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Illegio non delude mai

4 minuti di lettura

Illegio, piccolo scrigno d’arte, è un borgo montano non lontano da  Tolmezzo, una splendida gemma incastonata tra i monti della Carnia.

Giungere in questo antico borgo(che fu probabilmente l’insepugnabile e mitica fortezza di Ibligo ricordata da Paolo Diacono a proposito dell’ultima resistenza dei Longobardi) significa entrare in un pacifico frammento di mondolontano dal frastuono dell’Occidente, trovando una dimensione di tranquillità in cui potrai ascoltare, pensare e vedere. 

Incantevole il percorso dei mulini: da scoprire il cinquecentesco Mulin dal Flec ancora in funzione accanto al Touf, la risorgiva che scaturisce dal cuore del paese. 

È indubbiamente una periferia, questo minuscolo paese chiamato Illegio: infatti ha solo 340 abitanti. Perciò a maggior ragione ciò che sta accadendo ad Illegio in questi anni – dal 2000 ad oggi – è miracoloso.

 Qui l’Associazione Culturale Comitato di San Floriano ha aperto una strada coraggiosa, che, grazie alle mostre internazionali d’arte, ha portato tra le case dei 350 montanari che vi abitano oltre 400.000 persone e trasformato l’incontro della fede con la bellezza in un laboratorio di promozione sociale e di evangelizzazione innovativa. È l’esempio che le minoranze creative e le periferie vitali sono davvero una risorsa grande per il cristianesimo.

 A partire dal 2000 l’Associazione Culturale Comitato di San Floriano ha trasformato la vecchia abitazione del sacerdote in una attrezzatissima ed elegante Casa delle Esposizioni, ha coinvolto decine di volontari, ha formato e dato lavoro a tanti giovani, ha messo all’opera studiosi e professionisti di tutta Europa; ha stretto collaborazioni con imprese locali e nazionali; ha suscitato l’entusiasmo stupefatto di istituzioni, pubblico e critica attraverso una scelta insolita e tenacemente attuata: proporre ogni anno in paese una mostra internazionale d’arte con l’audacia e l’onore di ottenere il prestito di capolavori da brivido o di opere sconosciute, tutte da scoprire, a firma dei più grandi artisti di tutti i tempo e provenienti dai più importanti musei.

Lo specifico carattere delle mostre di Illegio è che attraverso i sensi puntano al senso: percorsi con un perché che danno da pensare, suscitano domande, aiutano a leggere il linguaggio dell’arte cogliendo in essa una delle più alte e intense forme di coscienza di sé che l’uomo genera da quando è su questa terra. Le mostre di Illegio ci ricordano come la bellezza sia tra i linguaggi migliori che la fede deve saper parlare per toccare il cuore dell’uomo contemporaneo. 

Fin ora, negli spazi dell’ex canonica, dal 2004 sono state organizzate 20 mostre tematiche ed altre 9 in altre sedi: Bruxelles, Musei Reali D’Arte E Storia; Citta’ Del Vaticano, Salone Sistino Dei Musei Vaticani; Roma, Palazzo Venezia Roma, Galleria Borghese e Castel Sant’Angelo; Tolmezzo, Palazzo Frisacco; Udine, Chiesa Di Sant’Antonio Abate e Salone D’Ingresso Dell’Ospedale Santa Maria Della Misericordia

Ma chi è il curatore di questa mostra:

Sacerdote dal 1998. Don Alessio Geretti, udinese, si forma presso il Seminario diocesano, perfezionando poi a Roma gli studi di teologia dogmatica e diritto canonico. Nella diocesi friulana vive una prima esperienza ad Artegna, poi al servizio nelle parrocchie di Betania, ma anche la responsabilità dell’Ufficio Catechistico diocesano e della Pastorale della Cultura diocesana, insieme all’insegnamento. Ha collaborato più volte con il Progetto Culturale della CEI, con il Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e con l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Ideatore del progetto che ha valorizzato Illegio come meta prestigiosa d’arte di fama internazionale, ha messo a frutto la sua passione e competenza nel mondo della storia dell’arte come curatore di trenta mostre visitate da un milione di persone, in cui gli è riuscito di ottenere ed esporre centinaia di capolavori dei massimi autori dai più importanti musei d’Europa. Ha ricevuto anche l’incarico di realizzare mostre ai Musei Vaticani, ai Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles, a Roma nelle sedi di Palazzo Venezia, Galleria Borghese, Castel Sant’Angelo. 

Il tema della mostra di quest’anno è “ RICCHEZZA. Dilemma perenne”

Il racconto della mostra colpirà mente e cuore anche per il tema intrigante e attualissimo, la ricchezza nella vita umana e nelle vicende del mondo, un tema scelto da Illegio anzitutto perché in questo momento critico è necessario riflettere sui due effetti possibili, uno buono l’altro malvagio, che il verbo avere genera nelle nostre vite. Le migliori conquiste e scoperte e i più nobili progressi delle genti sono resi possibili dallo sviluppo e dall’affrancamento di molti da ignoranza e miseria. Al tempo stesso, le principali violenze, i più ignobili scandali e i principali interrogativi che ci poniamo di fronte ai macrosistemi economici e finanziari e ai conflitti internazionali, sono effetto di un rapporto malato con i beni materiali. 

 La ricchezza, la sua corretta identificazione, la sua accessibilità, i suoi effetti nella vita delle persone, dei popoli, perfino delle arti, è tema estremamente affascinante, che si articolerà in molti sentieri: la sana produzione della ricchezza, le mille possibilità generate dagli scambi dei beni tra persone e culture e popoli, la distribuzione dei beni secondo giustizia, il riscatto dalla miseria, la scelta paradossale della povertà, la gioia della condivisione e le patologie dell’arricchimento, fino alla domanda su quale sia la vera ricchezza. 

La mostra offrirà – già possiamo anticiparlo – l’opportunità unica di gustare 17 opere che vengono da collezioni segrete, mai accessibili al pubblico, oltre ad opere prescelte è di qualità elevatissima, sensazionale, presentando molti dipinti e sculture dei più grandi maestri:

Caravaggio – il famosissimo “Ragazzo morso da una lucerta”, meditazione sull’attrazione pericolosa dei beni materiali –; Tiziano – due opere spettacolari; Rembrandt – una tavola su cui il suo pennello ha toccato il vertice della mistica più commovente tra luce, penombra e intensità dei personaggi in scena –; Pieter Brueghel il Vecchio – in un dipinto inedito, popolatissimo e festoso come solo lui sapeva concepire –; ma anche Pelizza da Volpedo – il personaggio centrale di uno dei quadri più potenti e iconici del Novecento, “Il Quarto Stato”, la cui figura principale è stata anticipata dall’artista, a grandezza naturale, nell’opera che la mostra farà scoprire –, Pablo Picasso – un’altra opera inedita che si potrà ammirare alla mostra di Illegio – e Renato Guttuso – in un coloratissimo frammento di Sicilia presentata nel provocante contrasto tra ricchezza e miseria –; e ancora, Lorenzo Lotto, Filippino Lippi, Giovanni Bellini, Mattia Preti. 

Illegio vuole così consolidare la propria missione, con la gioia di essere nel 21° anno in cui propone mostre internazionali d’arte in questo piccolo villaggio di poco più di trecento abitanti nel cuore della Carnia, dove dal 2004 ad oggi sono giunte 1.500 opere da ogni museo e collezione e quasi 700mila visitatori: un miracolo che si rinnova con entusiasmo! 

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