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La Venezia di ERNANI COSTANTINI

3 minuti di lettura

Una antologica del pittore gli rende omaggio a Mestre

MESTRE (VE)- Il 28 settembre, presso il Centro Culturale Santa Maria delle Grazie di Mestre, si è svolta alle ore 18 la conferenza inaugurale della mostra dedicata al pittore  e scrittore veneziano Ernani Costatini, che, come ha ricordato Massimo Cacciari è stato un artista indipendente «ma in attivo confronto sia con la tradizione lagunare sia con i grandi del Novecento”. 

Ha introdotto l’evento Pier Giorgio Baroldi, presidente dell’associazione “Paolo Rizzi”, dedicata al giornalista del Gazzettino e critico d’arte che ha seguito molti artisti veneti durante la loro carriera e che promuove anche il Premio Rizzi  di arte, cultura e società, che quest’anno sarà ospitato il 24 ottobre presso la prestigiosa Scuola di San Rocco a Venezia.

E’ intervenuta poi Debora Oristo, la presidente della commissione cultura di Mestre, che ha sottolineato come Ernani  non sia dedicato solo alle vedute veneziane, ma anche al sacro.

Ha invitato poi i visitatori della mostra ad andare oltre alle tele che vedranno, ma anche ad entrare in relazione con le opere d’arte, facendo una ricerca sulle le emozioni che ci evocano.

Quindi è  stato il momento del critico d’arte Marco Dolfin, che oltre ad aver contribuito con i suoi testi critici al catalogo, è il curatore della mostra.

Il suo intento è stato quello di effettuare in parte una riscoperta dell’artista, soprattutto per quanto riguarda gli esordi. Ricordiamo che Ernani è nato a Venezia nel 1922 ed è stato immerso nella bellezza di pittori come Tintoretto, Tiziano, Cima da Conegliano. Studiò poi  presso la Scuola d’arte dei Carmini di Venezia ed ebbe come docenti Ercole Sibellato  per la pittura e Mario Disertori per il disegno.

Nella carrellata di dipinti che ci ha mostrato Marco Dolfin bisogna evidenziare “Raffigurazione  Veneziane” perché un dipinto mai esposto finora , riscoperto nel mercato antiquario, in cui si può notare la pennellata rapida, che sembra non fermarsi. Dal figurato si passa poi al “Cantone del Tesoro”, un dipinto che rappresenta una parte di quella parete che si trova a fianco della Porta della Carta, in Piazza San Marco. Momenti di sperimentazione si possono notare in “Gondole nel bacino Orseolo”. Vi è anche un piccolo quadro, intitolato “Fuochi di artificio a San Marco” che  ricorda il memorabile dipinto di Ippolito Caffi “ Festa notturna di San Marco”. Con “Rivelazione 63” inizierà la sua produzione sacra, che spazierà sia in ambito tradizionale che sperimentale, tanto da reinterpretarla.

Infine è stato il momento del figlio dell’artista, Cristiano Costantini,  che ci ha parlato di suo padre come artista. Innanzi tutto ha spiegato  il perché di questa mostra. Visto che c’erano molte opere sacre del padre nelle chiese, voleva farle conoscere, come ad esempio il “Volto Sacro” di Lucca.

Inoltre desiderava che dialogassero insieme a quelle dei paesaggi veneziani, per cui il padre risulta più famoso. Ma ciò che più premeva al figlio  che risultasse dalle sue opere che al di là del tema del sacro per il padre la vita è sacra e il suo era un servizio, un dono d’amore.  Lui diceva infatti spesso la celebre frase di Sant’Agostino “Ama e fai ciò che vuoi”.

Cristiano ha menzionato in seguito come il padre Ernani ha prodotto una grande quantità di scritti, soprattutto di ispirazione filosofica, in particolare nel periodo post conciliare.

Ha ricordato poi come nella crisi postbellica, si arrangiò a lavorare prima come “operaio scenografo” per la Scalera Film negli studi della Giudecca. Nel 1949 vinse il concorso per l’insegnamento nelle scuole medie e ottenne il primo incarico a Vittorio Veneto Dopo tre anni ottenne la cattedra a Padova  e scelse di tornare a vivere a Venezia dove dopo qualche anno ancora ottenne la cattedra.

In merito alla pittura del padre, il figlio dichiara che le vedute di Venezia sono figurative e di immediata comprensione, ma lasciano una serenità dentro lo sguardo di chi le ammira. 

Per quel che riguarda invece l’arte sacra, le sue opere sono una meditazione su un tema singolo.

Aggiungiamo noi che a Venezia entrò in contatto con i fermenti artistici degli anni cinquanta e divenne un animatore dell’UCAI (Unione Cattolica Artisti Italiani). Negli anni settanta preferì abbandonare l’insegnamento per dedicarsi esclusivamente all’arte: dipingendo, scrivendo e – divenuto presidente della sezione locale dell’UCAI – organizzando mostre dei maestri veneziani del novecento e dell’ottocento veneziano.  

E’ seguita poi la visita alla mostra al Laurentianum, dove abbiamo potuto apprezzare l’ottimo allestimento, in aree tematiche, che hanno saputo così valorizzare il percorso artistico di Ernani Costantini ed abbiamo potuto fruire di una particolarità: quella di poter ascoltare durante la visita i brani musicali di Brahms e Chopin, che il maestro ascoltava mentre dipingeva.

Una mostra senz’altro da visitare, per emozionarsi e ritrovare nei luoghi rappresentati lo spirito con  cui l’artista li ha dipinti.

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