Emancipazione e socialità, sognando il lavoro di merlettaia
PELLESTRINA (VE). Nel dopoguerra, con i mariti impegnati nella pesca, realizzare e vendere merletti significava non solo contribuire al sostentamento della famiglia, ma anche compiere un passo importante verso l’emancipazione femminile. Oggi, questa tradizione continua a vivere attraverso l’insegnamento alle nuove generazioni e la creazione di momenti di socialità tra le merlettaie.
Leda Vianello, maestra merlettaia, sintetizza perfettamente il valore di quest’arte: “Oggi trasmettiamo il nostro sapere anche ai bambini delle scuole elementari, oltre a creare occasioni di incontro e condivisione tra noi”. Così, nel mese dedicato alla donna, Venezia celebra ancora una volta questa raffinata maestria che da secoli caratterizza l’isola di Pellestrina: il merletto.
Nel pomeriggio, a Palazzo Mocenigo, Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo, si è tenuta un’esposizione di pizzi a tema femminile o dedicati alle donne, accompagnata da una dimostrazione pratica della lavorazione a tombolo. Protagoniste dell’evento sono state le Merlettaie di Pellestrina A.C.S. Murazzo, che hanno mostrato la loro maestria in un’arte tanto antica quanto preziosa.
“Non possiamo che ringraziare chi porta avanti questa tradizione, che è un patrimonio culturale, una raffinata produzione e un modo per fare socialità – ha dichiarato la presidente del Consiglio, Ermelinda Damiano – Per rendere omaggio a quest’arte e a queste donne, anticipo che Venezia dedicherà un murales alla dogaressa Morosina Morosini, che nel 1595 fondò il primo laboratorio del merletto. In questo lavoro di valorizzazione del pizzo vogliamo dare alla città anche un simbolo che ricordi le donne del passato per sperare nel futuro”.
Cuscino, disegni elaborati, tanti spilli e fuselli: questi gli strumenti con cui le maestre merlettaie hanno realizzato le loro creazioni, mostrando al pubblico centrini, pochette, ventagli e foulard. Si tratta di un grande patrimonio culturale che aspira a ottenere il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
“Per proseguire il cammino verso questo complesso riconoscimento, le merlettaie veneziane saranno a Copenaghen, ad aprile, insieme alle altre 23 realtà appartenenti alla Rete del Merletto, con le quali stiamo condividendo la strada per l’UNESCO, per mostrare una delle ricchezze del Made in Italy” ha spiegato Chiara Squarcina, direttrice dei Musei Civici di Venezia.
Leda Vianello e la presidente Damiano condividono un sogno: l’istituzione di una vera e propria scuola del merletto, che possa dare a questa tradizione un futuro lavorativo concreto, restituendo all’artigianalità il valore che merita.
Nel frattempo, come ha sottolineato Alessandro Scarpa Marta, consigliere comunale con delega ai Rapporti con le isole, continuano le iniziative di formazione presso la scuola Pietro Loredan e i progetti dedicati agli studenti delle scuole elementari e medie. “Siamo orgogliosi di aver puntato nuovamente i riflettori sull’antica arte del merletto” ha affermato, ribadendo l’importanza di tramandare alle nuove generazioni un sapere che è parte integrante della storia e dell’identità veneziana.
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