Un’opera che unisce l’Italia alla Cina
VENETO- La Rocca di Noale e il Teatro Gaber di Mogliano Veneto si preparano a trasformarsi, il 28 e il 30 luglio prossimi (inizio ore 21.00), in palcoscenici d’eccezione per il Rigoletto di Giuseppe Verdi, simbolo universale del melodramma italiano. Il progetto porta la firma dell’Accademia Milano guidata da Yingchao Zhou e nasce con l’obiettivo dichiarato di intrecciare legami culturali e di amicizia fra Italia e Cina, offrendo a giovani talenti cinesi l’opportunità di esibirsi in contesti di prestigio.
«Vogliamo che gli eventi culturali diventino ponti fra i nostri Paesi», spiega Angela Zhou, presidente dell’Accademia, che ringrazia i Comuni di Noale e Mogliano, l’associazione Marzo Organistico e gli sponsor – dalle Ceramiche Cimone al colosso automobilistico Chery – insieme al Consolato generale della Repubblica Popolare Cinese e alla Camera di Commercio cinese in Italia per il sostegno all’iniziativa.
La produzione, che debutterà al Teatro Pime di Milano il 25 luglio sotto la regia di Altea Pivetta e la direzione d’orchestra di Fabrizio Da Ros, schiererà un cast internazionale con interpreti quali Elia Fabbian, Yiluan Zhao e Xiqiu Zhang.
Dal suo debutto nel 1851, il Rigoletto non smette di emozionare il pubblico di tutto il mondo; la nuova messa in scena veneta promette di confermare l’attualità del capolavoro verdiano accendendo, al contempo, i riflettori su un dialogo culturale che guarda molto più lontano dei confini del palcoscenico.
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