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Paolini cede in finale, malore Sinner

3 minuti di lettura

Un’indomita Jasmine Paolini cede in finale alla polacca Iga Swiatek 7-5 6-4. Jannik Sinner si ritira sul 5-0 per Carlos Alcaraz a causa di un malore

CINCINNATI (USA) – Ci ha creduto fino alla fine Jasmine Paolini. Poteva essere la volta buona per riuscire a battere la polacca Iga Swiatek, da oggi numero 2 al mondo. L’azzurra ci ha provato in ogni modo, portandosi anche avanti per 3-0 grazie a un inizio non proprio perfetto dell’avversaria.

Ma la Swiatek non è una campionessa per caso. Undici titoli WTA 1000 la mettono dietro solo a Serena Williams, ferma a tredici, per un totale di 24 trofei WTA in singolare. Numeri spaventosi che descrivono al meglio la portata della campionessa polacca, al sesto successo consecutivo con l’italiana.

Ma se nelle altre occasioni il dominio era stato totale, con l’azzurra che non era mai riuscita a vincere più di 3 game, questa volta la gara è sempre stata sul filo dell’incertezza. Paolini ci crede, Swiatek sembra troppo tesa, contratta ed imprecisa. E arriva un illusorio 3-0 per l’azzurra. Sembra tutto troppo bello e infatti la polacca inizia a ingranare e in un amen si porta sul 3-5.

Jas però non ci sta e si riprende la battuta per il 4-5 per poi infilare il break del pareggio. L’ex numero 1 alza ancora il livello, Paolini commette due errori e la polacca chiude. Considerando che Swiatek non ha mai perso in un 1000 quando ha vinto il primo set (105 volte a 0) l’impresa si fa quasi impossibile.

Il secondo set vede subito la polacca esordire con un break, Paolini risponde con un contro break. La Swiatek conquista il servizio anche nel quinto game e si porta avanti 3-2. La toscana risponde con il punto del match e pareggia. Altro break per la nuova numero 2. Paolini ha due occasioni per pareggiare, ma paga la tensione e la polacca si porta avanti 5-3. Finisce 6-4, mai come oggi l’azzurra è stata vicina a battere Swiatek. Rimane una prova d’orgoglio e la certezza di non essere poi così lontana da una campionessa affermata.

Malore Sinner

Era la sfida che tutti si aspettavano, il duello che sta caratterizzando gli ultimi due anni e lo farà, speriamo, per molti altri ancora. Il numero 1 contro il numero 2. Sinner contro Alcaraz, con lo spagnolo avanti nello score per 8-5. La quarta finale consecutiva tra i due dopo Roma e il Roland Garros vinte dallo spagnolo e Wimbledon per la prima volta di dominio azzurro.

Sembrava tutto perfetto, ore 21, tutti davanti al televisore pronti a gustare l’ennesimo incontro epico tra i due. Invece la sfida è durata solo 23 minuti in cui l’azzurro faceva fatica a stare in piedi e lo spagnolo si è portato facilmente sul 5-0. Arriva così il ritiro dopo aver parlato con i medici.

Era abbastanza chiaro fin da subito che l’altoatesino non fosse in grado di giocare, ma, come ha spiegato poi a fine gara, l’ha fatto per i tifosi a cui ha dedicato le prime parole durante la cerimonia di presentazione:

“Mi dispiace davvero, davvero tanto per avervi deluso. Da ieri non mi sentivo bene, pensavo che durante la notte sarei migliorato, invece è andata peggio. Ho provato a scendere in campo cercando almeno di giocare una piccola partita, ma non ce l’ho fatta a resistere di più. Mi dispiace moltissimo per tutti voi. So che magari alcuni di voi lunedì avevano il lavoro o altre cose da fare, quindi mi dispiace davvero tanto”.

Oggi doveva giocare a New York il doppio misto, ovviamente pur essendo già lì non giocherà e anzi, sicuramente un paio di giorni di riposo sperando di recuperare in vista dell’ultimo Slam della stagione. In palio non solo un titolo ma il posto di numero 1 del Ranking ATP che, in caso di vittoria del torneo da parte di Alcaraz, passerebbe proprio di mano allo spagnolo.

Rimane il dispiacere per un’occasione persa, ma il caldo umido di questi giorni e gli orari proibitivi in cui si sono svolte le gare di certo non hanno aiutato. Intanto si cercherà di capire cosa di preciso abbia fermato il campione italiano. In ogni caso la stagione non è ancora finita.

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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