Jannik Sinner batte Alexander Zverev 6-4 6-3 e accede con una giornata in anticipo alla semifinale delle Nitto ATP Finals
TORINO – Dopo Vienna e Parigi è ancora Sinner-Zverev. La seconda giornata delle Nitto ATP Finals per il Gruppo Bjorn Borg vede la terza sfida in 17 giorni tra i due contendenti, attuali numero 2 e 3 ATP. Come nelle precedenti gare, ancora una volta a trionfare è il tennista azzurro per 6-4 6-3 in un’ora e 37 minuti.
Non una partita semplice quanto il risultato possa far credere, con il tedesco che aggredisce e Sinner che riesce a salvare sette palle break, soprattutto quando si trovava sotto 0-40 nel secondo game del secondo set. La differenza la fanno i ben 12 ace per l’altoatesino e la bravura nello sfruttare le palle break.
Sinner, con questa vittoria, è sicuro del primo posto del suo raggruppamento e raggiunge così le semifinali delle Finals per la terza volta consecutiva.
Arriva così la 28esima vittoria consecutiva indoor, con la corsa per chiudere l’anno al numero 1 ATP ancora valida. L’azzurro per scavalcare di nuovo Carlos Alcaraz dovrà vincere il titolo, lo spagnolo (già qualificato per le semifinali) dovrebbe invece perdere le prossime due partite. Un aiuto potrebbe arrivare già questa sera da Lorenzo Musetti che si giocherà il tutto per tutto per passare il turno.

Le dichiarazioni
Queste le parole di Jannik Sinner dopo aver battuto in due set Alexander Zverev (6-4 6-3) e conquistato l’accesso alle semifinali delle Nitto ATP Finals con una giornata d’anticipo:
“L’atmosfera qui è sempre fantastica. È stata una partita molto difficile. Fortunatamente ho servito molto bene nei punti importanti, salvando tante palle break sia nel primo che nel secondo set. Ormai io e Sasha ci conosciamo molto bene e tutti e due abbiamo provato a cambiare un po’ la tattica per sorprenderci. Lui ha giocato un’ottima partita da fondocampo ma a me è bastato fortunatamente un break per set per vincere.
Non ci sono stati tanti scambi e il livello forse non è stato come nel match spettacolare di ieri sera di Lorenzo però sono molto contento della mia prestazione e vediamo come andranno le prossime partite.
C’è tanto lavoro dietro ad un match come questo. Nel nostro sport è fondamentale la fiducia. Io arrivo a questo evento dopo tante partite giocate e vinte e questo certamente mi aiuta nei momenti decisivi. Sto cercando di andare avanti il più possibile nel torneo, giocando nel modo giusto perché per vincere qui a Torino bisogna essere quasi perfetti“.
È stata una partita molto, molto combattuta. Sono comunque contento di come ho gestito i momenti importanti, servendo molto bene. Ha avuto occasioni di break nel primo e nel secondo set e fortunatamente sono riuscito a metterne a segno uno sia nel primo che nel secondo set. Lui ha cambiato un paio di cose a livello tattico ma sono stato pronto a reagire e sono contento di come ho gestito la situazione. Entrambi abbiamo fatto una grande prestazione. In particolare sono molto soddisfatto di come ho risposto al suo servizio, uno dei migliori in circolazione. E in un gruppo come il mio, con Sascha e Ben (Shelton, ndr.), è fondamentale rispondere bene”.
Sinner con questa vittoria arriva a 28 partite di fila vinte indoor: “Si adatta molto bene al mio stile di gioco ed è anche più facile trovare il ritmo durante gli allenamenti. Quando si colpisce velocemente, è molto difficile cambiare il ritmo della palla e questo mi aiuta molto quando gioco indoor. Allo stesso tempo cerco di variare il gioco perché è essenziale. Poi, non essendoci vento o sole, hai sempre la stessa sensazione sul campo e questo ti permette di essere a tuo agio”.
In conferenza stampa l’alto atesino ha aggiunto: “Quando in passato mi è capitato di perdere alcune partite di fila, ho sempre cercato di scendere in campo cercando di fare qualcosa di diverso. Ad un certo punto vedi che certe soluzioni funzionano. Voglio essere pronto per reagire ad ogni situazione. Se guardiamo alla partita di stasera, ci sono stati uno o due punti fondamentali che mi hanno permesso di vincere il primo set e lo stesso vale nel secondo. Se quei punti li avesse vinti Sasha, forse il punteggio sarebbe stato lo stesso, ma al contrario. Mi è sembrato che da fondocampo lui stesse giocando molto bene e quindi ho cercato di essere perfetto dal punto di vista tattico e, anche se ho commesso diversi errori, mi sembra di avere preparato la partita in modo ottimale.
Fare ace non è fondamentale per me. A volte servo al corpo, a volte in kick, e anche se so che non vincerò il punto direttamente e molto probabile che metterò il mio avversario fuori equilibrio, mettendomi in una situazione di vantaggio. Non sarò mai una macchina da ace e quindi devo essere intelligente e variare molto. Certo, posso tirare anche forte, ma non con costanza. Quello che è importante, è che sto servendo con una buona percentuale, soprattutto nei punti importanti e questo fa tanto, soprattutto su queste superfici indoor.
Domani sera farò la mia cena tranquillamente poi magari guarderò un po’ di partita perché a me piace il tennis anche come spettatore. Chiudere al numero uno non è così importante: è stata una stagione incredibile, pazzesca… Se alla fine il numero uno sarà Carlos vorrà dire che se lo è meritato e sono contento per lui. Ce la giocheremo più avanti. Per il momento sono contento della posizione dove sono perché sono già in semifinale qui a Torino, il che vuol dire che posso giocare almeno altre due partite in questo torneo così speciale”.

Photo Credits: Giampiero Sposito/Fitp
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