Era dal 2014 che Venezia non ospitava un pride. Dalla Stazione di Santa Lucia fino alle Zattere hanno sfilato migliaia di persone – gli organizzatori parlano di 10mila presenze – lungo un percorso inclusivo con pochi ponti da superare per permettere a tutti di partecipare. Il primo pensiero alle 100 famiglie omoparentali del Veneto.
VENEZIA – Sono arrivati da ogni parte del Veneto per il pride della laguna quasi dieci anni dopo. Era dal 2014, infatti, che Venezia non ospitava l’onda arcobaleno. Hanno aspettato un’ora alla stazione di Santa Lucia che il corteo prendesse il via. Un secondo raduno in Campo Santa Margherita e poi tutti in cammino verso le Zattere, dove la festa è continuata dal palco fino a tarda sera, con concerti, dj set e esibizioni.
Colorati, determinati a portare avanti la battaglia per i diritti di tutti, ma soprattutto le famiglie omoparentali che in questi giorni hanno visto stravolgere ogni loro certezza.

“Il ponte di Calatrava tremava – racconta una ragazza – per un attimo ho avuto paura. Ma sono convinta che la famiglia sia il posto dove ci si rispetta, ci si cura e ci si ama. E sono qui a testimoniarlo di persona“.
Alla partenza decine di collettivi per un pride che “vuole partire dal basso, senza sponsor, contrario al fenomeno del rainbowashing“, fenomeno cavalcato, secondo gli organizzatori, da tante aziende che si “colorano di arcobaleno per scopi commerciali“.
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