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Sicurezza a Treviso, Nordio incontra Fratelli d’Italia: “Situazione inaccettabile”

2 minuti di lettura

Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha incontrato ieri a Treviso i vertici locali e provinciali di Fratelli d’Italia per discutere di sicurezza urbana, violenza giovanile e sovraffollamento carcerario

Treviso. L’incontro, organizzato dal Coordinamento provinciale del partito, fa seguito ad una serie di episodi di criminalità che hanno turbato la città.

Presenti all’incontro il Presidente provinciale di FDI Claudio Borgia, l’On. Marina Marchetto Aliprandi, il Consigliere regionale Tommaso Razzolini, gli Assessori e i Consiglieri comunali di Fratelli d’Italia.

Il Ministro Nordio ha espresso vicinanza alla comunità trevigiana e profonda preoccupazione per l’escalation di violenza, confermando l’impegno del Governo nel rispondere con misure concrete: “Sono nato in una Treviso che era sicura, bella e vivibile. Oggi, invece, i cittadini hanno paura di passeggiare in centro il sabato pomeriggio. É una situazione inaccettabile, purtroppo comune anche ad altre città, e per questo serve una politica coraggiosa che metta la sicurezza al primo posto. D’altronde, ora è più pericoloso un minore che agisca senza un’adeguata educazione civica che lo guidi piuttosto che un adulto ‘delinquente professionista’”.

Nordio ha poi ribadito la necessità di accelerare le espulsioni di chi, non essendo cittadino italiano, commette reati in Italia: “È poi indispensabile accelerare le espulsioni di chi, non essendo cittadino italiano, commette reati sul nostro territorio – continua il Ministro – Come dobbiamo affrontare con il massimo rigore il problema delle baby gang che stanno trasformando le nostre città in luoghi sempre meno sicuri”.

Il Ministro ha inoltre ribadito la proposta di riconvertire caserme e condomini dismessi in strutture detentive per minori, al fine di decongestionare le carceri e garantire percorsi rieducativi mirati: “Questi spazi, oggi inutilizzati, possono diventare ambienti adeguati per il recupero dei giovani detenuti, consentendo di sottrarli alla spirale della criminalità”.

L’On. Marchetto Aliprandi ha sottolineato l’importanza del ruolo degli Enti locali nel contrastare la criminalità giovanile: “Gli Enti locali possono fare molto per arginare questo fenomeno – dichiara – Bisogna investire in progetti educativi e sociali, collaborare strettamente con famiglie, scuole e Forze dell’ordine e creare spazi di aggregazione sana per i giovani. Tuttavia, questo non basta se non c’è una cornice normativa che renda le azioni efficaci e rapide. Continueremo dunque a supportare i Comuni, specialmente nei territori più colpiti, anche perché l’integrazione dei ragazzi deve partire già all’interno del mondo scolastico con i percorsi di istruzione delle scuole dell’obbligo che devono essere uguali per tutti”.

Il Consigliere regionale Razzolini ha ribadito la necessità di interventi concreti da parte delle Amministrazioni locali: “Oltre al prezioso lavoro del Governo, anche le Amministrazioni locali devono dare risposte immediate e concrete con interventi operativi che fermino la crescita della criminalità giovanile – sottolinea – I cittadini devono sentirsi protetti e le leggi già esistenti devono essere applicate. D’altronde, oggi la principale preoccupazione quotidiana di tutti noi è quella legata agli episodi di microcriminalità sul territorio ormai sempre più all’ordine del giorno. Si può e si deve quindi fare di più per aumentare la prevenzione e il presidio del territorio, questo compatibilmente con le risorse delle Forze dell’ordine. Laddove possibile va quindi potenziata la sinergia con la Polizia Locale che, per esempio, sul tempo dell’identificazione degli individui pericoli può dare il proprio contributo perché una città più controllata è anche una città più sicura. In questo anche l’utilizzo dei taser da parte degli agenti di PL può aiutare nel contrasto”.

Infine, il Capogruppo di Fratelli d’Italia a Treviso, Guido Bertolazzi, ha ribadito l’urgenza di riforme legislative incisive: “La città, un tempo simbolo di tranquillità, si ritrova oggi esposta a fenomeni di violenza giovanile che mai avremmo immaginato. Occorre quindi lavorare con maggiore attenzione con gli strumenti legislativi già a disposizione. Detto questo, la certezza della pena è dato imprescindibile, anche perché la sicurezza è un pilastro del vivere civile e va difesa con ogni mezzo. La nostra comunità ha diritto di sentirsi protetta e noi continueremo a batterci per raggiungere questo obiettivo”.

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