I pronostici sono fatti per essere smentiti, come le diete per essere interrotte, ma ci proviamo. Puntatevi la sveglia lunedì 24 gennaio che si parte, ma già lo sapete. Il match per il Quirinale è da tripla, ma proviamo ad immaginare uno scenario motivato da alcune nostre interpretazioni nonché sensazioni che appaiono fedifraghe, ma che in fondo potrebbero rivelarsi vincenti.
Con il Cavaliere che ad oggi non scioglie le riserve, ma sembra litigare con la matematica e il segretario del Carroccio che, sfiorando una liason con il M5S e i centristi, starebbe convergendo su di un profilo istituzionale ma in area di centrodestra la netta pole position di Mario Draghi pur se suffragata dai migliori giri e dal miglior tempo sembra vacillare, farebbe paura in effetti un governo sguarnito e da coprire, con la giacchetta di Mattarella che seppur scucita è ferma dal sarto. Inamovibile e proiettata verso il meritato armadio.
Orora alla luce di questo affresco, spunta il profilo alto di Pier Ferdinando Casini come possibile candidato. Nato nel 1955 a Bologna ed eletto nel lontano 1983 nel Parlamento Italiano che sembra preistoria e Presidente della camera tra il 2001 e il 2006, grande giovane vecchio della politica e buon ultimo dei democristiani, elegante, canuto e perfetto raffinato dicitore e affabile interlocutore, fine tessitore “delicatamente lontano” dal caldo agone politico quanto basta, navigato e al contempo profondamente moderno nell’immagine rivoltata indipendentemente a destra come a sinistra.
La composizione attuale del parlamento con buona pace dei franchi tiratori potrebbe mettere d’accordo tutti dopo le prime sessioni in bianco. Con la spintone di Renzi e la mano tesa del Vaticano.
Instacult di Mauro Lama
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