Home / Posts Tagged "aggressione"

Ennesimo significativo e tempestivo intervento delle radiomobili della Polizia locale, in servizio di controllo del territorio tra Carpenedo e Favaro Veneto: nei giorni scorsi, in pieno pomeriggio, una pattuglia del Nucleo Pronto impiego del Servizio Sicurezza urbana, impegnata a pattugliare la dorsale che da piazza Carpenedo arriva fino a piazza Pastrello, giunta in prossimità dell’intersezione tra via San Donà e via Monte Civetta, è stata allertata da un passante che, in maniera concitata, spiegava che era in corso un’aggressione in strada, anche con l’uso di un’arma da taglio.

 

Gli agenti hanno raggiunto subito il luogo della rissa, soccorrendo un uomo, successivamente identificato come un 30enne di nazionalità albanese, che camminava in mezzo alla strada con il volto tumefatto e ricoperto di sangue. Altre due persone alla vista degli agenti hanno invece iniziato a scappare di corsa.

 

È scattato quindi un inseguimento, al termine del quale gli operatori sono riusciti a bloccare uno dei sospetti: un 25enne di nazionalità albanese. Il compare invece era riuscito a far perdere le proprie tracce. Giunti i rinforzi, è stato individuato, seguendo l’itinerario degli aggressori per scappare, un cacciavite senza manico lungo 16 cemtimetri con evidenti tracce di sangue sulla superficie.

 

Anche le testimonianze raccolte subito dopo hanno suffragato quanto già appariva evidente: i fuggitivi hanno aggredito a calci e pugni la vittima per strada utilizzando anche il cacciavite sequestrato. Il ferito, che ha sporto denuncia-querela nei confronti dei picchiatori, è stato trasportato in ospedale da un’ambulanza del Suem 118, dove gli è stata riscontrata la frattura del setto nasale.

 

Il complice del fuggitivo, un 22enne sempre di nazionalità albanese, è stato individuato nei giorni successivi al pestaggio: entrambi gli autori sono stati denunciati per lesioni aggravate in concorso.

Nella tarda serata di sabato 28 dicembre 2019, a Castello di Godego (TV), i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castelfranco Veneto hanno individuato e arrestato due uomini del posto, responsabili di rapina e lesioni personali ai danni di tre studenti adolescenti.

 

I fatti si sono verificati nel tardo pomeriggio, quando i 3 ragazzini, tra i 13 e i 14 anni, mentre passeggiavano in via Paolo Piazza, sono stati raggiunti da un 25enne e da un 22enne, anch’essi residenti in zona, i quali hanno iniziato a minacciarli, a strattonarli e a pretendere con insistenza del denaro.

Atterriti da quell’improvviso e violento atteggiamento, gli studenti si sono trovati costretti a consegnare agli aggressori i pochi soldi che avevano nelle tasche, in tutto 18 euro circa, nella speranza di potersi allontanare senza altre conseguenze. Purtroppo, però, uno dei tre adolescenti è stato colpito da un violento schiavo al viso sferratogli dal 22enne.

 

La scena è stata notata da alcuni passanti che hanno avvertito i Carabinieri di Castelfranco Veneto, il cui immediato intervento sul posto ha permesso di raccogliere gli elementi necessari per individuare i responsabili e mettersi prontamente sulle loro tracce.

 

Gli stessi sono stati subito rintracciati e trovati in possesso del denaro poco prima sottratto e nonostante i due opponessero anche resistenza ai Carabinieri intervenuti, strattonandoli nel tentativo di divincolarsi, i militari sono comunque riusciti a metterli in condizioni di sicurezza e a procedere al loro accompagnamento presso gli uffici della Compagnia castellana.

 

Nel frattempo, lo studente colpito dallo schiaffo è stato condotto presso il pronto soccorso dell’ospedale locale, dove gli sono state diagnosticate lesioni da “trauma cranico non commotivo”, guaribili in 5 giorni.

 

Al termine dell’attività, che ha consentito di pervenire a un completo e univoco quadro dell’accaduto, i due indagati sono stati tratti in arresto, in quanto sottoposti alle indagini per i reati di rapina, lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale, quindi collocati agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

“Purtroppo dobbiamo riscontrare un altro episodio, questa volta verbale, di aggressione al personale del pronto soccorso di Mestre.
Il disagio e l’impotenza del personale in servizio presso questo reparto sono sotto gli occhi di tutti, solo la Direzione sanitaria sembra non accorgersene.
La scorsa settimana abbiamo tenuto un’assemblea con i lavoratori e sono emerse queste priorità: emergenza organici e organizzazione del lavoro, emergenza aggressioni e gestione dei flussi degli utenti. Siamo convocati lunedì prossimo, sarà l’occasione per iniziare il confronto su tutti questi temi assieme ai lavoratori”.
Queste le dichiarazioni di Cristina Bastianello, Segretaria Fp Cgil Venezia, su una nuova aggressione avvenuta mercoledì 31 luglio al pronto soccorso di Mestre.
A seguito dell’ennesimo episodio di questo tipo, è stata inviata all’Ulss 3 una lettera di richiesta incontro.

Zanoni (PD): “Chi ha visto parli, l’indifferenza è inaccettabile”

 

“Nel 2019 non possiamo permettere che accadano ancora episodi stampo razzista. Piena solidarietà alla benzinaia, mi auguro che l’aggressore, identificato dalla targa, paghi per il suo gesto. Ma occorre che i testimoni parlino, visto che le telecamere non hanno inquadrato l’accaduto”. In una nota il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni esprime la propria vicinanza alla 34enne di origini marocchine che da vent’anni lavora qui, colpita e insultata davanti a un distributore di Vazzola (Tv), condannando con fermezza l’aggressione.

 

 

“Offendere qualcuno solo per il colore della pelle non può essere considerato ‘normale’. Non dobbiamo sottovalutare questo fenomeno, poiché i casi di aggressione e discriminazione di stampo xenofobo sono in aumento. Poche settimane fa a Conegliano una cliente di un bar ha rifiutato di farsi servire da una cameriera di colore, a maggio un ragazzino di 11 anni era stato bullizzato sullo scuolabus per lo stesso motivo. Un’impennata favorita anche da un governo, e in particolare da un ministro, che ha fatto della guerra agli immigrati la sua ragione di vita e che ogni giorno aizza i propri fan sui social con un linguaggio assolutamente inadeguato al ruolo ricoperto. E che ancora ieri si vantava per aver gettato in mezzo alla strada più di 300 persone, tra cui 80 minori, con un’operazione di forza spropositata, senza però trovare il tempo per un tweet sull’arsenale, incluso un missile aria-aria, sequestrato a un gruppo neonazista tra Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna”.

Nella mattinata dell’11 luglio 2019, la DIGOS della Questura di Venezia ha eseguito perquisizioni locali e personali a carico di quattro tifosi del gruppo ultras “Curva Sud Venezia Mestre”.

 

Si è trattato dell’esecuzione di provvedimenti emessi dalla locale Procura della Repubblica per i fatti accaduti nella notte del 6 aprile 2019. A margine dell’incontro di calcio di serie B Brescia – Venezia, il pullman che aveva ricondotto a Mestre gli ultras del gruppo “Uno Nove Otto Sette” è stato assalito da una ventina di ultras del gruppo “Curva Sud Venezia Mestre”, nei pressi del parcheggio degli impianti sportivi del Taliercio.

 

Trattavasi, evidentemente, di un gesto di ritorsione per l’atteggiamento di “sfida” tenuto dai tifosi del gruppo “Uno Nove Otto Sette” durante la partita.
A seguito degli sviluppi investigativi sono stati individuati alcuni degli autori dell’aggressione. Per dieci di questi il Questore di Venezia ha avviato il procedimento amministrativo per l’emissione del Daspo.

Nel pomeriggio di domenica 16 giugno personale della Squadra Volante della Questura è intervenuto in via Colombo a Mestre per la segnalazione di un uomo che aveva aggredito un autista dell’ACTV.

 

Gli Agenti, intervenuti prontamente sul posto, hanno rintracciato e fermato l’aggressore, che risultava essere un cittadino tunisino N. O. di 35 anni, che all’atto del controllo manifestava un atteggiamento oltraggioso  e violento nei confronti degli Agenti intervenuti.

 

L’uomo si è tolto la maglietta con fare provocatorio, riferendo testuali parole:

“Lasciatemi andare via, uccidetemi, andate a ‘fanculo”

 

In seguito si è scagliato violentemente contro un Agente, colpendolo al viso.

 

Nella circostanza, al fine di preservare la sua e altrui incolumità, gli operatori di Polizia hanno applicato le manette di sicurezza al cittadino tunisino che non desisteva dal suo intento, continuando a dimenarsi con forza, urlando, sputando e cercando di colpire con dei pugni gli Agenti costretti ad usare anche le fascette in velcro in dotazione.

 

Nel caos della situazione, un altro Agente è stato colpito alla schiena e al volto, sporcandosi col sangue della ferita alla mano del tunisino.

 

Una volta bloccato, il soggetto è stato trasportato con fatica all’interno dell’autovettura di servizio e accompagnato presso la sede della locale Questura. Durante il tragitto ha colpito più volte e violentemente con la testa il divisorio in plexiglass dell’autovettura di Polizia.

 

Nemmeno una volta giunto presso gli Uffici l’uomo ha desistito dal suo atteggiamento scatenato, tanto da rendere necessario l’intervento di altri operatori di Polizia, in presenza dei quali continuava nel suo comportamento violento, aggressivo e non collaborativo, offendendo gli agenti e cercando ripetutamente di colpirli. Tanto che gli stessi si sono visti costretti a far uso dello spray urticante.

 

Durante l’intera permanenza presso gli Uffici, N.O. non ha calmato la sua agitazione e, sebbene disteso per terra e assicurato con le manette di ordinanza e con le fasce in velcro, ha continuato a dimenarsi e a sputare contro gli Agenti.

 

Accortisi che la ferita alla mano dell’aggressore continuava a sanguinare, i poliziotti hanno richiesto l’intervento di personale medico del 118 SUEM, che ha provveduto a trasportare il soggetto presso l’ospedale SS Giovanni e Paolo di Venezia, per le cure del caso.

 

Durante il trasporto lo straniero non ha smesso di essere aggressivo e violento con gli Agenti e nemmeno con personale sanitario, sputando contro chiunque si avvicinasse e colpendo all’occhio destro un infermiere, che per quanto patito si è occupato dei dovuti accertamenti clinici per attivare l’eventuale profilassi medica.

 

Presso il pronto soccorso, il soggetto ha mantenuto il suo stato di agitazione e di aggressività costringendo il personale medico a sedarlo per poterlo assistere.

 

Dai successivi accertamenti clinici è risultato che lo stesso presentava un tasso alcolemico di 1,6 g/l nonché risultava essere positivo all’assunzione di sostanza stupefacente del tipo Cocaina.

 

Sulla base degli elementi raccolti, gli agenti hanno proceduto all’arresto del cittadino tunisino, poiché resosi responsabile dei reati di tentata rapina, lesioni, minacce e oltraggio a Pubblico Ufficiale.  

 

Dell’avvenuto arresto è stata data comunicazione al P.M. presso il Tribunale Ordinario di Venezia, che ha disposto che l’arrestato venisse trattenuto presso le locali celle di sicurezza, in attesa dell’udienza di convalida e del contestuale giudizio con rito direttissimo da tenersi la mattinata seguente.

 

Per le percosse subite, anche gli Agenti intervenuti sono ricorsi alle cure mediche presso l’ospedale di Mestre, dal quale sono stati dimessi con una prognosi di tre giorni s.c. per contusioni post traumatiche da colluttazione.

 

Lo straniero risulta avere svariati precedenti per reati contro il patrimonio, al persona e in materia di stupefacenti, risultando inoltre non ottemperante all’Ordine del Questore di Venezia a lasciare il territorio dello stato italiano.

 

Nel processo tenutosi lunedì 17 giugno, il giudice ha convalidato l’arresto, comminando al cittadino tunisino la pena di due anni e due mesi di reclusione e 440 euro di multa, pena sospesa con conseguente immediata scarcerazione, e ha emesso il divieto di dimora nella regione Veneto.

Volevano salire in autobus con un pitbull e, di fronte al diniego opposto dal conducente, come da regolamento, hanno deciso di fargliela pagare. Il giorno dopo lo hanno atteso al varco, pigliando la stessa corsa; lo hanno provocato e offeso e lo hanno picchiato davanti a numerosi altri passeggeri, atterriti. Ma adesso a dover pagare saranno loro.

 

La Procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio per i due giovani teppisti autori dell’ennesima aggressione ad un autista Actv, avvenuta il 17 ottobre 2017: dovranno comparire all’udienza preliminare il prossimo 12 giugno.

 

L’accaduto

 

Vittima del gravissimo episodio, in un periodo di escalation di atti di violenza nei confronti del personale dell’azienda, un (oggi) 62enne di Montebelluna, nel Trevigiano, con 36 anni di servizio alle spalle, che è assistito da Studio 3A: “teatro” del pestaggio, un bus della linea 6E Scorzè-Mestre, precisamente la corsa partita alle 17.03.

 

In realtà la vicenda ha un antefatto fondamentale il giorno precedente, il 16 ottobre, quando i due imputati, M. M., (oggi) 30 anni, di origine marocchina residente a Zero Branco, in provincia di Treviso, e R. T., (oggi) 22 anni, di Scorzè, fanno per salire alla fermata di fronte al municipio di Scorzè, ma con un pitbull al guinzaglio di proprietà di uno dei due.

 

Il conducente fa presente loro che non possono portare l’animale, che non era proprio un “cagnolino” e che peraltro, proprio mentre discutono, si strappa la museruola: spiega che il regolamento, affisso anche sul mezzo, vieta di prendere a bordo cani di media e grossa taglia e di razze pericolose per tutelare l’incolumità dei passeggeri.

 

La diatriba

Ma questo concetto, anche di buon senso, non viene recepito dai due giovani, che reagiscono in modo aggressivo, offendono e minacciano il conducente (“te la faremo pagare”), tanto da costringerlo a chiudere in fretta le porte, e prendono pure a calci l’autobus.

 

Mantenendo fede alla “promessa”, visto che gliel’avevano “giurata”, l’indomani, 17 ottobre, i due (stavolta senza animale), qualche fermata più in là nel tragitto verso Mestre, al confine con Martellago, salgono sullo stesso autobus e sulla stessa corsa partita da Scorzè alle 17.03, sperando evidentemente di ritrovare lo stesso conducente: infatti, alla guida c’è proprio il 62enne, in servizio con il medesimo turno e sulla stessa tratta del giorno precedente.

 

L’agressione

Grazie per avermi fatto salire con il cane, ieri”. Poi giù una prima offesa, esordisce il padrone dell’animale passando accanto all’autista. Il quale cerca nuovamente di spiegare il motivo del suo diniego, ma è fatica sprecata: il proprietario del pitbull e il compare cominciano a inveire contro di lui, si avvicinano sempre più minacciosi, lo sfiorano con le mani.

 

L’intervento delle forze dell’ordine

Al che il conducente fa per chiamare le forze dell’ordine con il telefonino, ma i due glielo strappano di mano e, al suo tentativo di riprenderselo, si materializza l’aggressione fisicalo scaraventano a terra e lo prendono a calci e pugni.

 

È solo grazie all’intervento di alcuni passeggeri che i due balordi si fermano e l’autista, malconcio, riprende il suo posto al volante e riparte. Durante il tragitto però riesce a chiamare i carabinieri che intercettano il bus alla fermata dei Quattro Cantoni, a Mestre, e bloccano, prendono in consegna e identificano gli autori del pestaggio.

 

Le lesioni

Il 62enne stringe i denti, completa il suo turno di servizio; tornato al capolinea, informa subito dell’accaduto il suo responsabile e si reca per le cure del caso al Pronto Soccorso dell’ospedale di Montebelluna. Lì gli riscontrano un trauma contusivo allo zigomo sinistro, un’escoriazione al collo e una contusione muscolare da percosse alla coscia destra; giudicate guaribili in 12 giorni.

 

Ma le lesioni fisiche sono niente in confronto al turbamento emotivo causato dall’episodio e alla sindrome ansioso depressiva che il malcapitato svilupperà e che estenderà la prognosi a oltre 40 giorni. L’autista, che nel frattempo è andato in pensione, per lungo tempo ha avuto il terrore di riprendere il lavoro; con il pensiero di poter rivivere la stessa esperienza e non ha svolto i suoi ultimi mesi di attività con la dovuta serenità.

 

La denuncia

Per ottenere giustizia, il conducente si è affidato, attraverso la consulente personale Daniela Vivian, a Studio 3A-Valore S.p.A.; società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. Questa peraltro ha stipulato una convenzione ad hoc con il Cra Actv; proprio per assistere autisti e personale viaggiante dell’azienda che si trovassero a subire le stesse situazioni supportando anche altri conducenti.

 

È stata presentata denuncia querela, fornendo anche le indicazioni di una testimone, una passeggera. La Procura di Venezia, per il tramite del Pubblico Ministero dott.ssa Carlotta Franceschetti ha aperto un procedimento penale; l’ha fatto indagando i due giovani per i reati di lesioni personali gravi in concorso. Al termine delle indagini preliminari, ne ha chiesto il rinvio a giudizio al Gup del Tribunale, dott.ssa Marta Paccagella.

 

La quale ha fissato l’udienza preliminare per il 12 giugno, alle 9,45, presso la cittadella della Giustizia di piazzale Roma. Un processo dal quale il conducente e Studio 3A si aspettano non solo giustizia ma anche un segnale forte contro questi inaccettabili atti di violenza nel luogo di lavoro.

La Polizia locale rende noto che è stata consegnata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia una comunicazione di notizia di reato redatta a carico di tre soggetti residenti nel Comune di Venezia sia in centro storico che a Mestre.

 

Le indagini, iniziate il 2 dicembre scorso, a seguito della violenta aggressione perpetrata da un gruppo di giovani nei confronti di un turista straniero, sono state formalmente concluse nei giorni scorsi con la convocazione dei minori sottoposti a indagine e dei rispettivi genitori, e le prime contestazioni dei reati ipotizzati.

 

I fatti risalgono al 2 dicembre, quando, verso le 20.40, la pattuglia del Nucleo di Pronto impiego Centro storico della Polizia locale, impegnata in un servizio di pattugliamento della Strada Nuova, era intervenuta in campo Santi Apostoli per la segnalazione di un’aggressione. I sanitari avevano soccorso e poi trasferito all’ospedale civile di Venezia un cittadino brasiliano, di 40 anni, con il volto tumefatto e sanguinante, che aveva riportato un trauma cranio-facciale con frattura delle ossa nasali.

 

Le indagini per rintracciare i colpevoli del gesto erano scattate immediatamente con l’acquisizione delle testimonianze dei negozianti, degli esercenti e dei passanti che avevano assistito all’aggressione.

 

Grazie alla collaborazione della cittadinanza e alle immagini rilevate dal sistema di videosorveglianza della Polizia locale sono stati prima individuati e poi identificati i tre giovani autori del pestaggio, di età compresa tra i 15 e i 16 anni. L’aggressione è avvenuta per futili motivi, senza provocazione da parte del malcapitato, che si reggeva a fatica in piedi perché ubriaco.

 

I tre giovani sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria minorile per il reato di lesioni volontarie pluriaggravate, aggravate dal gruppo, da futili motivi e dallo stato di minorata difesa della parte offesa.

Ennesimo episodio di aggressione venerdì sera in centro a Mestre. A farne le spese questa volta, una nota professionista di 55 anni. Mentre stava rincasando verso le 23, dopo aver trascorso la serata al teatro Toniolo, ormai a pochi passi dalla sua abitazione nei pressi di via Sernaglia, la vittima è stata aggredita da un uomo con il passamontagna.

 

Era al telefono con un conoscente quando il malvivente le ha strappato di mano il telefono, sferrandole un pugno in pieno volto. L’amico, sentendo le urla sempre più lontane, ha chiamato subito il marito della professionista, che l’ha trovata davanti a casa.

 

Nel frattempo, alcuni passati sono intervenuti per prestarle soccorso, anche se ormai l’aggressore, dopo averla massacrata di pugni, era fuggito senza lasciare traccia, lasciando la donna a terra con il volto pieno di sangue.

 

Subito portata al pronto soccorso dell’ospedale all’Angelo, le sono state prestate le prime cure. Tuttora è ricoverata in stato di shock. Dalla gravità delle ferite riportate, si presume che la donna sia stata aggredita con un tirapugni. Dovrà subire un intervento di maxillofacciale non appena il quadro clinico sarà più stabile. Non è in pericolo di vita, ma attualmente non risulta in grado di mangiare e parlare.

 

La polizia sta indagando senza escludere alcuna pista. Alcuni elementi sono coperti da segreto d’indagine, ma da una prima sommaria ricostruzione dei fatti, gli inquirenti ipotizzano si tratti di un’aggressione a scopo di rapina.

 

Fonte: LaNuovaVenezia

All’origine del gesto forse uno scambio di persona

 

L’aggressione, avvenuta lunedì 26 novembre, subito dopo l’ora di pranzo, ha visto come protagonisti due assalitori, molto probabilmente dell’est Europa, e un uomo straniero.

 

La vittima era appena scesa alla fermata dell’autobus in via Carducci, quando si è ritrovata davanti ai malviventi che gli hanno intimato di consegnare loro “la roba”. Il malcapitato ha provato invano ad allontanarsi. I due l’hanno inseguito e uno di loro gli ha scagliato addosso una bicicletta.

 

Ne è nata una colluttazione finché uno dei due aggressori ha tirato fuori un coltello cercando di ferire l’uomo all’addome. Fortunatamente la vittima è riuscita a difendersi riportando solo alcune lacerazioni alle mani.

I passanti terrorizzati hanno chiamato la polizia che da lì a poco è intervenuta.

 

Le forze dell’ordine hanno inutilmente setacciato le vie limitrofe cercando i due aggressori, mentre la vittima è stata accompagnata all’Ospedale dell’Angelo a causa delle ferite riportate.

Nel frattempo sono stati acquisiti i video delle varie telecamere di sorveglianza della zona per tentare di identificare i malviventi. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche uno scambio di persona.7

 

Fonte: Venezia Today

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni