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L’ottimismo è un dono, anche se tutti i tuoi piani falliscono

2 minuti di lettura

Quando Nina Stibbe non era altro che una bambina, credeva che il lieve pessimismo fosse un sottoprodotto ragionevole di un’infanzia ricca di stracci e traumi e che smettere di sperare fosse del tutto razionale. “Mi ero allenata ad aspettarmi il peggio e nemmeno a pensare al meglio. È iniziato come una strategia di auto-conservazione, ma si è trasformata in qualcosa che aveva a che fare con le buone maniere: essere modesto e meritevole. Alla fine, è diventato una sorta di superstizione – come non calpestare le crepe sul marciapiede o fare il taccheggio durante la gravidanza,” racconta Nina.

 

Questo modo di esistere è di colpo cambiato per Nina, alcuni anni fa. Precisamente quando sua sorella Vic ha portato di fronte a lei una possibile grande novità: qualcosa di enorme che, se si fosse avverata, le avrebbe cambiato la vita – in senso buono. Ormai Vic aveva fatto tutto ciò che poteva, e non le rimaneva che incrociare le dita e aspettare. Con costernazione della sorella, sembrava essere apertamente ottimista al riguardo. Vic aveva addirittura scritto delle note in date future nel suo diario, a penna, che Nina inizialmente vedeva solo come un modo per provocare la sorte. Infine, nella disperazione e pensando di fare il suo bene, Nina ha chiesto alla sorella “di smettere di contare le sue galline prima che i gusci si schiudessero”. La sua preoccupazione non era solo che Vic potesse restarne delusa, ma quella stessa speranza – essendo avida e presuntuosa – era sbagliata, cattiva e punibile e poteva quindi contare contro di lei in una resa dei conti soprannaturale.

 

“Dimenticatene”, le disse Nina.
“No, voglio pensarci, mi piace la speranza”, rispose Vic.
“E se le tue speranze venissero deluse, non ne sarai devastata?”
“Sì”, ha detto, “ma almeno mi sarà piaciuto sperare”.

 

Nina ha imparato quel giorno a sperare, sempre più in grande. Alcune delle sue speranze si sono realizzate e altre no, ma la speranza stessa le ha migliorato la vita. “Inoltre, nessun pollo metaforico è mai stato spaventato da qualcuno che lo contasse,” ha concluso Nina. E dato che Capodanno è alle porte, ed è il momento d’eccellenza in cui ci guardiamo dentro e speriamo di migliorarci per l’anno a venire, tanto vale accoglierlo con più speranza dell’anno precedente.

 

Basato sull’articolo: “How to be hopeful: Nina Stibbe on why optimism is a gift – even if all your plans fall through” di Nina Stibbe

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