La ‘famiglia del bosco’ e quella commerciale dell’influencer: la prima condannata la seconda accettata. Due pesi e due misure nei confronti dei diritti dei minori
Il teologo mons. Ettore Malnati che da anni denuncia la pericolosità dei social network per i giovani, in particolare i minorenni, espone le sue convinzioni sul triste destino dei bambini di Palmoli.
“Vivevano una vita tranquilla, non urlata ma semplice e dignitosa, il cui equilibrio è stato violato per sempre”. A scrivere è Don Malnati che continua: “La magia del Natale è stata pesantemente condizionata” e invece “nulla è stato fatto nei confronti dei tanti imprenditrici e imprenditori digitali che nella loro quotidianità sui social network propongono filmati con i propri figli minorenni riconoscibili”.
Bimbi ripresi mentre scartavano regali “a volte in attici da favola e su profili in cui la ricchezza veniva ampiamente ostentata”.
Ricordando la Carta di Trieste sull’ uso dell’Intelligenza artificiale, da lui stesso promossa, mons. Malnati ha parlato di influencer che intendono “insegnare e imporre uno stile di vita sopra le righe e spesso privo di valori, coinvolgendo sulle piattaforme dei social network milioni di persone, consentendone una ampia conoscibilità dei minorenni ripresi”.
Insomma, “due pesi e due misure che lasceranno un segno indelebile nella vita di una famiglia che all’effimero dell’ostentazione, ha preferito la stabilità nel rispetto della natura”, ha concluso il teologo insieme con Andrea Bulgarelli, giornalista e comunicatore e coordinatore della stessa Carta di Trieste.
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