Italian flag
AnimaliSlide-main

Grave atto di bracconaggio a S. Lucia di Piave. Colombaccio impallinato nel parco di Sarano

1 minuti di lettura

È stata subito attivata l’Enpa, che ha riposto l’animale ferito al sicuro in una scatola dopodiché, per mezzo del Prof. Giuliano Della Bella, che collabora da qualche tempo con l’associazione, è stato conferito al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della provincia per le cure necessarie. L’animale non presentava ferite evidenti né tracce di sangue per cui, vista l’ora tarda è stato lasciato a riposare tranquillo per la notte.
 
Purtroppo il mattino seguente il povero animale è stato trovato cadavere. Dagli esami autoptici risulta che è stato colpito, da dietro e dal basso, da un pallino sparato da una carabina ad aria compressa. Il proiettile è stato ritrovato all’interno del polmone e tale ferita è stata fatale.
 
Siamo di fronte all’ennesimo gravissimo atto di bracconaggio, piaga purtroppo diffusissima nel nostro Paese che miete centinaia di migliaia di vite all’anno, già sanzionato dalla legge 157/90 sulla caccia, alla quale potrebbe aggiungersi anche il reato di maltrattamento e uccisione d’animale sanzionato dall’art. 544/ter* del C.P. Un atto di violenza gratuito di per sé al quale si aggiunge la crudeltà dovuta al fatto che, essendo in pieno periodo di nidificazione, non va escluso che con questo sconsiderato gesto siano stati conseguentemente uccisi anche i pulli nel nido che non saranno più alimentati.
 
Siccome il parco è circondato unicamente da abitazioni di privati e, giacché lo stesso è frequentatissimo da famiglie con una miriade bimbi che giocano, e poiché è molto verosimile che lo sparo possa essere partito da una finestra prospiciente l’area verde, resta lo sconcertante dubbio di come poter stare tranquilli e sereni in un luogo in cui qualcuno si diverte a sparare dalla finestra.
L’Enpa spera che le indagini giungano alla giusta conclusione.
 
 

*Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro.
 
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
 
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo l’incontro di Coppa Italia di serie C, dove i bellunesi…
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…