Storica vittoria della Cina nella finale Mondiale del Campionati di ginnastica artistica femminile. Scalzati gli Usa dopo vent’anni di successi. Italia settima
ROTTERDAM (PAESI BASSI) – Venti lunghi anni. Era il 2006 quando la Nazionale cinese vinceva il suo primo titolo Mondiale a squadre nella Ginnastica Artistica ad Aarhus, in Danimarca. Nel 2010 fu la Russia a vincere, proprio a Rotterdam. Da ì il dominio statunitense con ben sette titoli consecutivi: Tokyo 2011, Nanning 2014, Glasgow 2015, Doha 2018, Stoccarda 2019, Liverpool 2022 e Anversa 2023.
La corona è caduta con la Nazionale asiatica che si impone con 165.764 punti, precedendo proprio le americane, argento con 165.531, di appena 233 millesimi. Terzo il Giappone con 164.063, dimostrando una volta in più quanto sia in crescita il movimento anche in Oriente.
Un risultato importante non solo per i titoli e le medaglie, ma soprattutto perché in palio c’erano anche i primi tre posti per la qualificazione diretta ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 con quasi due anni di anticipo. Quarta la Francia con 161.130 punti, quinto il Brasile con 159.730 davanti alla Russia con 159.394. L’Italia è settima con 158.129 punti.
Tre errori su tre alla trave sono troppi, con le Azzurre che non riescono a replicare la prova quasi perfetta delle qualificazioni che le aveva viste accedere alla finale con 162.430, il quarto punteggio di ammissione.
Le Fate avevano iniziato bene con le parallele asimmetriche. Elisa Iorio, finalista nel singolare sabato, ottiene 14.300. Giulia Perotti, anche lei nell’ottetto delle migliori di specialità, porta a casa il miglior punteggio individuale della squadra con 14.400, mentre Sofia Tonelli completa la rotazione con 13.466. Il totale di 42.166 punti mette l’Italia tra le prime.
Ma è alla trave che le speranze crollano con tutte e tre le Azzurre che cadono. Manila Esposito, già qualificata alla finale individuale di domenica, chiude con 13.100. Sofia Tonelli con 12.066 e infine Giulia Perotti con 12.566 per un totale di 37.732 punti. Troppo pochi per sperare in una medaglia.
Le italiane provano a rifarsi nel corpo libero, ma il parziale è di soli 38.599 punti, troppo pochi per una rimonta. Tocca al volteggio e le Azzurre chiudono con 39.632 punti per il definitivo 158.129. Settimo posto davanti al Canada, ottavo con 158.096.
Oggi iniziano le finali individuali con Yumin Abbadini nel concorso generale individuale maschile. Domani saranno impegnate invece Perotti e Tonelli nell’all-around femminile. Sabato 24 ottobre spazio all’atleta della Spes Mestre Gabriele Targhetta al cavallo con maniglie e a Iorio e Perotti alle parallele asimmetriche. Domenica 25 gran finale con Manila Esposito alla trave e Yumin Abbadini alla sbarra.
Le dichiarazioni
Queste le parole del direttore tecnico nazionale Enrico Casella: «Abbiamo fatto una gara ovviamente non brillante come quella di qualifica. È una cosa che può capitare con ginnaste poco esperte come quelle che avevamo oggi. Più che il disastro alla trave, dove sono cadute tutte e tre, mi sarebbe piaciuto vedere un po’ più di reazione dopo. Questa è stata la parte veramente più difficoltosa per noi». Questo risultato va preso come un’esperienza. Sicuramente queste ragazze avranno modo di avvalersi di quello che è successo oggi per la loro futura carriera».
«Sono veramente contento che abbia vinto la Cina – conclude Casella – Ha fatto veramente una gran ginnastica, e anche il Giappone. L’Asia sta avanzando e credo che sia una vittoria meritata».
Photo Credits: Federginnastica.it
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