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Dalla collaborazione con Nike, nasce la maglia Home del Venezia FC 2020/21

 

Un Kit interamente personalizzato in produzione su cui spiccano in maniera forte e decisa i colori sociali arancio nero verdi. Le fasce orizzontali occupano infatti in proporzioni uguali, l’intera maglia che risulta così fortemente riconoscibile e di grande impatto. Ogni maglia presenta sul fronte un label con un numero seriale che indica l’unicità della jersey.

Confermato nel kit 2020-2021, il restyling della scritta Venezia FC presente al centro del petto.

 

 

Un lettering moderno, creato appositamente dai designer Nike per rendere ancora più accattivante e al passo coi tempi la nuova jersey.

 

Il retro maglia, infine, è caratterizzato da un inserto in mesh arancio-nero-verde che la impreziosisce e ancora una volta richiama il tema della collezione. All’altezza del collo viene richiamato l’acronimo VFC.

Anche il calzino sarà coordinato al kit, con i colori sociali arancio-nero-verdi che corrono attorno al polpaccio e che richiamano le righe orizzontali presenti sulla maglia.

 

Caratteristiche tecniche:
La maglia Home è realizzata in poliestere con tecnologia Nike Dri-FIT. A differenza della maglia della passata stagione, al posto del collo a “V”, la nuova jersey avrà il girocollo.
Il pantaloncino è anch’esso in tessuto Nike Dri-FIT che consente il massimo comfort dal primo all’ultimo minuto di gioco. Anche i calzettoni sono realizzati con tecnologia Nike Dri-FIT.

La maglia gara Home sarà in vendita già da oggi sullo store online della Società:
https://shop.veneziafc.it, al Venezia FC Store di Mestre (M9, Via Pascoli, 11) e negli Official Store di Venezia (campo S. Aponal, 1067).

 

Il Venezia FC ha annunciato che domenica 13 settembre alle ore 19.00, gli arancioneroverdi di mister Paolo Zanetti affronteranno in amichevole l’Udinese di mister Luca Gotti. La partita, che si giocherà a porte chiuse ed in luogo da destinarsi, sarà un test di livello per proseguire la preparazione in vista dell’inizio del campionato 2020/21.

 

Photo Credits: Facebook @Veneziafc

Scenario inedito che i Righeira ci avrebbero fatto numeri e vinili. Perché dal 7 agosto, a Ronaldo e celeberrimi marcantoni di militanza che girovagano tra Manchester, Barcellona, Napoli e Chelsea tocca mettere zaino in spalla, tendina canadese e partire per vacanze prenotate su rettangoli di erba e spogliatoi blindati.

 

Si riparte da dove si era rimasti, senza pubblico e curve intrise di tifo e passione per lambire il Ferragosto e insinuarsi tra Sup, pedalò e ombrelloni in prima fila. Spiagge che attendono calcio e punizioni dal limite.

 

Un agosto così non si era mai visto.

 

Mauro Lama
Instacult

L’Europa League sta per ricominciare con un’edizione che sarà indubbiamente ricordata per la sua originalità. Lo svolgimento delle competizioni internazionali è stato infatti modificato e il torneo si giocherà tutto ad agosto nella cosiddetta “Final Eight”, con chiare differenze rispetto al calendario originale. Non ci saranno gare di andata e ritorno, ma solo partite secche dai quarti in poi e per chi non ha ancora giocato il primo incontro degli ottavi di finale. Roma e Inter, nello specifico, saranno le uniche squadre a giocare in campo neutro agli ottavi, insieme alle rispettive avversarie. Le gare rimanenti degli ottavi di finale si disputeranno il 5 e il 6 agosto. Le partite saranno di meno rispetto a quelle programmate all’inizio, inoltre nessuna formazione avrà il vantaggio di giocare in casa, perché sono state scelte alcune città della Germania come sedi di tutti gli incontri.

 

Le squadre partecipanti hanno potuto indicare fino a 3 nuovi giocatori nella loro Lista A, rispetto alle scelte maturate in inverno. Anche le formazioni che sembravano meno preparate a marzo, di conseguenza, potrebbero trovare soluzioni efficaci per arrivare fino in fondo. Passare ogni volta il turno a pochi giorni di distanza tra un incontro e l’altro non sarà semplicissimo: i ritmi saranno molto concitati e anche le date del calendario hanno conosciuto alcuni stravolgimenti in questi mesi, tuttavia saranno possibili come di consueto anche le scommesse live sull’Europa League. I quarti di finale dovrebbero cominciare il 10 agosto, mentre le semifinali il 16. La finale di Colonia, invece, è in programma il 21.

 

C’è una squadra che ha vinto l’Europa League per 3 volte di fila di recente. Si tratta del Siviglia, che ha sollevato la coppa nel 2014, nel 2015 e nel 2016. Stiamo parlando del club che conta il maggior numero di successi tra Coppa UEFA ed Europa League. Gli spagnoli hanno ottenuto negli anni anche diversi titoli in patria, nonostante il predominio di Barcellona e Real Madrid. Da oltre un anno il Siviglia è guidato da Julen Lopetegui, ex allenatore della Nazionale spagnola e del Real Madrid, e vanta in rosa parecchi ex della Serie A, che quindi conoscono bene anche la Roma.

 

Le squadre italiane rimaste in gioco sono solo la Roma e l’Inter. Per i giallorossi questa Europa League rappresenta l’ultima chance per andare in Champions, avendo ottenuto solo un quinto posto in campionato. L’Inter, invece, ha fallito nella corsa allo scudetto, senza riuscire ad approfittare dei passi falsi della Juventus. I nerazzurri affronteranno il Getafe, formazione di certo non irresistibile, ma che si è comportata dignitosamente in questa stagione. Antonio Conte cercherà la riconferma in panchina anche attraverso l’Europa League, quindi non ci saranno ragioni per sottovalutare l’impegno.

 

Tralasciando compagini minori come il Basilea, il Copenaghen o il LASK, appare evidente che insieme al Siviglia l’ostacolo più complicato da superare nel tabellone è rappresentato dal Manchester United, già vincitore nel 2017. Non saranno poche le difficoltà per le squadre italiane, ma per contro l’occasione di riportare nello Stivale la vecchia Coppa UEFA è delle più propizie, considerando il calendario ristretto e il diverso grado di preparazione delle varie squadre. Insomma, anche se durerà pochi giorni, questa Europa League promette già un grande spettacolo.

 

Photo Credits: FB @EuropaLeaugue

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Si sono svolti a Mogliano a 7 giocatori negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del secolo scorso in due edizioni distinte fra loro con in mezzo un intervallo di alcuni anni. Una stagione lunga tre decenni, diventata epocale per il gioco del calcio a Mogliano.
La prima edizione del torneo era dedicata alla memoria di Giorgio Vian, fondatore dei prestigiosi magazzini di abbigliamento “Vian”. Si svolgeva nel campo dell’Oratorio Don Bosco con il pubblico ai margini del campo da gioco, a stretto contatto con i giocatori che disputavano le partite. Più che una competizione sportiva sembrava fosse una festa collettiva dei cittadini moglianesi che andavano numerosi allo stadio portandosi con se le sedie per sedersi mentre guardavano la partita. C’era però un grosso rischio. In caso di invasione di campo succedeva un vero finimondo.

 

In quel periodo anche la squadra della Pro Mogliano che disputava il Campionato di Promozione godeva di notevole apprezzamento e tifo da parte dei moglianesi. Il torneo notturno che si svolgeva tutte le sere in estate costituiva la degna conclusione dell’intera stagione calcistica e assumeva tutte le caratteristiche di una vera e propria epopea del calcio giocato e l’esaltazione del giuoco del pallone! Era tutto casalingo, compresa la designazione degli arbitri, ma l’entusiasmo e la carica di tifo erano tali da rivelare la forte passione per il calcio dimostrata sia dagli uomini che dalle donne.

 

Le squadre venivano allestite e sponsorizzate dagli esercenti di Mogliano, che tra di loro riuscivano a creare delle rivalità divenute col tempo epiche: bar contro pizzerie, industriali contro fruttivendoli, abbigliamento contro bibite etc.
Era diventata ormai tanto grande la passione che pur di ben figurare durante il torneo, gli esercenti e chi decideva di allestire una squadra che fosse competitiva il più possibile, era sottoposto a veri e propri sacrifici economici. Prevaleva la preoccupazione di accaparrarsi dei giocatori forti e validi per aspirare a vincere il torneo, tutte le sere bisognava offrire loro la cena, c’era da pagare la quota di iscrizione, i tifosi pretendevano la sponsorizzazione di materiali propagandistici del tipo bandiere striscioni magliette etc. In compenso gli spettatori assistevano a delle vere lotte in campo senza esclusione di colpi con una qualità di giuoco molto elevata perché si ingaggiavano in ambedue le edizioni anche giocatori disponibili di squadre dei campionati nazionali maggiori.

 

La seconda edizione, dopo alcuni anni di fermo, si svolgeva invece nel campo dove giocava le partite di campionato la Pro Mogliano dietro la sede dell’attuale ULSS, esattamente dove prima della ristrutturazione del Nuovo Centro Storico di Mogliano c’era il parcheggio. Veniva organizzato dai dirigenti dell’AC Mogliano presieduta dal sig. Enrico Baldan in collaborazione con il CSI Centro Sportivo di Mestre che forniva gli arbitri.
Era tutta un’altra cosa rispetto alla prima edizione. In quel campo c’erano le tribune per gli spettatori e quindi erano improbabili le invasioni. Infatti tutto si svolgeva nel migliore dei modi e in maniera più professionale e tranquilla rispetto alla prima edizione.

Un vero peccato che tornei notturni non se ne facciano più ormai da tanto tempo.

In una calda serata di fine luglio, in occasione della trentasettesima giornata del campionato di Serie BKT, il Venezia è ospite del Cittadella al Pier Cesare Tombolato, per l’ultimo match in trasferta della stagione.

 

Gli arancioneroverdi arrivano da due successi consecutivi ottenuti con lo Spezia e con la Juve Stabia ed hanno bisogno di un solo punto per poter chiudere la pratica salvezza con un turno d’anticipo ed evitare la sfida diretta in casa con il Perugia. I granata hanno perso le ultime cinque partite e cercano il riscatto in casa per non farsi sfuggire la zona playoff.

 

Per l’occasione il Presidente Onorario “Big” Joe Tacopina ed il Presidente Duncan Niederauer hanno seguito i leoni in questa delicata trasferta.
Mister Dionisi conferma i nove undicesimi della formazione che ha vinto con la Juve Stabia. Aramu e Fiordilino in campo dal primo minuto, in avanti confermato il tandem Longo-Montalto.
Mister Venturato cambia tutto rispetto al match precedente ed inserisce D’Urso a supporto di Rosafio e Diaw.

 

Il match inizia con il Citta che va subito forte, schiacciando gli ospiti nella propria metà campo.
Passano nove minuti e i padroni di casa si procurano la prima occasione goal: Colpo di testa di Proia, Lezzerini smanaccia, Vita a colpo sicuro ma Ceccaroni salva sulla linea.
Passano altri sei minuti e sono ancora i granata a rendersi pericolosi: Cross al centro di Mora, Proia prova l’incornata in area ma la palla sfiora il palo più distante. Il Cittadella ha in mano il pallino della partita, gli arancioneroverdi difendono con ordine e riescono a neutralizzare i colpi di mortaio degli avversari. Al 44’ occasione d’oro per i lagunari grazie a Lollo che si guadagna una punizione da posizione favorevole su fallo di Branca: Fiordilino tocca per Montalto che clamorosamente non calcia e spreca la punizione. Il primo tempo termina dopo due minuti di recupero.
Una prima frazione caratterizzata dal totale predominio del Cittadella, i leoni non sono riusciti a fare altro che difendersi. Mister Dionisi dovrà necessariamente intervenire per far alzare il baricentro del gioco.

 

Nessun cambio nella ripresa. Il Citta continua a dettare il gioco ma a tratti gli arancioneroverdi si fanno maggiormente pericolosi. Al 62’ occasione per i granata: D’Urso si allunga sulla destra, cross a centro e tiro al volo di Rosafio, Lakicevic difende con il corpo e neutralizza.
I leoni hanno la prima occasione al 71’ in ripartenza: lancio in profondità di Maleh per Longo che controlla male, a tu per tu con Paleari, il portiere fa il miracolo.
Girandola di sostituzioni per entrambe le squadre.

 

Il risultato cambia al 90’+3: cross al centro di Benedetti, Proia incorna di testa e batte Lezzerini.
Al 90’+5 l’arbitro Marinelli dice che può bastare così e mette fine alle ostilità con il risultato finale di Cittadella-Venezia 1-0.

 

Mister Dionisi commenta così la sconfitta al Tombolato: “È un vero peccato, è quasi inutile pensarci ora. Dobbiamo guardare alla prossima partita e basta. Sapevamo che sarebbe stato difficile venire a Cittadella e che la salvezza non era ancora raggiunga. Abbiamo avuto però tutte le condizioni per conquistarla in anticipo ma ora ci giocheremo tutto al Penzo contro il Perugia. Nel primo tempo bisogna dar loro merito, noi non riuscivamo a giocare come volevamo e continuavano ad aggredire, però nel primo tempo abbiamo concesso davvero poco. Nel secondo tempo abbiamo fatto un po’ meglio e siamo stati in partita anche perché il Cittadella è un po’ calato. Poi è successo quello che è successo, un vero peccato. Non ho voluto cambiare fondamentalmente per non cambiare gli equilibri: di solito lo faccio ma oggi ho cercato solo di fare i cambi per stanchezza: anche i ragazzi che non erano in campo volevano tutti giocare. Quando loro poi hanno fatti i cambi e hanno messo le torri ho pensato di coprirci avendo più uomini in area. Ora manca una partita, il Perugia per scavalcarci dovrà solo vincere. Eravamo coscienti che l’ultima partita potrebbe essere stata quella decisiva e così è stato. Non sarà facile però per tutte le squadre. Di arbitri non parlo di solito ma c’è da dire che mi è sembrato che ci fosse un rigore su Longo, ma l’arbitro invece di fischiare per noi ci ha dato fallo contro.”

 

 

In pieno recupero Proia regala il derby ai granata che interrompono la striscia di risultati negativi. Gli arancioneroverdi si complicano la vita rimandando la salvezza al risultato del campo di venerdì prossimo nella sfida diretta al Penzo con il Perugia, nella giornata conclusiva del campionato.

 

 

Photocredit: Facebook @veneziafc

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Parlando di campi sportivi e precisamente di quelli adibiti al calcio, non posso non farmi catturare dalla memoria di alcuni decenni fa per ricordare certi traguardi raggiunti dalla squadra di casa ed il tipo di affezione che era riuscita a creare nei suoi tifosi per merito dei componenti la squadra e sicuramente per merito anche del suo Presidente.

 

Verso la fine degli anni Settanta dello scorso secolo, la Società Sportiva Pro Mogliano aveva già militato in Serie C. Retrocessa di categoria in quella di Promozione, decise di sponsorizzarla il Cavalier Robazza, titolare di un cotonificio sito a Marocco proprio sul Terraglio nella curva che lo divide dalla via Gatta.

Anche se non riuscì a tornare in serie C in quel lungo periodo della sua gestione, durata diversi anni, credo sia stata quella la stagione più bella per il calcio moglianese sia per la società che per la rosa dei giocatori che
la componevano. La società riusciva sempre a stare nei primi posti della classifica ed i giocatori venivano letteralmente coccolati da quel sant’uomo, filantropo e benefattore qual era il Cav. Robazza.

 

In quegli anni la Pro, pur militando nel campionato nazionale per la categoria di Promozione, raggiunse il massimo livello di stima e di apprezzamento da parte dei Moglianesi non tanto per i risultati che portava a casa bensì per la simpatia che riscuotevano nei tifosi e nel pubblico i suoi protagonisti, cioè i giocatori, che erano tutti ragazzi di Mogliano cresciuti calcisticamente nelle giovanili della gloriosa “Pro”.

 

Nella storia del calcio moglianese il Cav. Robazza è rimasto per antonomasia “il mitico Sponsor e Presidente della Pro Mogliano per tanti anni, soprattutto per il suo comportamento generoso e affabile nei riguardi di tutti i suoi ragazzi calciatori.

 

In località Marocco, nei pressi della Marignana dopo la doppia curva che gira per via Gatta, il Cav. Robazza aveva una tessitura che impegnava diverse decine di operai ed operaie. In fianco alla tessitura, sempre di sua proprietà, aveva un ristorante dove ospitava, finite le partite, i calciatori e tutto lo staff al seguito della squadra, ai quali sia che avessero vinto e sia che avessero perso, offriva la cena tutte le domeniche. Durante tutti gli altri giorni feriali, per sua scelta, l’unico cliente che il ristorante ospitava era solo lui per il quale i cuochi cucinavano in esclusiva sfiziosi manicaretti. Il Ristorante si chiamava “Al Postiglione”.

 

Quando il Cav. Robazza andava in banca, andava a riceverlo all’ingresso personalmente il direttore della filiale per rispetto sia alla sua persona e sia ai suoi ingenti capitali depositati.
Chi lo ha conosciuto sicuramente avrà avuto modo di apprezzarne le qualità umane di affabilità, disponibilità ed altruismo che egli possedeva.
Nonostante fosse straricco, non si dava delle arie e non dimostrava mai atteggiamenti di superiorità anzi riusciva sempre a mettere a proprio agio chiunque si trovasse a parlare con lui anche occasionalmente al bar o allo stadio di calcio.

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

Lo stadio comunale “Panisi”

Sito in via Ferretti 2, e inaugurato nel 1986, lo stadio comunale “Panisi” è un impianto sportivo polivalente della capienza di 2.300 posti a sedere. È destinato prevalentemente all’Atletica Leggera, dove si allena la squadra della Polisportiva che condivide la gestione con la società calcistica della Pro Mogliano.

 

La costruzione dello stadio comunale a Mogliano è stata frutto di abilità dimostrata in una trattativa dal sindaco dell’epoca, Ugo Bugin, nei confronti della Società delle Assicurazioni Generali. La società assicurativa, che aveva già la sede centrale a Trieste e inoltre una grossa Agenzia a Venezia, voleva insediarsi con la Sede Generale Nazionale proprio a Mogliano. Il sindaco Bugin dopo una lunga e faticosa trattativa, riuscì ad ottenere dalla famosa e prestigiosa società assicurativa in cambio dell’assegnazione della possibilità di costruire la sua sede in territorio moglianese, la costruzione dalla A alla Z di un Campo di calcio, che fu subito battezzato come stadio comunale ad uso del calcio e di altre discipline sportive che richiedevano spazi all’aperto e piste per le gare di atletica.

 

Recentemente l’amministrazione comunale sotto la gestione del sindaco Carola Arena lo ha dedicato alla memoria del calciatore Roberto Arles Panisi, scomparso per un infarto al cuore durante un allenamento.

 

Qui vi si svolge il campionato di calcio sia della Pro Mogliano, che milita nell’eccellenza, sia della squadra della città di Preganziol, con la quale Mogliano ha fatto un gemellaggio di collaborazione, che invece disputa il campionato in una categoria inferiore.

 

 

Altri campi da calcio

Oltre allo stadio comunale, a Mogliano ci sono altri campi idonei per il gioco del calcio. Se ne conta almeno uno per ogni quartiere della città. Sicuramente ce n’è uno all’Ovest, dove c’è la sede del quartiere e dove si svolgono tutte le manifestazioni collettive di quartiere compresa la sagra annuale nel periodo estivo.
Un altro campo da calcio c’è in fianco alla Chiesa di Mazzocco, dove si svolge un campionato amatoriale e d’estate anche la sagra di quartiere divenuta ormai rinomata.
Un altro campo efficiente e ben tenuto si trova a Zerman, in fianco agli spazi che d’estate vengono utilizzati per la sagra estiva.
Infine, c’è il campetto dietro all’oratorio Don Bosco gestito dai PP. Salesiani, che viene utilizzato praticamente ogni giorno dai ragazzi che frequentano l’oratorio.

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita

 

 

Nel suo complesso a Mogliano la situazione riguardo alle attrezzature sportive non è delle peggiori rispetto ad altre realtà.

Per le attività principali e più importanti che sono il gioco del rugby e del calcio, le due società che gestiscono questi sport possono usufruire rispettivamente in esclusiva per loro gli impianti di via Colelli il rugby e di via Ferretto il calcio. Sono degli impianti totalmente efficienti per ambedue gli sport.
Le altre società di calcio che militano nei campionati inferiori o che sono soltanto squadre di amatori, possono usufruire invece gli impianti disseminati nei vari Quartieri di Mogliano. All’Ovest ce n’è uno, a Zerman ce n’è un altro, Mazzocco ha il suo. In queste utilissime strutture si svolgono principalmente dei campionati amatoriali di calciatori dilettanti particolarmente di over e fuori corso i quali vi si allenano e disputano il campionato a loro riservato divertendosi e incrementando fra di loro la loro amicizia.

 

È una comodità che regala ad ex calciatori o semplicemente appassionati i quali possono praticare il calcio anche in età avanzata o a fine carriera, mantenendo il proprio fisico allenato e capace di sopportare i tempi di una intera partita.

 

Anche per la pratica di altri sport la situazione non è male perché nei Quartieri ci sono le attrezzature necessarie per praticare il basket, la pallavolo e il gioco delle bocce.
Piuttosto la situazione si presenta assai precaria al Centro di Mogliano e praticamente per quanto riguarda le attrezzature che dovrebbe avere la possibilità di usufruire la Polisportiva del Professor Romeo Girardi. Il numero delle richieste di ragazzi e ragazze che vorrebbero praticare degli sport ed iscriversi alla Polisportiva è ingente e le palestre delle quali attualmente la Polisportiva può contare sono del tutto insufficienti per il suo fabbisogno.

 

Da queste righe, quindi, prima di continuare la trafila e l’analisi dei personaggi che compongono il nostro Album, mi sento in dovere di spezzare una lancia a favore delle cose che a Mogliano mancano e che invece sarebbero urgentemente necessarie. Questo vuole essere un messaggio per gli Amministratori, affinché non continuino a fare gli orecchi da mercante per questi problemi dei quali la nostra cittadina e tutti i suoi abitanti reclamano la soluzione.

 

Considerato l’afflusso in massa di ragazzi e giovani che vogliono praticare degli sport sarebbe urgente la realizzazione di almeno un paio di palestre al Centro dove effettuare gli allenamenti di gruppo, perché quelle usate attualmente intanto sono di dotazione delle relative scuole statali e del tutto insufficienti a soddisfare le esigenze delle varie società sportive che fortunatamente proliferano a Mogliano.

Nella trentacinquesima giornata del campionato di Serie BKT, gli arancioneroverdi sono ospiti dello Spezia in una sfida che entrambe le squadra vogliono vincere per obbiettivi di classifica ben diversi. Gli aquilotti, reduci da due vittorie consecutive, rincorrono la promozione diretta in Seria A senza dover passare per i playoff mentre i leoni, in piena lotta salvezza, hanno conquistato sono due punti nelle ultime tre gare.

 

Con Fiordilino e Montalto squalificati, Mister Dionisi schiera la difesa con Molinaro e Riccardi (preferito a capitan Modolo), Lollo a centrocampo ed in avanti recupera Aramu, schierandolo dietro al tandem Capello-Longo.

 

Mister Italiano, in difesa preferisce Marchizza a Vitale e Capradossi a Terzi, in avanti inserisce nel tridente d’attacco Nzola con Mastinu e Gyasi.

 

Sul campo le due squadre sono molto aggressive fin dalle prime battute, la prima occasione è per lo Spezia al 12’: Punizione di Bartolomei, Lezzerini attento la manda oltre il palo. Passano tre minuti e sono gli arancioneroverdi a sbloccare la partita: rapido scambio fra Maleh e Aramu, sponda per Capello che con un potente rasoterra impegna Scuffet in calcio d’angolo. Dal corner Nzola manca la palla di testa e la colpisce con il braccio. L’arbitro Forneau non ha dubbi ed indica il dischetto. Dagli undici metri va Aramu, che con un sinistro a mezz’altezza buca la porta di Scuffet che aveva intuito l’angolo. Al 24’ ci provano gli spezzini: Ragusa prova il sinistro che si trasforma in assist per Gyasi, Lezzerini sempre attentissimo blocca la palla in uscita bassa. Sono i leoni al 34’ a sfiorare il raddoppio: punizione dalla sinistra di Aramu, a portiere battuto, la palla sbatte sul legno di sinistra e carambola sulla schiena di Ferrer che ferma sulla linea. Al 45’ il compunto dei legni viene pareggiato dai padroni di casa: Bartolomei sulla diagonale spara un sinistro che Molinaro riesce a sfiorare deviandone la traiettoria sul palo alla destra di un Lezzeriniimpietrito. Il primo tempo termina al 45’+3. Venezia in gran forma, dopo il primo goal su rigore, Aramu ha sfiorato la doppietta su punizione. Pari il numero dei legni. Ora mister Dionisi deve evitare il calo di prestazione che spesso si osserva dopo il vantaggio.

 

Nella ripresa sono gli aquilotti a fare la partita e a voler riequilibrare il risultato. Al 53’ occasione Spezia: Ferrer per Ragusa, gran destro sul primo palo, Lezzerini neutralizza in due tempi. Passa un minuto e ancora i padroni di casa pericolosi: destro di Ferrer, Lezzerini respinge e Riccardi toglie le castagne dal fuoco evitando il tap-in di Gyasi. Le due squadre giocano ormai sulla metà campo arancioneroverde che ha messo i sacchi di sabbia per arginare le onde spezzine. Girandola di sostituzioni per entrambe le squadre. All’80’ occasione per i liguri: cross di Marchizza, tocco di Nzola, Ragusa in acrobazia ma Lezzerini sempre attento e sicuro. Ancora Spezia all’88 con Acampora dai 20 metri ma Lezzerini ancora decisivo. Al 90’+5 con Scuffet fuori dall’area, Firenze prova la bomba da centro campo ma la palla è fuori. Al 90’+6 l’arbitro Fourneau dice che può bastare così e con il triplice fischio termina l’incontro con il risultato di Spezia-Venezia 0-1.

 

Al termine della partita Mister Dionisi ha così commentato il match: “Abbiamo ripreso qualcosa che ci era sfuggito pochi giorni fa contro il Pescara. Siamo davvero contenti, abbiamo giocato contro una squadra forte e si è visto, siamo passati in vantaggio e poi abbiamo cercato di rischiare il meno possibile. Siamo stati anche fortunati, ma soprattutto bravi. I ragazzi sono stati bravi, volevano i 3 punti, e non era per niente facile, anzi. Oggi siamo scesi in campo con il ricordo del match precedente, siamo stati molto bravi all’inizio, abbiamo fatto la partita e abbiamo gestito bene la palla quando ce l’avevamo, ma soprattutto siamo stati bravi quando non ce l’avevamo. Ora non dobbiamo mollare perché non è ancora affatto finita, e anche perché neppure le altre mollano. È un campionato duro però noi ci siamo. È stata la vittoria di tutti, di tutto il Venezia, ma non siamo salvi. La volontà oggi ha fatto la differenza, non si può dire nulla ai ragazzi”.

 

Una prestazione di carattere dei Leoni, premiata nel primo tempo con il goal di Aramu su rigore; nella seconda metà il muro arancioneroverde ha retto quasi sempre con ordine ed un Lezzerini in piena forma ha fatto il resto.

 

Venerdì sera i leoni saranno nuovamente in campo, tra le mura di casa, per lo scontro diretto con la Juve Stabia a caccia dei tre punti che potrebbe essere il primo “match-ball” salvezza.

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