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Concilio di Nicea: parla ai cristiani di oggi, una bussola verso l’unità

3 minuti di lettura

«Il Concilio di Nicea non è solo un evento del passato, ma una bussola che deve continuare a guidarci verso la piena unità visibile dei cristiani». Ha detto Papa Leone XIV, ieri mattina sabato 7 giugno, in un passaggio del discorso che ha pronunciato in Sala Clementina ricevendo in udienza i partecipanti al simposio “Nicea e la chiesa del terzo millennio: verso l’unità cattolica-ortodossa”, che si è svolto presso l’Università Pontificia San Tommaso d’Aquino dal 4 la 7 giugno. «Il Primo Concilio Ecumenico è fondamentale per il cammino comune che cattolici e ortodossi hanno intrapreso insieme dal Secondo Concilio Vaticano. Per le Chiese orientali, che commemorano la sua celebrazione nel loro calendario liturgico, il Concilio di Nicea non è semplicemente un Concilio tra gli altri o il primo di una serie, ma il Concilio per eccellenza, che ha promulgato la norma della fede cristiana, la confessione di fede dei “318 Padri”».

Nei mesi di maggio e giugno dell’anno 325 d.C. (quest’anno si celebrano i 1700° anni dall’avvenimento) l’imperatore Costantino I convocò a Nicea (antica città della Turchia, oggi chiamata Izinik, situata a circa 130 km a sud-est di Istanbul). Al Concilio vi presero parte circa 318 vescovi. In quella sede furono affrontate innanzitutto questioni dottrinali, come riportato nella “Dichiarazione dei 318 Padri”, e più precisamente il Credo, conosciuto anche come “simbolo niceno”, che professa Gesù Cristo come Figlio di Dio.

«I tre temi del vostro Simposio sono particolarmente rilevanti per il nostro cammino ecumenico» ha proseguito il Papa. «Innanzitutto, la fede di Nicea. Come ha osservato la Commissione Teologica Internazionale nel suo recente Documento per il 1700° anniversario di Nicea, l’anno 2025 rappresenta “un’occasione inestimabile per sottolineare che ciò che abbiamo in comune è molto più forte, quantitativamente e qualitativamente, di ciò che ci divide: tutti insieme, noi crediamo nel Dio trinitario, nel Cristo vero uomo e vero Dio, nella salvezza in Gesù Cristo, secondo le Scritture lette nella Chiesa e sotto la mozione dello Spirito Santo. Insieme, noi crediamo la Chiesa, il battesimo, la risurrezione dei morti e la vita eterna”. Sono convinto che ritornando al Concilio di Nicea e attingendo insieme a questa sorgente comune, saremo in grado di vedere in una luce diversa i punti che ancora ci separano. Attraverso il dialogo teologico e con l’aiuto di Dio, otterremo una migliore comprensione del mistero che ci unisce. Celebrando insieme questa fede nicena e proclamandola insieme, avanzeremo anche verso il ripristino della piena comunione tra noi».

Poi il secondo tema del Simposio, quello della sinodalità. «Il Concilio di Nicea ha inaugurato un cammino sinodale per la Chiesa da seguire nella gestione delle questioni teologiche e canoniche a livello universale. Il contributo dei delegati fraterni delle Chiese e delle comunità ecclesiali dell’Oriente e dell’Occidente al recente Sinodo sulla sinodalità, tenutosi qui in Vaticano, è stato uno stimolo prezioso per una maggiore riflessione sulla natura e sulla pratica della sinodalità».

Il Documento finale del Sinodo ha evidenziato che «il dialogo ecumenico è fondamentale per sviluppare la comprensione della sinodalità e dell’unità della Chiesa» e ha incoraggiato lo sviluppo di «pratiche sinodali ecumeniche, fino a forme di consultazione e discernimento su questioni di interesse condiviso e urgente» (Per una Chiesa Sinodale: Comunione, Partecipazione, Missione, 138).

Leone XIV ha poi aggiunto «spero che la preparazione e la commemorazione congiunta del 1700° anniversario del Concilio di Nicea saranno un’occasione provvidenziale «per approfondire e confessare insieme la fede cristologica e per mettere in pratica forme di sinodalità tra i Cristiani di tutte le tradizioni».

Infine, il terzo tema del Simposio è stato quello della Pasqua. «Come sappiamo, uno degli obiettivi del Concilio di Nicea era quello di stabilire una data comune per Pasqua al fine di esprimere l’unità della Chiesa. Purtroppo, le differenze nei rispettivi calendari non permettono più ai cristiani di celebrare insieme la festa più importante dell’anno liturgico». Il Papa ha riaffermato la disponibilità della Chiesa Cattolica alla ricerca di una soluzione ecumenica che favorisca una celebrazione comune della resurrezione del Signore».

Foto: Papa Leone XIV, Udienza ai partecipanti al simposio sul Concilio di Nicea (copyright Vatican Media)

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