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L’Unesco contro la bretella ferroviaria Mestre – Aeroporto Marco Polo.

1 minuti di lettura

L’Unesco contro la bretella ferroviaria Mestre – Aeroporto Marco Polo. Speranzon:
“Infrastruttura fondamentale. Vogliono fermare lo sviluppo di Venezia?”
“Non credo che bloccare lo sviluppo e l’economia di Venezia, colpendo prima il turismo e ora le
infrastrutture, sia la scelta migliore per preservare la città come patrimonio dell’umanità. Da anni
ci battiamo contro il concetto di “Venezia città-museo” e ora l’Unesco condanna i progetti
fondamentali per mantenere e far crescere l’economia, e quindi per mantenere sul territorio i
residenti? Io non ci sto”: il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Raffaele Speranzon,
commenta così l’ennesimo punto critico rilevato nel rapporto Unesco su Venezia, riguardante la
bretella ferroviaria da realizzare tra la stazione di Mestre e l’aeroporto Marco Polo.
“La bretella è essenziale per lo sviluppo dell’aeroporto come polo per il Nord Est ed è un’ottima
soluzione per integrare diversi sistemi di trasporto, alleggerendo il territorio dal traffico
automobilistico”, evidenzia Speranzon. “Il comitato regionale di valutazione di impatto ambientale
ha già dato lo scorso novembre l’ok al progetto, con alcune prescrizioni – che non ho dubbi
saranno rispettate – che prevedono per esempio anche l’implementazione della rete
ciclopedonale; non va poi dimenticato che poche settimane fa è stata inaugurata la tratta
ferroviaria elettrificata da Venezia a Belluno, che mette in collegamento diretto la laguna con un
altro patrimonio Unesco come le Dolomiti, e si andrebbe così anche a efficientare la rete di
collegamento veneta. Si lavora quindi per una nuova mobilità, più sostenibile, e servono
investimenti e opere. Il gruppo di Fratelli d’Italia in Regione chiederà quindi alla Giunta Regionale,
che già a febbraio si era espressa favorevolmente sul progetto, di continuare a sostenere la
realizzazione della bretella ferroviaria. Il fondamentalismo ambientalista non può bloccare
aprioristicamente lo sviluppo infrastrutturale ed economico di una città internazionale come
Venezia che – voglio ricordare – esisterebbe anche senza l’Unesco”

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