Il successore di Luca Zaia è Alberto Stefani. Con una vittoria schiacciante che supera il 60% dei voti, il candidato della Lega si è imposto nettamente sul campo degli sfidanti, aprendo un nuovo capitolo per la Regione Veneto dopo 15 anni di governo Zaia. La sua prima dichiarazione, «Sarò il sindaco dei veneti», indica chiaramente l’approccio che intende adottare.
VENETO. Il risultato si configura come una netta affermazione della Lega sul piano regionale. La vittoria di Stefani è stata celebrata a Padova, dove il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha abbracciato il vincitore.
A rendere l’esito elettorale ancora più clamoroso è l’«effetto Zaia» sulle preferenze individuali. Il Governatore uscente, capolista della Lega in tutte le province, si avvia verso un record storico di preferenze in Regione, superando la soglia delle 170.000 e chiudendo tra le 190 mila e le 200 mila preferenze. Questo exploit ha consentito alla Lega di rimanere il primo partito, doppiando FdI.
Il successo di Stefani ha ricevuto le congratulazioni del presidente uscente, Luca Zaia, e dello sfidante del centrosinistra, Giovanni Manildo. Messaggi di stima sono arrivati anche dagli industriali e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
La mappa del nuovo Consiglio regionale e la forza del centrodestra
Cinque erano i candidati in campo per conquistare la guida della Regione. Lo spoglio, ultimato, ha confermato la netta affermazione del centrodestra:
- Centrodestra: La coalizione si attesta al 64,38% (con un picco del 65,70% nelle sezioni scrutinate in precedenza). La ripartizione interna vede la Lega al 36,02%, Fratelli d’Italia al 18,62% e Forza Italia al 6,39%.
- Centrosinistra/Campo largo: Il candidato Giovanni Manildo si ferma al 28,88%. Il PD è il primo partito della coalizione con il 16,70%.
- Szumski: Il candidato Riccardo Szumski raggiunge il 5,13%.
I seggi in Consiglio Regionale
Secondo l’Osservatorio elettorale della Regione Veneto, la composizione del Consiglio Regionale sarà la seguente:
| Partito | Seggi Assegnati |
| Lega | 19 |
| PD | 9 |
| Fratelli d’Italia | 9 |
| Forza Italia | 3 |
| Resistere Veneto (Szumski) | 2 |
| Alleanza Verdi Sinistra (Avs) | 2 |
| Uniti per Manildo | 1 |
| Movimento 5 Stelle (M5s) | 1 |
| Unione di Centro (Udc) | 1 |
| Liga Veneta | 1 |
| Le civiche per Manildo | 1 |
Padova, Verona, Treviso, Vicenza e Venezia eleggeranno 9 consiglieri ciascuna; Rovigo e Belluno 2 ciascuna. Nessun seggio per Popolari per il Veneto, Democrazia sovrana popolare, Volt Europa, Pace salute lavoro, Noi moderati per Stefani.
Uno sguardo nazionale: la geografia politica non muta
Il voto del 2025 non ha alterato in modo significativo gli equilibri nazionali. Veneto, Marche e Calabria restano in mano al centrodestra, mentre Toscana, Campania e Puglia al centrosinistra. Complessivamente, le regioni italiane governate dal centrodestra salgono a 13, confermando la coalizione di governo a trazione leghista e FdI come la principale forza regionale del Paese.
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