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Immobiliare, il Veneto corre: Treviso guida la crescita dei centri medi nel primo semestre 2025

1 minuti di lettura

Centri medi più dinamici delle grandi città: il Veneto quinto in Italia per numero di transazioni, con Treviso capofila

TREVISO – Il Veneto continua a confermarsi tra i motori del mercato immobiliare italiano, anche se, nel primo semestre 2025, a trainare il settore non sono le grandi città bensì i centri di media dimensione: la regione è quinta in Italia per numero di compravendite, +10,5% sul 2024, Treviso al top con 100 transazioni ogni 10mila abitanti.

Secondo l’analisi di Abitare Co., la regione si colloca al quinto posto in Italia per numero complessivo di compravendite residenziali, con un incremento del +10,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. Se però si considera il rapporto tra abitazioni vendute e popolazione maggiorenne, il Veneto scende al sesto posto, con 78 compravendite ogni 10mila residenti.

All’interno del territorio regionale, a distinguersi è Treviso, che con 100 compravendite ogni 10mila abitanti si piazza al vertice della classifica veneta. Seguono Padova e Vicenza (entrambe con 91), Venezia e Belluno (90), Verona (82) e Rovigo (79). In termini assoluti, Padova mantiene un peso rilevante con 1.640 transazioni, nonostante un leggero calo del -3,9% rispetto al 2024, segno di un mercato comunque solido e strutturato.

Sul piano nazionale, la Valle d’Aosta guida la classifica con 118 compravendite ogni 10mila residenti, seguita da Piemonte (94) e Lombardia (93). Il Veneto si posiziona poco sotto, ma mostra una crescita omogenea e costante in tutti i capoluoghi, a conferma di una domanda sostenuta anche fuori dalle aree metropolitane.

«Per capire quanto si muove davvero il mercato immobiliare non basta guardare al numero delle case vendute – spiega Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co. –. È fondamentale rapportare i dati alla popolazione potenzialmente acquirente. Questo indicatore misura la vivacità reale del mercato locale e spiega perché i centri medio-piccoli risultano spesso più dinamici: offrono prezzi più accessibili e una gamma abitativa più ampia in relazione alla domanda».

Crupi sottolinea che L’Italia immobiliare viaggia a due velocità: «Da un lato le grandi città, solide ma meno dinamiche; dall’altro, una rete di centri medio-piccoli che, grazie a prezzi competitivi e qualità della vita più alta, attraggono una quota crescente di domanda abitativa e di investimento».

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