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Mira: scivola al supemercato su pavimento bagnato e si rompe una gamba

  Era andata a fare la spesa al supermercato della Lidl, in via Ghebba a Oriago, ma dal punto vendita è uscita dolorante in barella dopo una rovinosa caduta. La brutta avventura è capitata venerdì scorso,

 

Era andata a fare la spesa al supermercato della Lidl, in via Ghebba a Oriago, ma dal punto vendita è uscita dolorante in barella dopo una rovinosa caduta. La brutta avventura è capitata venerdì scorso, verso le 18.30, a una quarantaquattrenne di Mira, che si è affidata a Studio3A-Valore S.p.A. per ottenere il risarcimento dei gravi danni fisici subiti: si è fratturata una gamba e anche in modo serio.

 

 

La signora, che era attesa dal marito in auto, si stava avvicinando all’uscita per pagare e si trovava tra le due casse, quando all’improvviso è scivolata malamente a causa del liquido presente sul pavimento e non segnalato, verosimilmente dell’acqua versata per terra e difficilmente visibile sulla pavimentazione chiara e lucida: le “perdite” dalle casse di acqua minerale sono statisticamente una delle cause principali dei tutt’altro che infrequenti infortuni che si registrano nelle strutture della grande e media distribuzione.

 

 

Rovinando al suolo, la malcapitata ha sbattuto il capo, qui per fortuna senza conseguenze serie, ma ha soprattutto piegato in modo innaturale la gamba destra, che ha fatto “crac”. Afflitta da dolori lancinanti e impossibilitata a muoversi, la quarantaquattrenne è stata inizialmente soccorsa da altri clienti e dai dipendenti del supermercato, che hanno assistito impotenti alla scena e che hanno allertato il 118. La sfortunata cliente è stata trasportata dai sanitari del Suem al Pronto Soccorso dell’ospedale di Dolo e sottoposta agli accertamenti del caso, che purtroppo hanno dato un responso impietoso: frattura scomposta e lussazione di tibia e perone dell’arto inferiore destro. Una gran brutta lesione.

 

 

La paziente è stata quindi ricoverata nel reparto di Ortopedia, da dove dovrebbe essere dimessa nelle prossime ore, è dovuta restare per tre giorni con i ferri infilati nel tallone per “mettere in trazione” la gamba e martedì è stata sottoposta a un lungo intervento di riduzione della frattura durato cinque ore e nel corso del quale i chirurghi hanno dovuto rimuovere un pezzo di osso e applicarle un impianto con placche e svariate viti in quanto la frattura si è rilevata più complessa del previsto. Dovrà portare il gesso per trenta giorni ma tra recupero e riabilitazione ne avrà, a detta dei dottori, almeno per sei mesi e non riprenderà più la completa funzionalità dell’arto. Insomma, una prognosi pesante che prefigura anche una responsabilità penale, oltre che civile, in capo al direttore del supermercato, dove sabato hanno effettuato un sopralluogo anche i carabinieri, su segnalazione del pronto soccorso.

 

 

La donna e i suoi familiari, per essere assistiti, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Dolo, Nicola Mezzetti, si sono pertanto rivolti a Studio 3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, che segue diversi infortuni simili in tutta Italia e che si è immediatamente attivata per acquisire tutta la documentazione, medica in primis, e le dichiarazioni dei testimoni e per presentare la richiesta danni al punto vendita. Nella speranza che, di fronte all’evidenza dei fatti, dalla Lidl si assumano le proprie responsabilità e risarciscano adeguatamente la propria cliente: è infatti ormai assodato, anche alla luce di ripetute e concordi sentenze della Cassazione, e su episodi fotocopia, che il proprietario o il gestore dell’esercizio è tenuto a garantire la sicurezza degli ambienti sia per i propri dipendenti sia per la clientela e che, in caso di incidenti dovuti a lacune in tal senso, deve risponderne

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