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Silvia Gribaudi a Venezia con Monjour, il cartoon contemporaneo che rompe la quarta parete

2 minuti di lettura

Mercoledì 23 novembre, al Teatro Goldoni, prosegue la rassegna Asteroide Amor, inserita nel progetto Giovani a Teatro 2.0, promosso e ideato dalla Fondazione di Venezia e curata da Università Ca’ Foscari Venezia, Università Iuav di Venezia e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.

Un cartoon contemporaneo fatto di corpi in carne ed ossa. Plasmato dalle performance di 2 danzatori, 1 clown attore e 2 acrobati, magistralmente diretti dall’ironia di Silvia Gribaudi. Mercoledì 23 novembre, alle ore 20.00, sul palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia va in scena Monjour, ultimo lavoro della coreografa italiana. Lo spettacolo, acceso dai disegni pop di Francesca Ghermandi, renderà permeabili i confini tra artisti e regista, scompaginando gli ordini e i ruoli, mettendo al centro la fragilità umana come punto di forza, la fallibilità come potere rivoluzionario, l’inaspettato come possibilità di vedere oltre i limiti.

Lo spettacolo è il quinto appuntamento della stagione autunnale della rassegna teatrale Asteroide Amor, inserita nel progetto Giovani a Teatro 2.0, promosso e ideato dalla Fondazione di Venezia e curata da Università Ca’ Foscari Venezia, Università Iuav di Venezia e Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Un cartellone di 7 serate che offre alla città metropolitana, e ai giovani in particolare, una selezione di spettacoli rappresentativi della scena contemporanea italiana e internazionale. Un modo per sottolineare il ruolo del teatro come potente strumento di riflessione collettiva e condivisa sul presente, animata dai temi e dalle suggestioni offerti dai singoli spettacoli.

Con l’inconfondibile sarcasmo che la caratterizza, Silvia Gribaudi guiderà la performance dalla platea, facendo cadere la quarta parete. E dialogherà con i funamboli performer Riccardo Guratti, Timothée-Aïna Meiffren, Salvatore Cappello, Nicola Simone Cisternino e Fabio Magnani, attraversando il rapporto tra artista e spettatore. Ad arricchire il lavoro la complicità visiva di Matteo Maffesanti e le luci di Leonardo Benetollo. Oltre alle musiche di Nicola Ratti e Gioachino Rossini. Anche questa volta il linguaggio coreografico di Silvia Gribaudi attraverserà la performing art, la danza e il teatro.  E si focalizzerà sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro la comicità e la relazione tra spettatore e performer.

Dopo Monjour la rassegna Asteroide Amor prosegue ancora con una nuova produzione firmata TSV – Teatro Nazionale: House of Us. Part I – The Mother, un progetto performativo ideato e diretto dalla regista internazionale Irina Brook che dal 29 novembre all’11 dicembre animerà una location d’eccezione come la Casa dei Tre Oci alla Giudecca.

Lo spettacolo

MONJOUR è un dispositivo performativo che mette al centro una riflessione sul potere e sul gioco di manipolazione tra performer e spettatore.

MONJOUR è un “cartoon contemporaneo” fatto di corpi in carne ed ossa guidati dall’ironia di Silvia Gribaudi con la complicità visiva di Matteo Maffesanti, dai disegni di Francesca Ghermandi, dalle luci teatrali di Leonardo Benetollo e dai funambolici performer: Riccardo Guratti, Timothée-AïnaMeiffren, Salvatore Cappello, Nicola Simone Cisternino e Fabio Magnani.

Qual è l’interdipendenza tra pubblico e performer? Qual è la responsabilità reciproca tra spettatore ed artista?

MONJOUR è un giorno per esistere insieme nello spaesamento. Ma cosa siamo disposti a dare per continuare ad esistere? MONJOUR è composto da 2 danzatori,1 clown/attore e 2 acrobati. Il lavoro prevede pratiche coreografiche sul rapporto tra corpo e comicità, tra disegno ed estetica nella relazione tra performer e pubblico.

In MONJOUR una regista/performer è in dialogo dalla platea con i performer destrutturando e ricostruendo le immagini che il pubblico vede durante la performance e creando un virtuosismo fisico comico e coreografico.

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