Sport, solidarietà e comunità: la città ha corso insieme tra parchi e storia
VENEZIA – Oltre mille persone, unite dal passo e dalla passione. La 16ª edizione della Maratonina di Mestre ha animato questa mattina le strade e i parchi della città, confermandosi un appuntamento che unisce sport, solidarietà e socialità.
Partenza puntuale alle 9.30 da Piazza Ferretto, cuore pulsante della manifestazione non competitiva organizzata dall’Associazione Sportiva Maratonella ASD con il Comune di Venezia. Tre i percorsi proposti – 6, 11 e 19 chilometri – che hanno condotto i 1187 partecipanti attraverso alcune delle aree verdi più amate: dal Parco Bissuola al Bosco dell’Osellino, dal Parco San Giuliano a Forte Marghera, fino al ritorno in Piazza Ferretto, dove l’arrivo si è trasformato in una festa collettiva.
Sport e solidarietà al centro
«Una splendida occasione per praticare sport insieme e raccogliere fondi a scopo benefico», ha sottolineato il vicesindaco e assessore allo Sport Andrea Tomaello, che ha partecipato alla corsa insieme al presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo Raffaele Pasqualetto e ad altri consiglieri comunali.
Il carattere solidale della Maratonina resta la sua cifra distintiva: il ricavato sarà infatti devoluto a tre realtà radicate nel territorio, Avapo Mestre (Associazione Volontari Pazienti Oncologici), Avis Mestre e Zelarino e Lilt Venezia, impegnate quotidianamente in progetti di sostegno e prevenzione.
Piazza Ferretto in festa
La piazza ha accolto non solo gli arrivi, ma anche gli stand di Avapo e Avis Mestre e Zelarino, insieme ai gazebo delle associazioni sportive locali. Una presenza che ha permesso di far conoscere attività e progetti con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone allo sport e al movimento.
Fondamentale, come sempre, il contributo dei volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa e delle associazioni cittadine, che hanno presidiato i punti più delicati del percorso, garantendo la sicurezza di corridori e spettatori.
La Maratonina di Mestre conferma così la sua vocazione: non solo una corsa, ma una festa del territorio capace di unire generazioni, promuovere uno stile di vita sano e trasformare la città in una palestra a cielo aperto, nel segno della solidarietà.
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