vogliamo riportare gli immobili comunali di “zona Carlotta” a Casier e del Calcio a Dosson alla dignità che meritano considerando il grande investimento economico richiesto ai cittadini per costruirli”.

 

E sempre in tema di sport, ecco la proposta per promuovere la pratica sportiva e sostenere le famiglie: “Il bilancio, purtroppo solo parzialmente sfruttato a causa di mancanza di programmazione a lungo termine, ci permette di sovvenzionare la pratica sportiva dei ragazzi e delle ragazze nel nostro comune. I giovani fino ai 12 anni avranno diritto a praticare sport a tariffe irrisorie, come avviene già in comuni vicini. Questo perché crediamo nel valore sociale dello sport che insegna regole, sacrificio e che le vittorie si raggiungono tutti insieme. Con ciò vogliamo intervenire anche nella fascia del disagio giovanile che purtroppo si sta radicando anche nella nostra comunità. Per tutto ciò daremo il via entro il primo anno di mandato al “reddito per lo sport”. Il progetto che qualifica la nostra lista”.

 

Molti infine, i problemi che la squadra guidata da Carraretto è pronta a risolvere: “Restano, inoltre, molte questioni aperte come la mancanza di piste ciclabili che consentano il collegamento del comune tra le sue frazioni e i comuni contermini di Treviso, Preganziol e Casale, con cui abbiamo intenzione di collaborare strettamente.

Giovedì sera nel tendone della Festa dei Fiori a Mogliano si sono riuniti per una serata conviviale i candidati sindaci del Centro Destra dei Comuni di Mogliano, Preganziol e Casier rispettivamente Davide Bortolato, Valeria Salvati e Renzo Carraretto.

 

Erano anche presenti Andrea Durigon, sottosegretario del ministero del Lavoro, Federico Caner, assessore regionale al Turismo e Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso.

 

Più di 350 le persone convenute dai tre comuni, con una forte prevalenza di presenze moglianesi.

Alla fine dello scorso anno era già stato affidato l’incarico per il progetto di fattibilità tecnico-economica dell’opera. Ora il Comune di Casier ha deciso di partecipare al bando indetto dalla Provincia di Treviso per ottenere un contributo e dare il via ai lavori di realizzazione della prosecuzione della pista ciclabile sulla Jesolana, oggi esistente ma solo fino all’altezza di via Tappi sulla Restera.
Un’opera pubblica progettata in due stralci dal confine comunale con Casale sul Sile a quello con Treviso. Il primo stralcio, sul lato est (Casale sul Sile) prevede un investimento complessivo di 480 mila euro; il secondo, quello sul lato ovest vero Treviso, di 420 mila euro. E per partire con la realizzazione del primo stralcio l’amministrazione comunale chiederà alla Provincia un contributo di 192 mila euro; pari al 40 per cento dell’intero investimento, impegnandosi a finanziare il resto della quota con fondi comunali se la domanda dovesse aver esito positivo.
Il bando provinciale prevede l’assegnazione di contributi per gli anni 2019 e 2020 ai comuni trevigiani che realizzino interventi di messa in sicurezza e di riqualificazione di infrastrutture per la mobilità e opere connesse alla loro funzionalità che interessino la rete viaria provinciale.

Per celebrare il bicentenario del Comune di Casier, domenica 28 aprile (alle 17) nella sala consiliare di Dosson, l’amministrazione comunale, in collaborazione con l’istituto comprensivo, ha organizzato un pomeriggio di musica con il quartetto “Il mito di Prometeo”.

 

Nel corso della giornata sarà assegnata anche la benemerenza civica a Pietro Terracina e a Sami Modiano, testimoni della Shoah che in questi anni sono stati protagonisti indimenticabili delle giornate della Memoria con gli studenti del territorio.

 

 

Presentazione del volume della storica Chiara Scinni

I duecento anni di Casier sono però raccolti anche nel libro voluto dall’amministrazione, dal titolo 200 – Casier e le sue identità culturali.

 

Scritto dalla storica Chiara Scinni in collaborazione con Istresco (la copertina è stata realizzata dal consigliere comunale Paolo Criveller), il volume sarà presentato nel corso della cerimonia e regalato a tutte le associazioni di volontariato che operano nel comune.

 

Un viaggio che parte dalla preistoria e arriva ad oggi. Un viaggio parallelo di Casier e Dosson, unico territorio ma identità profondamente diverse fino dalle origini.

 

L’ultima parte del volume contiene la testimonianza delle donne che hanno fatto la storia dell’emancipazione femminile locale:

• Paola Storini, prima donna assessore nel 1975

• Vanda Vagliero del Circolo Femminile di Casier

• Liviana Battistella, prima donna presidente del Comitato dell’asilo di Casier

• Serenella Perotti, ex dirigente scolastico dell’istituto comprensivo

• Daniela Marzullo, che nel 2004 venne eletta prima donna sindaco di Casier.

Marco Mazzariol, 8 anni, di Carbonera, è il nuovo testimonial della campagna nazionale per il 5×1000 di Parent Project Onlus. Una associazione formata dalle famiglie che convivono con le distrofie muscolari di Duchenne e di Becker, che da oltre 20 anni si occupa di finanziare la ricerca scientifica, sostenere le famiglie e fare (in)formazione su queste patologie genetiche rare.

 

Cos’è la distrofia di Duchenne

La distrofia di Duchenne si manifesta in età prescolare. Via via i muscoli di indeboliscono e i ragazzi perdono cosi l’uso delle braccia prima dei venti anni. La Duchenne colpisce tutti i muscoli scheletrici, i muscoli respiratori (diaframma e muscoli intercostali) e il cuore, che con il tempo si indeboliscono. Fino a qualche anno fa era molto frequente che la morte sopraggiungesse entro i venti anni di età. Ad oggi non esiste ancora una cura risolutiva per la distrofia di Duchenne, ma la messa a punto di un approccio multidisciplinare ha permesso di limitare gli effetti della malattia e di migliorare le condizioni di vita. In un decennio, le aspettative di vita sono raddoppiate.

Lo spot: il nuovo volto del 2019

Marco, che nello spot impersona un simpatico giornalista televisivo, è realmente uno dei tanti bambini affetti dalla distrofia di Duchenne. Questa malattia genetica rara e degenerativa colpisce un bambino maschio su 5.000 nuovi nati.
Proprio questa combinazione sulle cifre è alla base dell’idea che ha portato alla realizzazione del nuovo spot dell’associazione a sostegno della campagna, pensato come una breaking news lanciata da un TG di fantasia, che richiama due temi chiave. Il primo è dato dall’importanza delle firme per il 5×1000 che per Parent Project “valgono come un tesoro”, da cui il tema grafico della campagna con due giovani pirati a caccia di “firme preziose”. Il secondo, ben descritto dal “giornalista” Marco, mostra come l’incidenza della patologia, 1/5000 maschi, possa richiamare alla mente il 5×1000 semplicemente scambiando le prime due cifre, sottolineando quanto questa modalità di sostegno rappresenti una delle modalità “facili facili” per aiutare i progetti di ricerca sostenuti da Parent Project.

 

Una firma che vale un tesoro: la campagna 2018

L’idea alla base dello spot dello scorso anno vedeva al centro due giovanissimi pirati alla ricerca di “una firma che vale un tesoro”: un tesoro rappresentato dalle donazioni di chi sceglie di devolvere all’associazione il 5×1000 della propria dichiarazione dei redditi.

Quest’anno un nuovo volto si aggiunge per potenziare il messaggio ed è il volto di Marco.

 

 

 

Come donare il 5×1000 all’associazione Parent Project Onlus

La modalità per devolvere il 5×1000 è semplice: nei modelli 730, Redditi, Certificazione Unica basta inserire la propria firma e il codice fiscale di Parent Project Onlus (05203531008) nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale nonché delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali, regionali e provinciali, e delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a) del D.Lgs n. 460/1997”.

 

Grazie alle migliaia di persone che hanno scelto di sostenere l’associazione, negli anni scorsi è stato possibile finanziare progetti di ricerca scientifica e l’assistenza alle famiglie su tutto il territorio nazionale.

Night&Day Magazine è una rivista free press fondata a Ibiza nel 2007 da due trevigiani, Christian Dori e Chiara Grella (nata come Spin Off di un programma televisivo che venne trasmesso da Pacha TV in Spagna e Music Box in Italia nel 2008).

 

Ora, dopo ben 12 anni, la rivista si evolve e diventa The Best Of Night&Day Magazine, passando da Guida per turisti che visitano le isole di Ibiza e Formentera a Magazine di lifestyle internazionale.

 

I suoi contenuti partono dalla musica, passando per natura, sostenibilità ed ecologia, fino alla cultura nella sua accezione più ampia, includendo quindi viaggi, benessere, moda, gastronomia

 

Appuntamento a venerdì 19 aprile

Tutto questo sarà presentato venerdì 19 aprile (ore 18.00), nell’incantevole cornice di Villa De Reali a Dosson di Casier.

 

Durante l’evento, Christian Dori racconterà la storia del Magazine e le numerose connessioni con la marca trevigiana. A deliziare gli invitati, un buffet accompagnato da un ottimo prosecco dell’Azienda Agricola Massot e dalla musica del dj internazionale Matteo Bruscagin, che per l’occasione suonerà un set speciale.

 

 

Night&Day Magazine

Night&Day Magazine venne fondata nel 2007 a Ibiza e Formentera come una rivista Guida, indirizzata principalmente al turista in visita nelle due isole, per conoscere i posti e assistere agli eventi attraverso i personaggi e le guest star che le vivono ogni anno. Dal 2008 la rivista è double face.

 

Nella prima fase della sua storia (2007-2010 Girls Era) N&D aveva l’esigenza di farsi conoscere, perciò si decise di utilizzare solo personaggi femminili per le copertine, con lo scopo di far notare il brand affinché venisse raccolto nei punti di distribuzione. Al pari delle grandi compagnie telefoniche, nel tempo la strategia cambiò.

 

La seconda fase della rivista, appena conclusa (2011-2018 DJs Era), è stata caratterizzata da un cambio di look e ha visto per la prima volta, nella Winter Edition 2011 distribuita anche a Miami, la pubblicazione in copertina di un personaggio maschile, il famosissimo DJ star Carl Cox.

 

Dopo 12 anni, la rivista si prepara a entrare in una nuova era. Un bisogno di rinnovamento, nato dai cambi presenti nell’isola e da quelli globali, così come dal riposizionamento dei progetti editoriali che devono integrarsi con i nuovi media e le nuove tecnologie, utilizzando nuove opportunità di espansione della community offerte dalle reti sociali. Con un nuovo logo e un nuovo formato, la rivista diventa internazionale, con contenuti alla moda, che presentano al mondo intero il vero life-style ibizenco, utilizzando lo strumento cartaceo come sintesi o rielaborazione dei contenuti web. I contenuti web linkati con le pagine della rivista e viceversa attraverso hashtag, QR code e altre tecnologie sono il presente

 

 

 

 

 

 

 

 

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