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Fake Food in salsa horror

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Secondo la Coldiretti Treviso, nel mondo ci sono ben 6 ricette su 10 “made in Italy” false e pertanto chiede che la cucina italiana diventi patrimonio dell’umanità.

Dagli spaghetti con polpette in lattina ai rigatoni con pollo e pesto, il 60% degli italiani, in viaggio all’estero per lavoro o in vacanza, si sono imbattuti, almeno una volta, in piatti e ricette improponibili, chiamate … Made in Italy!

È quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Notosondaggi in riferimento alla protesta degli amanti della buona cucina italiana, attivisti della pastasciutta, coalizzati, insieme ad alcuni ristoratori, contro lo stravolgimento dei piatti tipici del Belpaese.

Gli esempi di questa galleria degli orrori a tavola – spiega Coldiretti – non mancano, soprattutto nel mondo anglosassone: dal cappuccino bevuto mangiando spaghetti al pesto o con  “Spaghetti and Meatballs” con le polpette di carne. E poi ci sono i “Beefaroni”, rigatoni in lattina con sugo di carne, il “Zesty Robusto Italian”, uno strano condimento non ben identificato se non con il titolo di “Italian”.

E poi le “Chicken Fettuccine” con il pollo, i “Rigatoni with chicken and pesto” con pollo e pesto, il classico Parmesan vegetariano fino alla “Bologna” con carne di maiale e di manzo, senza dimenticare – continua la Coldiretti – la pizza con l’ananas o lasagne servite con la ricotta. Non è un caso – sottolinea Coldiretti – che la ricetta più popolare negli Usa sia “macaroni and cheese” e si ottiene cucinando la pasta con una salsa a base di formaggio, molto spesso cheddar di produzione Usa. Per non parlare della carbonara – che negli States preparano col bacon al posto del guanciale, e con aggiunta di panna o yogurt per dare consistenza – e del pesto, che viene usato come una salsa da usare su tutto, dai crostini di pane fino a spalmarlo sul pollo.

Esistono anche – precisa Coldiretti – varianti di ricette della tradizione popolari come la bruschetta che negli Usa si è trasformata nel garlic bread con il pane imbottito di pezzi di aglio o annegato nel burro aromatizzato all’aglio.

“La mancanza di chiarezza sulle ricette Made in Italy offre terreno fertile alla proliferazione di falsi prodotti alimentari italiani, che hanno raggiunto nel mondo l’astronomica cifra di 120 miliardi di euro. Per questo è importante fare chiarezza sulla cucina italiana nel mondo con il riconoscimento come patrimonio Unesco”, sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “al valore culturale si aggiunge quello economico e occupazionale per il Paese”. 

La candidatura della pratica della cucina italiana per l’iscrizione nella Lista rappresentativa dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità dell’Unesco – ricorda  Coldiretti – arriva dopo l’approvazione da parte del Governo del Disegno di Legge su “Disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy che prevede l’istituzione di un ente per la certificazione di qualità a favore della ristorazione italiana all’estero con ben l’87% degli italiani che ritiene importante per verificare la reale origine dei piatti serviti.

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