Un attacco di odio che ha colpito vittime innocenti, innescando un conflitto destinato a minare ogni prospettiva di dialogo tra Israele e il mondo arabo
ITALIA – Una flottiglia carica di odio più che di viveri. Un popolo che soffre non ha bisogno di questo.
E quando l’odio diventa lo strumento di lotta allora la guerra diventa inaccettabile anche se giustificata.
Così il 7 ottobre è iniziata la guerra tra Israele e la Palestina. Perché di guerra si tratta e tutta la violenza del 7 ottobre si è perpetrata contro vittime innocenti che vivevano in pace.
La sorpresa dell’attacco e la sua inaudita violenza, che gli aggressori hanno voluto registrare e diffondere, non ha avuto alcun effetto sul piano militare. Ha solo innescato una miccia che, se non fosse stata contenuta e spenta, ha rischiato di allargarsi a tutto il Medio Oriente.
L’obiettivo dei terroristi era boicottare qualsiasi accordo possibile di cooperazione tra Israele e gli Stati Arabi.
I morti palestinesi, militari e civili, pesano sulla coscienza di chi li ha mandati a morire più ancora di chi li ha uccisi in battaglia.
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