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Come far rinascere un luogo 

Treviso – Tra le iniziative che l’amministrazione comunale ha pensato di organizzare per allietare l’estate dei suoi cittadini rimasti in città, senz’altro risulta meritevole   quello di proporre tra i luoghi in cui si svolgono gli eventi: i Giardini di Sant’Andrea.

Un luogo questo molto caro ai trevigiani, perché come giardino pubblico è stato la location preferita dei bambini nati negli anni ‘60, quando , i pomeriggi dei bimbi erano dedicati al gioco libero, ed accompagnati  dalle mamme  (molto raramente dalle baby sitter che allora non erano ancora di moda) scorrazzavano su è giù  di una delle tre colli su chi è stata fondata Treviso, riempiendo di grida di bambini felici la zona.

I  luoghi preferiti erano il grande ippocastano dai rami ritorti, dove ci si arrampicava e ci si nascondeva e la galleria, tristemente nota, perché nella seconda guerra mondiale era la sede di un rifugio antiaereo che, nel nefasto giorno del bombardamento  7 aprile, è stato bombardato, come tutta la zona, ed ha mietuto così molte vittime.

Durante questo evento è stato colpito anche il famoso Palazzo Onigo, citato nel romanzo di successo del nostro concittadino Giandomenico Mazzoccato, perché qui abitava l’omonima contessa, uccisa da un suo dipendente in modo violento. Questo fatto, realmente accaduto, allora provocò un grande scalpore.

Ma poi, negli anni ‘70 è diventato  il luogo dove si incontravano anche le prime compagnie di giovani e che, con le sue panchine, lasciava lo spazio agli innamorati e allo scambio dei loro primi baci.

Purtroppo dagli anni ‘80 in poi le grida di gioco dei bambini ed i baci degli innamorati sono stati sostituti dalla frequentazione dei primi tossico dipendenti , che occupavano gli spazi prima usati dai bimbi per il nascondini.

 Con gli anni ‘90 sono arrivate poi le prime ondate migratorie; ed ecco che le panchine sono diventate i giacigli di clandestini e di chi cercava sollievo dopo una sbronza o una dose.

Questo luogo,così caro ai trevigiani era divenuto quindi un luogo da evitare certamente di sera , ma anche di giorno, e per evitare i bivacchi notturni tre grandi cancellate ne hanno chiuso gli accessi.

L’idea dell’amministrazione di quest’anno di ripopolare  i giardini con una serie serrata di eventi, di ogni genere (concerti blues, reading , attività per bambini, visite guidate) e di permettervi alle persone di accedervi in sicurezza (vi è sempre una guardia giurata che controlla) lo ha ripopolato e ha avuto un effetto di deterrenza per la frequentazione di sballati di ogni tipo.

Così le persone hanno potuto risedersi sulle panchine e sui muretti, godersi il fresco della fontana, avere dei cuscini per sedersi sull’erba durante gli spettacoli e poter usufruire anche di un piccolo track per poter degustare qualche bibita o cicchetto.

Una grande lezione per tutti: il degrado si vince con l’ alta frequentazione dei luoghi e con proposte di qualità che sappiano attirare le persone a trascorrere dei momenti piacevoli ed interessanti. 

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