Succede tutto nel giro di pochi minuti a Napoli, ma potrebbe essere accaduto in ogni dove. Una signora attempata decide di avvinghiare la dea bendata e si gioca qualche numeretto al lotto, ma non le basta, forse fiuta che potrebbe essere la giornata giusta. E allora apre ancora il suo portafoglio e decide questa volta di “grattare”. Acquista 2 tagliandi, i celebri “doppia sfida” e via, una monetina per grattare i simboli e i numeri ma con il primo nada e appena parte con il secondo subito si accorge che può essere la volta buona. I simboli sono tutti a nudo e le combinazioni perfette, vincenti. Ma non crede ai suoi occhi e vuole conferme. Un pizzico di giusta titubanza e un pensiero innocente le frulla nella testa; chi, se non la ricevitoria, può confermarmi la vincita? Senza far fotocopie, con l’originale ben stretto in mano arriva per il controllo, la verifica vincente per approdare al clan dei milionari ed ecco il colpo di scena. Il marito della titolare della ricevitoria verifica e una volta ottenuta la conferma, cosa fa? Indossa il casco, accende lo scooter e se ne va, con il tagliando supervincente. La scena è Kafkiana e la storia ha tutti i contenuti di una sceneggiatura di un film che cavalca commedia e satira. Dentro vi si trovano accovacciati per bene il colpo di testa demenziale, la fuga rocambolesca verso la vita che cambia e la Dea bendata svanita per la signora, agguantata e presa al volo da chi non possiede titolo. Poi l’immediato blocco del Monopolio alle matrici della mazzetta per invalidare la vincita e l’ultima novella, a Fiumicino con un piede sul volo per le Canarie viene fermato il tabaccaio. Sembra che il famigerato tagliando sia stato depositato in una banca di Latina dove quest’ultimo avrebbe aperto un conto ma tant’è.
Zero biscuit di Mauro Lama
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