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Lucca: una città tutta da scoprire

5 minuti di lettura


Un altro gioiello della Toscana

Se si parla di Toscana, certamente la prima eccellenza che viene alla mente è Firenze, ma questa regione ha altre città da scoprire, di cui una certamente è Lucca.

E’ situata nella regione Toscana, sulle rive del fiume Serchio. È nota per la cinta muraria rinascimentale, che circonda il centro storico ed è completa e per le strade acciottolate. Le ampie passeggiate alberate in cima a questi bastioni del XVI e XVII secolo sono molto frequentate, a piedi e in bicicletta e sono molto amate dai suoi cittadini, che le usano anche per fare sport.

Ufficialmente di origini romane, ma su probabili insediamenti anteriori, Lucca, città di mercanti e tessitori, mantenne la sua autonomia come Stato indipendente per parecchi secoli fino al 1799 quando venne soppiantata l’antica Repubblica, a seguito della conquista francese da parte delle truppe napoleoniche, dando vita al Principato di Lucca e successivamente al ducato borbonico di Lucca. Fece parte, infine, del granducato di Toscana. La sua storia inoltre è sempre stata connotata dal confronto con Pisa, sua vicina “scomoda”, ma necessaria.

Ma ora andiamo a vedere quali sono gli high light di questo gioiellino italiano.

La cattedrale di San Martino è il duomo di Lucca. Secondo la tradizione, fu fondata da San Frediano nel VI secolo. Questo edificio monumentale ha attraversato tre fasi: la ricostruzione romanica, quella gotica e il rinnovamento rinascimentale.

Ma quello che colpisce di più è senz’altro la facciata,  orientata verso ovest, capolavoro del tardo romanico lucchese, che si compone di due parti: la parte inferiore consiste in un portico-nartece costruito nella prima metà del XII secolo aperto in tre grandi arcate di cui quella a destra più stretta per la vicinanza del preesistente campanile. Questo elemento architettonico, praticamente un unicum in ambito italiano, richiama simili esempi francesi e lombardo-ravennati. 

Il portico, il cui cantiere fu coordinato da Lombardo, operaio della cattedrale, contiene al suo interno una varia e importante decorazione scultorea realizzata tra 1233 e 1260 circa, realizzata per la maggior parte da Guido Bigarelli e della sua bottega. La sua scansione cronologica più accreditata è quella che vede realizzati per primi, tra 1233 e 1238 circa, i rilievi con le Storie della vita di san Martino e con il Ciclo dei mesi (ai due lati del portale principale), attribuiti ad un maestro lombardo detto Maestro di San Martino.

Il porticato era spesso occupato da banchi di cambiavalute, che trafficavano coi numerosi pellegrini che passavano da Lucca, una delle principali tappe sul percorso della Via Francigena . Un’iscrizione monumentale ricorda ai cambiavalute l’impegno assunto a non frodare i clienti e invita questi ultimi a fidarsi della protezione del clero della cattedrale e di San Martino.

Su una delle pietre del pilastro addossato alla base del campanile si trova scolpito un labirinto affiancato da un’iscrizione che ricorda il mito di Teseo e Arianna.  Il genere di labirinto, per la similitudine con quello maestoso sul pavimento della cattedrale di Chartres, posizionato accanto a una delle porte principali della cattedrale, sembra fungere da portale verso una riflessione profonda sul cammino dell’anima umana verso la redenzione.  

All’interno non si può certamente dimenticare la presenza di numerosi quadri di valore, tra i quali da citare senz’altro l’Ultima cena di Jacopo Tintoretto e la presenza si uno dei crocifissi più antichi di Europa, Il volto Santo, ovvero il crocifisso ligneo che la tradizione vuole realizzato dal fariseo Nicodemo ad immagine di Gesù , che è venerato con molta devozione da tutti i Lucchesi, anche non credenti. Ancora nella sacrestia vi è il monumento funebre dedicato ad Ilaria del Carretto, realizzato dallo scultore Jacopo della Quercia tra il 1406 ed il 1408. Esso raffigura la nobildonna lucchese, moglie di Paolo Guinigi, alla quale, morta di parto molto giovane, fu dedicato il sarcofago marmoreo. Il sarcofago raffigura la ragazza in posa dormiente, riccamente abbigliata e giacente su un catafalco decorato con putti reggifestone. Ai piedi della figura della fanciulla giace un cagnolino, simbolo della fedeltà coniugale.

Proseguendo tra le caratteristiche vie di Lucca si arriva alla Torre Guinigi,un giardino pensile, un salotto pubblico dal quale ammirare dall’alto tutta la città e la campagna lucchese. Costruita nella seconda metà del XIV secolo, è icona simbolo della città di Lucca. Deve il suo nome alla ricca e potente famiglia di commercianti e banchieri lucchesi, cui è appartenuta ininterrottamente fino al 1968, anno in cui eredi della famiglia l’hanno lasciata alla città in esecuzione di un legato testamentario.

Riprendendo la nostra passeggiata, arriviamo a San Frediano, che è menzionata per la prima volta in un documento dell’anno 685 come basilica Longobardorum.
Ebbe importanza notevole a partire dalla seconda metà del XII secolo, quando divenne uno dei più importanti centri per la diffusione della riforma liturgica gregoriana.

Particolarmente suggestivo il mosaico della fine del XIII secolo posto sulla facciata, rarissimo nel romanico (in Toscana l’unica altra facciata decorata con un mosaico è quella del S. Miniato al Monte di Firenze). Raffigura il Cristo Redentore che ascende al cielo in una mandorla portata da due angeli. In mezzo agli Apostoli manca la figura della Vergine, tagliata via dalla finestra moderna. Lo stile dell’opera è dichiaratamente bizantino ed è riferibile alla Scuola lucchese dei Berlinghieri.

Risalendo sulle mura dietro san Frediano, dall’alto si possono ammirare gli splendidi giardini della Villa Pfanner. Il giardino barocco, realizzato nei primi anni del Settecento e attribuito al grande architetto Filippo Juvarra (1678-1736), è uno dei più affascinanti esempi di giardino all’italiana in Toscana.Con statue classiche, limoni in conca, aiuole fiorite e una scenografica fontana centrale, rappresenta un luogo ideale per una passeggiata nella bellezza. Per accedere al palazzo si sale un magnifico scalone, che è stato il set cinematografiche di una delle scene più famose del Marchese del Grillo.All’interno del palazzo è visitabile anche un museo affrescato, con collezioni storiche, arredi d’epoca e strumenti medico-chirurgici appartenuti al dottor Pietro Pfanner.

Proseguendo la nostra passeggiata tra le caratteristiche vie di Lucca , si giunge alla Chiesa di San Michele, che è situata sull’area dell’antico Foro Romano, ed è stata in ogni tempo il centro della città, luogo di incontri e di scambi commerciali. Fino al 1370, vi si riuniva il Consiglio Maggiore, massimo organo legislativo di Lucca. L’esterno della chiesa è caratterizzato da un’altissima facciata che emerge isolata sopra il tetto ed è ricca di sculture e di intarsi, molti dei quali vennero rifatti nel XIX secolo. Spicca la statua dell’arcangelo San Michele, che è collocata nella parte più alta della chiesa e raggiunge i 4 metri di altezza. La leggenda vuole che nell’anello posto al dito dell’angelo sia incastonato un diamante di enormi dimensioni e di sera, da un preciso punto della piazza, è possibile scorgerne il luccichio.

Percorrendo un vicolo di fronte alla chiesa, ci si ritrova in una piazzetta dove vi è la statua natale del compositore Giacomo Puccini e viciniore vi è la sua casa natale, divenuta ora un museo. Una tappa imperdibile per i musicofili, perché qui si possono comprendere molte suggestioni presenti nelle sue opere, oltre che a vedere spartiti originali, costumi di scena, abiti e suppellettili del maestro, nonché numerose foto e premi che ha conseguito.

Come si può vedere, Lucca è una città veramente deliziosa, che sa offrire a chi la visita sguardi ed emozioni uniche. Da visitare al più presto, magari in uno di questi weekend di primavera.

Manca però citare il monumento simbolo di Lucca, la piazza dell’Anfiteatro  è una delle più belle della Toscana, con la sua forma circolare  e coloratissimi palazzi che vi si affacciano, nonché una meta imperdibile per chi visita la città delle mura.

La splendida piazza, unica nel suo genere, è costruita sui resti dell’antico anfiteatro romano, che venne edificato nel I o II secolo d.C. fuori dalla cinta muraria dell’epoca, vicino alla porta nord, in modo che fosse facilmente accessibile dagli spettatori che venivano dal territorio circostante.
La costruzione di forma ellittica era costituita da due ordini sovrapposti di 55 arcate e poteva contenere fino a diecimila persone.

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