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“Noi siamo per la pace”. Vescovo di Treviso prega per l’Ucraina

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Visita Pastorale di Monsignor Tomasi a Monastier. Durante la Santa Messa donata dalle collaboratrici ucraine la bandiera della pace realizzata insieme agli anziani e bambini di “Villa delle Magnolie”

Una visita pastorale particolare quella del Vescovo di Treviso monsignor Michele Tomasi, che nei giorni scorsi ha incontrato di persona, per la prima volta dopo l’emergenza della pandemia, gli anziani e gli ospiti del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier riuniti nel salone Calvani per assistere alla celebrazione eucaristica assieme a molti medici e operatori sanitari della Casa di Cura “Giovanni XXIII”.

Durante l’offertorio gli è stata infatti consegnata, da parte delle 5 operatrici sanitarie di nazionalità ucrania che lavorano sia al Centro Servizi sia in Casa di Cura, la bandiera della pace colorata a mano da alcuni bambini dei Centri Estivi e del Micronido “La Casa sull’albero” presente all’interno di Villa delle Magnolie con sul retro scritto “Noi siamo per la pace”.

“La situazione del nostro paese è drammatica, ci sembra di vivere in un incubo. Ma allo stesso tempo siamo commossi da tutta la solidarietà che ci arriva ogni giorno sia in termini di aiuti che attraverso le preghiere di tutti voi – ha detto con le lacrime agli occhi Antonina Yarmolynska da 13 anni operatrice sanitaria del reparto di Ortopedia del Presidio Ospedaliero parlando con il Vescovo– “Noi ci siamo perché facciamo parte della stessa comunità. Siamo con voi attraverso la preghiera e l’aiuto materiale” le parole di affetto e vicinanza di monsignor Tomasi.

Sostegno fornito in questi giorni anche dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” che ha inviato materiale medico sanitario attraverso il contatto di un medico di San Donà di nazionalità ucraina.

Arrivato da solo con la propria vettura, monsignor Michele Tomasi è stato accolto dalla direzione sanitaria, con il dottor Ugo Coli, e dall’amministratore delegato Gabriele Geretto e dal Presidente di Sogedin Massimo Calvani. Il Vescovo di Treviso si è diretto verso i reparti di degenza del “Giovanni XXIII” (dopo essere stato sottoposto a tampone molecolare) dove ha fatto visita ad alcuni pazienti impartendo loro anche la benedizione per una pronta guarigione. È stata l’occasione anche per riabbracciare, nel reparto di ortopedia, il dottor Andrea Bettiolo, il chirurgo che con la sua équipe aveva operato il Vescovo lo scorso 16 luglio a seguito di un infortunio.

Monsignor Tomasi ha poi fatto visita al reparto di Day Surgery incontrando alcune donne operate di tumore al seno; al Centro Odontoiatrico e al reparto di medicina dove anche qui, dopo aver salutato alcuni pazienti ha potuto soffermarsi con il primario il dottor Maurizio D’Aquino e il Covid Manager Marco Bassanello.
Successivamente a piedi si è diretto al Centro Servizi per Anziani di “Villa delle Magnolie”.  
Lì, ad accoglierlo assieme al direttore Flavio Ogniben e ai coordinatori, molti dei 180 ospiti della struttura che stavano aspettando questo momento da oltre un anno di lock down a causa della pandemia. Proprio per questo la celebrazione eucaristica si è trasformata in una festa animata dai canti del coro, preparati e intonati dalle coordinatrici, e dagli stessi anziani che hanno letto le letture liturgiche e le preghiere. Oltre alla bandiera della pace, affiancata da quella giallo-azzurra dell’Ucrania, durante l’offertorio gli ospiti anziani hanno voluto portare all’altare anche una raccolta di foto che li ritrae nelle tante attività svolte all’interno della struttura, un album con le foto del periodo della pandemia e un libro bianco con la speranza di riempirlo di tante fotografie delle iniziative future.

Durante la celebrazione è stato ricordato anche don Adriano Toffoli, assistente della struttura, ma prima parroco per molti anni di San Nicolò a Treviso, mancato il 13 gennaio del 2021. Al termine della Santa Messa, concelebrata da monsignor Luigi Dal Bello parroco di Monastier e da frate Giovanni Pavanetto, ospite della struttura, monsignor Tomasi ha benedetto il dipinto “La madre di Dio del Roveto Ardente” un’icona del XIX secolo di origine russa che don Adriano ha voluto donare alla Casa Soggiorno. Anche questo a testimoniare che l’amore e la fede possono unire tutti i popoli. Anche ora.

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