Oggi nel giorno dedicato ai defunti il termine commemorare assume una veste di fede e di imperitura speranza
Il significato preme per sottolineare la preghiera per le anime di tutti coloro che, non solo ci hanno lasciati, ma anche preceduti nel segno della fede.
Quindi, non solo preceduto, bensì vissuto con noi vita, emozioni, storia, e ora mancano tanto. Per quello che sono stati e per quello che avremmo dovuto e potuto fare insieme, lasciando un vuoto che proprio in questo giorni si palesa sempre più forte, malinconico e denso di tristezza.
Quello stato d’animo che dipinge le giornate di grigio lasciandoti attonito, incapace di guardare oltre, anche se in fondo senti che la “forza della tristezza” sembra un grande paradosso ma esiste, malcelata nell’anima e capace di dissuadere ulteriori strascichi emotivi. Commemorare che arriva dal latino cum memorare, ossia ricordare insieme. Ricordare per non dimenticare mai ed elevare a luoghi di memoria coloro che abbiamo conosciuto in beltà.

Un giorno che ne vale mille, non solo per l’alta simbologia, ma vieppiù per l’enorme autorevolezza e solennità che allontana la solitudine che a volte si insinua in ognuno di noi e sembra voler farci vivere singolarmente il dolore, sentimento odierno invece condiviso e quindi non solo metaforicamente frammentato. Quasi a comporre un puzzle di milioni di pezzi, ognuno con la sua personalissima storia.
Ed ecco che la tradizione, che ogni anno riveste il 2 novembre risuona come un messaggio di speranza che infrange ogni tipo di dolore personale, commemorando e ricordando chi non è più tra di noi, ma che vogliamo pensare intento a proteggerci.
Photo Credit by Pixabay
Zero Biscuit di Mauro Lama
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