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Esaminare la realtà…

2 minuti di lettura

Distinguere tra mondo interno e mondo esterno per vivere con equilibrio e autenticità

Reality testing è un termine tecnico della psicologia e della psichiatria. Significa saper distinguere il proprio mondo interno dal mondo esterno. Ciò che sentiamo dentro – paure, speranze, convinzioni – da ciò che accade davvero nel mondo esterno. È una capacità fondamentale, indice di salute mentale.

Quando questa capacità viene meno, vuol dire che abbiamo perduto parzialmente o totalmente la nostra capacità di giudizio della realtà. Ecco che il mondo interno prevarica ciò che avviene nel mondo reale. Le nostre paure si materializzano, diventano mostri reali da cui dobbiamo difenderci. Le nostre emozioni diventano operative, possono incidere sugli altri. Le nostre convinzioni si trasformano in certezze assolute e inattaccabili.

Un corretto esame di realtà ci consente di armonizzare il nostro mondo interno con il mondo reale, ci consente quella critica, soprattutto autocritica, che ci permette una visione del reale più adattativa rispetto alle nostre esigenze. Diventiamo cioè padroni di noi stessi e riusciamo a governare il caos insito nella realtà visibile e invisibile.

L’esame di realtà ci consente quella separatezza necessaria affinché non veniamo invasi e pervasi dagli altri e dal mondo. Riusciamo così a difendere la nostra intimità, la nostra individualità. Nello stesso tempo, il mondo reale e gli altri sono indispensabili per modificare, se necessario, quelle imperfezioni derivate dalla specularità del nostro mondo interno, che non può e non deve bastarci.

Il narcisismo patologico esclude il confronto con la realtà, la paranoia ci porta ad agire contro il mondo considerato cattivo e pericoloso. Subentra quindi la malattia. Ma questa è una condizione estrema rispetto a ciò che nella vita ordinaria succede.

Quando le frustrazioni diventano superiori alle soddisfazioni, le colpe superiori ai meriti, il dolore superiore alla gioia, allora entriamo in un labirinto da cui non riusciamo facilmente a uscire. Uccidere il mostro non vuol dire ucciderlo per sempre. Nella mitologia, Teseo uccide il Minotauro, ma ciò che lo aspetta dentro e fuori del labirinto resta ancora da affrontare. Il vero pericolo sta nell’uscire dal labirinto e affrontare il mostro che ricompare. Così negli incubi notturni, ma anche nella vita reale.

Quando il confine tra fantasia e realtà non è netto, rischiamo di perderci. Nella vita quotidiana, le difficoltà si manifestano non sempre in modo netto ed evidente, più spesso in modo ambiguo e sottile. Ci si sente poco riconosciuti, sottovalutati, come se il destino fosse avverso. Da qui nasce l’insoddisfazione, il nervosismo e talvolta la perdita di fiducia nel futuro.

Il problema nasce dal divario tra desiderio e possibilità. Sperare in un colpo di fortuna al gioco d’azzardo o in imprese irrealizzabili non è solo illusorio: è un errore di prospettiva che genera inevitabilmente frustrazione. Sentirsi vincenti senza avere gli strumenti per esserlo è un segnale che il nostro esame di realtà ha delle lacune.

La realtà, in fondo, non la cogliamo mai “pura”: la vediamo sempre filtrata dal nostro punto di vista soggettivo. Qui entra in gioco un alleato prezioso: gli altri. Confrontarsi, ascoltare opinioni diverse, affidarsi a chi ci offre uno sguardo esterno ci aiuta a calibrare la nostra percezione. Da soli rischiamo di ingannarci; insieme, invece, possiamo avvicinarci a un mondo condiviso, imparando a muoverci con più equilibrio e fiducia.

Misurare la realtà vuol dire usare non il proprio metro ma il metro degli altri. Sono gli altri che ci esaminano e ci dicono se ciò che facciamo è bene oppure no, è giusto oppure no, è bello oppure no.

Prepariamoci a realizzare i nostri sogni. Questo vuol dire esaminare la realtà. Nell’esame chi interroga e chi è esaminato devono entrambi essere preparati. Non si va impreparati ad un esame rischiando l’insuccesso. Non abbandoniamo la nostra capacità di sognare, ma misuriamoci con la realtà, perché come dice Oscar Wilde: “anche i sogni possono diventare realtà”.

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