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Rodney Smith in mostra per la prima volta in Italia

3 minuti di lettura

L’eleganza classica e il tocco surreale di un maestro della fotografia arrivano a Rovigo. Un viaggio onirico e mai visto prima in Italia.


ROVIGO – Per la prima volta in Italia, Palazzo Roverella si prepara ad accogliere una vasta retrospettiva dedicata a Rodney Smith (1947-2016), acclamato fotografo newyorkese noto per le sue immagini evocative e la sua estetica inconfondibile. La mostra, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con diChroma photography, il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e prodotta da Silvana Editoriale, aprirà le sue porte al pubblico dal 3 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026.

Curata da Anne Morin, l’esposizione presenta oltre cento opere che testimoniano la maestria di Smith nel combinare eleganza classica, composizione rigorosa e un’ironia sottile e surreale. Le sue immagini, spesso paragonate all’opera del pittore René Magritte, trasportano lo spettatore in mondi incantati e visionari, ricchi di contraddizioni e sorprese. Ciò che rende uniche le fotografie di Smith è la loro realizzazione: tutte scattate esclusivamente con pellicola e luce naturale, senza alcun ritocco, rivelando una meticolosa cura artigianale e una precisione formale straordinaria.

Allievo di Walker Evans e influenzato da giganti della fotografia come Ansel Adams, Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson e William Eugene Smith, Rodney Smith ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo della fotografia. Le sue opere sono state pubblicate su testate prestigiose come “TIME”, “Wall Street Journal”, “The New York Times” e “Vanity Fair”. Ha inoltre ottenuto grande successo nella fotografia di moda, collaborando con marchi di fama internazionale come Ralph Lauren, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman.

L’estetica di Smith rivela anche evidenti parallelismi con il mondo cinematografico, con chiari rimandi a registi del calibro di Alfred Hitchcock, Terrence Malick e Wes Anderson, e a icone del cinema muto come Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd.

Uomo di vasta cultura e studioso di teologia e filosofia, trovò nella fotografia il mezzo per esplorare la sua incessante ricerca del significato della vita. Descrivendosi come un “ansioso solitario”, trovava conforto nel catturare immagini, considerandole un modo per “riconciliare il quotidiano con l’ideale” e per tradurre le proprie emozioni in forma. Le sue fotografie catturano il mondo con umorismo, grazia e ottimismo, portando ordine nel caos attraverso il suo stile distintivo.

Come spiega la curatrice Anne Morin: “Ogni immagine creata da Smith, con la cura e la precisione di un orafo, è un tentativo sempre nuovo di ricreare questa armonia divina e di raggiungere uno stato superiore, anche solo per un istante. Ogni immagine è eterea ed estatica.”


La mostra è strutturata in sei sezioni tematiche: “La divina proporzione”, “Gravità”, “Spazi eterei”, “Attraverso lo specchio”, “Il tempo e la permanenza”, e “Passaggi”. La maggior parte delle opere esposte sono in bianco e nero, a testimonianza della predilezione di Smith per questa tecnica, sebbene abbia iniziato a lavorare con il colore solo a partire dal 2002.

Smith stesso affermava: “Dopo quarantacinque anni e migliaia di rullini, provo ancora questo amore incondizionato per la pellicola in bianco e nero. Tuttavia, contrariamente a quanto pensavano molti miei conoscenti, ho cambiato idea e circa otto anni fa ho iniziato a scattare anche a colori. Assolve a una funzione diversa per me… non c’è niente per me come l’oscurità e la sfolgorante intensità del bianco e nero. È un’astrazione che avviene per aggiunta. Sì, c’è molto più colore nel bianco e nero di quanto non ve ne sia nel colore”. I risultati del suo approccio al colore e al grande formato sono stati comunque sorprendenti.

Le opere di Rodney Smith sono oggi esposte in musei, gallerie e importanti collezioni private di tutto il mondo. Questa imminente retrospettiva a Palazzo Roverella offrirà al pubblico italiano un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo incantato di un maestro indiscusso dell’eleganza senza tempo.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Anne Morin e arricchito dai testi delle curatrici internazionali Anne Morin e Susan Bright, e di Leslie Smolan, Executive Director presso Estate of Rodney Smith.

Le immagini qui riprodotte sono state fornite dallo Studio Esseci sas tramite gli Organizzatori dell’evento

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