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Zanoni (PD): “Chi ha visto parli, l’indifferenza è inaccettabile”

 

“Nel 2019 non possiamo permettere che accadano ancora episodi stampo razzista. Piena solidarietà alla benzinaia, mi auguro che l’aggressore, identificato dalla targa, paghi per il suo gesto. Ma occorre che i testimoni parlino, visto che le telecamere non hanno inquadrato l’accaduto”. In una nota il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni esprime la propria vicinanza alla 34enne di origini marocchine che da vent’anni lavora qui, colpita e insultata davanti a un distributore di Vazzola (Tv), condannando con fermezza l’aggressione.

 

 

“Offendere qualcuno solo per il colore della pelle non può essere considerato ‘normale’. Non dobbiamo sottovalutare questo fenomeno, poiché i casi di aggressione e discriminazione di stampo xenofobo sono in aumento. Poche settimane fa a Conegliano una cliente di un bar ha rifiutato di farsi servire da una cameriera di colore, a maggio un ragazzino di 11 anni era stato bullizzato sullo scuolabus per lo stesso motivo. Un’impennata favorita anche da un governo, e in particolare da un ministro, che ha fatto della guerra agli immigrati la sua ragione di vita e che ogni giorno aizza i propri fan sui social con un linguaggio assolutamente inadeguato al ruolo ricoperto. E che ancora ieri si vantava per aver gettato in mezzo alla strada più di 300 persone, tra cui 80 minori, con un’operazione di forza spropositata, senza però trovare il tempo per un tweet sull’arsenale, incluso un missile aria-aria, sequestrato a un gruppo neonazista tra Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna”.

“La relazione di Arpav mostra un quadro preoccupante per le emissioni della Fonderia Corrà. Cosa ha intenzione di fare la Regione per tutelare la salute di cittadini e lavoratori e l’ambiente?”. La richiesta è contenuta in un’interrogazione a risposta scritta su questo caso presentata dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, commentando analisi e cifre diffuse dal Comitato aria pulita di Montebelluna.

 

“Secondo i dati – evidenzia il vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini – le emissioni medie di Cov (Composti organici volatili) sono più del doppio del limite consentito, quelle di benzene superano invece il tetto massimo di ben otto volte. Sempre sulla base della relazione emerge come il sito produttivo dia luogo alla ‘produzione di emissioni diffuse in difformità alle prescrizioni’ dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e diverse altre difformità. Arpav ha proposto all’azienda di realizzare un progetto di adeguamento per garantire emissioni entro limiti di legge: si è mosso qualcosa? Il quadro è preoccupante: le autorità hanno informato Spisal, Ulss, lavoratori e organizzazioni sindacali?”, domanda Zanoni che chiede anche se la Fonderia Corrà sia stata sanzionata e se, sulla base delle violazioni rilevate, sia stata fatta una comunicazione alla magistratura.

 

“Di fronte alla gravità di quanto emerso – aggiunge il consigliere del PD – trovo completamente fuori luogo le reazioni della proprietà che addirittura minaccia querele nei confronti del Comitato e, soprattutto, del sindaco di Montebelluna che nel suo ruolo, a livello locale, è il tutore della salute degli abitanti del Comune. Da lui mi sarei aspettato maggior trasparenza e coraggio: perché i cittadini devono venire a conoscenza di questa situazione solo tramite un accesso agli atti, perché non ha informato la popolazione sulla relazione di Arpav?”.

Due incontri, a Treviso e Conegliano, per parlare della nuova legge regionale contro il randagismo e il maltrattamento di animali insieme al consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, primo firmatario del Pdl 348 sulla tutela degli animali d’affezione, sottoscritto dall’intero gruppo e poi riunito in un unico testo con il Pdl 160 presentato dalla Lega Nord. Testo licenziato nei giorni scorsi dalla Quinta commissione e che dovrà adesso essere votato dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini.

 

“È un provvedimento quanto mai urgente, poiché i casi di maltrattamento e abbandono sono in aumento; servono maggiori controlli, pene certe e più severe – afferma il vicepresidente della commissione Ambiente – Certo, questa legge è attesa da ben 26 anni, alla faccia della tanto sbandierata efficienza veneta. Negli incontri illustreremo i miglioramenti introdotti con la nuova normativa ma anche i possibili peggioramenti”.

 

Il doppio appuntamento è organizzato da Iams-Impegno e Azione per un Mondo Sostenibile: venerdì 10 maggio, ore 20.45, a Treviso, presso Binario 1 in Piazzale Duca D’Aosta, 7/B (davanti la stazione dei treni) e giovedì 16 maggio, sempre alle 20.45 a Conegliano, nella Sala Informagiovani in Piazza San Martino.

Insieme al consigliere regionale Andrea Zanoni ci saranno Andrea Zamengo (coordinatore regionale guardie eco-zoofile Oipa), il presidente dell’Enpa Treviso Adriano De Stefano, Daniela Musocco della Lav-Area Animali Familiari, Tamara Scaggiante delegata Dingo Venezia per i rapporti istituzionali e Giovanni Tonelotto responsabile del rifugio San Francesco di Piazzola sul Brenta e coordinatore regionale Lega nazionale per la difesa del cane.

“Dovremmo chiamarlo ‘Decreto insicurezza’, perché il Decreto Salvini blocca ogni tentativo virtuoso di integrazione, condanna i richiedenti asilo alla clandestinità rendendoli facilmente preda di lavoro nero o criminalità organizzata. Ribellarsi a un provvedimento sbagliato e pericoloso è un dovere”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che questa mattina a Treviso ha partecipato al presidio organizzato in piazza dei Signori.

 

 

“Auspichiamo che il prefetto intervenga per stoppare gli effetti di un decreto che vanifica l’ottimo lavoro fatto da amministrazioni comunali, cooperative e imprese sociali attraverso il sistema degli Sprar: solo in provincia di Treviso, infatti, sono oltre mille i richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua e valorizzare le loro competenze professionali, permettendo così un inserimento nella società e una vera integrazione nel territorio. Tagliare drasticamente i fondi vuol dire eliminare percorsi virtuosi e creare ulteriore marginalità che a sua volta alimenta insicurezza e tensioni sociali. Elementi su cui la Lega potrà giocarsi, vergognosamente, l’ennesima campagna elettorale. Infine – ricorda in chiusura Zanoni – smantellando questo sistema di accoglienza, si perderanno migliaia di posti di lavoro, tra insegnanti, avvocati, mediatori culturali, medici e non solo. ‘Prima gli italiani’ per loro, evidentemente, non vale”.

“Mentre la Lega litiga, Save passa all’incasso: non ci saranno decolli su Treviso, ma i voli passano comunque da 16.300 a 22.500. E questo è il danno maggiore per i cittadini”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico commenta così le critiche in commissione Via regionale del masterplan dell’aeroporto Canova, inviato nuovamente a Roma, e lo scontro tra i sindaci, entrambi del Carroccio, Conte (Treviso) e Dal Zilio (Quinto).

 

 

“Vedremo quale sarà il nuovo atto della commedia. Di certo, almeno in questo caso, si potrà dire che è il governo del cambiamento. Cambiamento in peggio, ovviamente, per i trevigiani con oltre seimila voli in più l’anno. Sempre che tali limiti vengano rispettati. Adesso i due litiganti chissà cosa otterranno dal ministro Toninelli, che magari proporrà dei tavoli da pic nic o un campo da calcetto sulle piste di decollo. Da uno che di fronte all’emergenza dei cambiamenti climatici e con una mobilitazione internazionale in atto, promuove l’acquisto di auto elettriche ma si compra un Suv Diesel, ci si può aspettare davvero di tutto. Il traffico aereo è uno dei maggiori imputati per l’incremento delle emissioni di anidride carbonica, permettere un aumento così massiccio dei voli dal Canova è una decisione gravissima”.

 

 

“La baruffa in salsa leghista – termina Zanoni – serve in realtà a mascherare la loro incapacità, e quella dei Cinque Stelle falsi paladini ambientalisti, di difendere gli interessi del territorio. Zaia incluso, che finora è stato zitto. Ma questa vicenda è un banco di prova per il governatore: è più importante la salute dei trevigiani o i profitti di Save?”.

“Da un mese migliaia di persone affette dal morbo di Parkinson sono rimaste senza un farmaco indispensabile. Cosa sta facendo la Regione per affrontare questa emergenza e garantire ai pazienti di potersi curare?”. È quanto chiedono il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni insieme al capogruppo Stefano Fracasso, primi firmatari di un’interrogazione depositata oggi.

 

 

Al centro il caso del Sinemet, farmaco di vitale importanza e diventato praticamente introvabile da metà marzo. Una carenza dovuta a problemi produttivi, come ha sottolineato l’Agenzia italiana del farmaco. “Sono evidenti i disagi per queste persone e le loro famiglie, costrette a un’improbabile ‘caccia al tesoro’. Non esistono ‘generici’ che possano sostituirlo, al momento l’unica alternativa è acquistare un medicinale analogo dall’estero, dove costa di più, rivolgendosi alla propria Ulss di riferimento.

 

 

È inaccettabile che si arrivi a situazioni del genere, il ministero della Salute dovrebbe impegnarsi per assicurare la fruizione di medicinali fondamentali, come nel caso del Sinemet per i pazienti affetti dal Parkinson. Auspichiamo che la situazione possa normalizzarsi a breve, ma non ci sono certezze. Nel frattempo, viste le numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto, quali procedure ha messo in atto la Regione, tramite le proprie Ulss, per fronteggiare l’emergenza?”.

“Il Decreto Salvini crea nuova marginalità tra i migranti e quindi insicurezza, ovvero l’opposto di quello che in teoria si propone; a cui si sommano i problemi cooperative, associazioni e amministrazioni comunali impegnate sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione, distruggendo posti di lavoro. Qua non vale ‘prima gli italiani’?”. La domanda arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che denuncia la situazione in provincia di Treviso chiedendo al Prefetto di bloccare gli effetti del Decreto firmato dal ministro dell’Interno nonché segretario della Lega: “Mi associo all’appello lanciato dal nostro segretario provinciale e mi auguro che faccia lo stesso il presidente della Provincia Marcon: si rivolga al suo capo di partito spiegandogli quanto sia sbagliato e dannoso questo provvedimento”.

 

La denuncia di Zanoni

 

“Sono più di mille richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua, valorizzare le competenze professionali e di conseguenza ‘restituire’ qualcosa alle comunità che li hanno accolti. Sono progetti virtuosi che hanno coinvolto quasi la metà dei Comuni del Trevigiano. Con il taglio dei fondi voluto da Salvini, tutto questo rischia di essere spazzato via e le conseguenze sono facilmente immaginabili; i richiedenti asilo, in attesa del riconoscimento o meno della loro domanda, saranno clandestini con alta probabilità di diventare manodopera per la criminalità, oppure, per quanto riguarda la Marca, finiranno ammassati o nella caserma Serena a Treviso o alla Zanusso di Oderzo”.

 

La contro-proposta del consigliere

 

“Per una migliore integrazione ed evitare tensioni sul territorio, invece, servirebbe un’accoglienza diffusa in piccoli gruppi. Salvini e la Lega lo sanno benissimo, è solo l’ennesima conferma di come preferiscano alimentare le tensioni, in modo da specularci elettoralmente. E adesso con Europee e amministrative alle porte continueranno a marciarci sopra fregandosene delle conseguenze sia sui richiedenti asilo che per la sicurezza dei veneti. A ciò si aggiunge la drammatica perdita di posti di lavoro dovuta allo smantellamento dei progetti di accoglienza; se ne stimano circa 18mila a livello nazionale: infermieri, insegnanti, psicologi, mediatori culturali. Insomma, un disastro su tutta la linea”.

Cambiamenti climatici e green economy saranno al centro dell’incontro “L’Europa è il nostro futuro” in programma sabato 6 aprile a Treviso. Ne parleranno Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e l’eurodeputata Isabella De Monte.

 

Per troppo tempo il riscaldamento globale e i suoi costi, economici e sociali, sono stati sottovalutati. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, restano 12 anni per ‘salvare il pianeta’. Una sfida ai negazionisti, guidati dal presidente degli Usa Trump.

 

Si rilancia la diminuzione, in maniera drastica, delle emissioni di gas a effetto serra; invitando inoltre a incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico e abbandonare fonti inquinanti a partire dal carbone. Si invita inoltre ad azioni coordinate a ogni livello, dai Comuni alle istituzioni sovranazionali come l’Unione Europea.

 

“Per il Veneto finora è stato fatto poco o niente”. Accusa il Partito Democratico.  Il consigliere Zanoni ci tiene a ricordare che il PD ha presentato due mozioni, di cui n’è primo firmatario, per lanciare politiche energetico-ambientali nella regione; questo con l’obiettivo di abbattere le emissioni climalteranti. “Vedremo cosa risponderanno Zaia e la maggioranza leghista”. Conclude il PD.

 

L’appuntamento è per sabato in via Castagnole 20/M alle 17 nella sede del Pd provinciale di Treviso.

Inquinamento dei fiumi nel Trevigiano. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico chiede chiarimenti da parte della Regione

In meno di due mesi nel Trevigiano ci sono stati oltre 30 sversamenti illegali nei corsi d’acqua da parte delle aziende vitivinicole. Le segnalazioni ad Arpav, anche da parte del sottoscritto, così come le interrogazioni alla Regione, non sono mancate. Quali sono gli esiti? Cosa ha fatto la Giunta? Non vorremmo ritrovarci con la prossima vendemmia nella stessa situazione”. È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che ha depositato una nuova interrogazione, sottoscritta dai colleghi Alessandra Moretti, Bruno Pigozzo, Claudio Sinigaglia e Francesca Zottis, allegando un lungo e dettagliato elenco con gli episodi denunciati e riportati sulla stampa dalle cronache locali.

 

Quest’anno siamo di fronte a uno scenario emergenziale, dovuto anche alla sovrapproduzione frutto dei generosi finanziamenti della Regione. Gli sversamenti in fiumi e torrenti hanno provocato morie di pesci, distruzione della flora acquatica e inquinamento delle acque superficiali. Ho ancora vive negli occhi le troppe immagini che cittadini, associazioni, amministratori locali e pescatori mi hanno inviato, con vere e proprie stragi di migliaia di pesci di varie dimensioni asfissiati. Man mano che ricostruivo e mettevo in fila tutti i fatti, mi sono reso conto della gravità e diffusione di questi illeciti sanzionati penalmente. Ed è solo la punta dell’iceberg perché molte violazioni passano inosservate o peggio vengono viste e non denunciate, quindi i numeri sono certamente più alti“.

 

Gli sversamenti – insiste Zanoni – vanno a peggiorare il quadro in un territorio e con un ambiente già compromesso a causa del proliferare dei vigneti, una coltivazione altamente impattante considerando l’abbondante ricorso ai pesticidi. Le prime segnalazioni risalgono a inizio settembre: quali attività di monitoraggio ha messo in campo la Regione? E le analisi delle acque da parte di Arpav, se sono state fatte, che esito hanno dato?”, domanda il consigliere democratico trevigiano che nell’interrogazione chiede anche, qualora siano stati individuati i responsabili, quali provvedimenti siano stati presi e se la Regione intenda costituirsi parte civile nei confronti di chi ha commesso reati ambientali. “Una scelta che ritengo doverosa. Così come credo che si debbano revocare di tutti i cospicui incentivi e finanziamenti dati alle aziende che hanno violato la legge“.

“Il servizio militare obbligatorio è inutile, sbagliato e dannoso; dobbiamo anteporre l’educazione civica e la solidarietà all’obbedienza e alle armi. Abbiamo presentato 100 emendamenti per migliorare o, meglio ancora, affossare il provvedimento”. È quanto dichiara Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, alla vigilia della ripresa della discussione in aula sul ripristino della naja, tema su cui i dem annunciano battaglia.

 

Costerebbe 15 miliardi di euro l’anno: meglio spendere i soldi per rinforzare, ad esempio, i controlli ambientali contro il traffico dei rifiuti o per combattere l’inquinamento da polveri sottili che ogni anno in Italia causa la morte di 80.000 persone stando ai dati della Agenzia Europea sull’Ambiente. Inoltre mancano gli spazi: dove le troviamo le caserme, oggi tutte in decadimento oppure trasformate in strutture per l’accoglienza dei profughi? In realtà dovremmo pensare a come costruire una cultura di pace tra i popoli anziché ad armi e guerre che, in ogni caso, oggi si fanno più con la tecnologia che non con gli uomini sul campo. È singolare, poi, che nessuno abbia chiesto ai nostri giovani, i diretti interessati, se siano d’accordo o meno, se sono disposti a regalare un anno di vita allo Stato. Questa, così come è nata e strutturata, è una proposta di legge contro di loro. Insegniamo a come conoscere e tutelare l’ambiente in cui viviamo invece che sparare. Riformiamo e rilanciamo il servizio civile, in modo che i nostri ragazzi possano svolgere attività davvero utili alla comunità, un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale, attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio dello Stato”.

 

“Servono persone preparate e motivate, non giovani costretti a impugnare un’arma. Non dimentichiamo i numerosi episodi di nonnismo non di rado sfociati in tragedia quando angherie, richieste estorsive, vessazioni, maltrattamenti, pressioni psicologiche, umiliazioni fisiche e violenze anche sessuali, sono stati tali da spingere alcune reclute a farla finita – continua l’esponente dem, portando anche alcuni dati: “Solo nel 1988 sono stati sedici i militari di leva morti suicidi, il loro numero era comunque oltre il doppio della media nazionale per la stessa fascia di età secondo quanto emerso da una relazione dell’epoca sui problemi dei militari in servizio di leva consegnata dal capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Antonio Porta, alla commissione parlamentare d’inchiesta sulla condizione giovanile. Nel triennio 1985-87, come risulta dalla risposta a un’interrogazione parlamentare dell’allora ministro della Difesa, Valerio Zanone, nelle fila di Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, 109 persone si sono tolte la vita, mentre 1260 soldati sono deceduti in incidenti di varia natura. Una vera e propria strage. Credo quindi che siano tanti e validi motivi per giudicare positivamente il superamento dell’obbligatorietà del servizio militare, avvenuto nel 2004. La pensava così anche la Lega visto che ne 2000 votò a favore del provvedimento. Ma allora – ricorda ironizzando Zanoni – erano ancora secessionisti e per le milizie regionali…”.

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