Marco Rizzo è un politico italiano di lungo corso, noto per la sua rigorosa adesione ai principi del marxismo-leninismo. La sua candidatura a Presidente della Regione Veneto si inserisce in un percorso politico che lo vede attualmente coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare (DSP), dopo essere stato per anni il segretario generale del Partito Comunista
VENETO. La sua carriera politica inizia nel 1981 a Torino, con l’iscrizione al Partito Comunista Italiano (PCI). Fin dalle prime esperienze, pur militando nel partito, Rizzo si è distinto per le sue riserve verso quelli che considerava i “cedimenti ideologici” della linea del PCI. Questa fedeltà al marxismo ortodosso lo ha portato ad aderire e a diventare un esponente di spicco dell’area guidata da Armando Cossutta. Dopo lo scioglimento del PCI, ha contribuito alla fondazione di Rifondazione Comunista (PRC), dove è stato il primo coordinatore nazionale dei Giovani Comunisti.
La scissione e le cariche istituzionali
Il 1998 segna un momento cruciale: in disaccordo con la linea di Fausto Bertinotti sul ritiro del sostegno al Governo Prodi I, Rizzo partecipa alla scissione del PRC e alla fondazione del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), assumendo la carica di coordinatore della segreteria nazionale. Contemporaneamente, ha ricoperto incarichi elettivi di rilievo: è stato Deputato alla Camera per un decennio, dal 1994 al 2004, e successivamente Deputato del Parlamento Europeo dal 2004 al 2009. Durante il Governo D’Alema I, pur non ritirando la fiducia, espresse un’opposizione netta all’intervento militare italiano nella Guerra del Kosovo, in linea con le sue posizioni anti-NATO.
Dal Partito Comunista a Democrazia Sovrana Popolare (DSP)
Nel 2009, Rizzo ha fondato il movimento “Comunisti Sinistra Popolare”, che in seguito si è trasformato nel Partito Comunista (PC), mantenendo la carica di segretario generale fino al 2023. Oggi, la sua attività si concentra su Democrazia Sovrana Popolare (DSP). La piattaforma di DSP è chiaramente orientata alla difesa della sovranità nazionale, con una critica radicale alle istituzioni sovranazionali come l’Unione Europea e la NATO, accusate di imporre politiche economiche e militari dannose.
La candidatura in Veneto e i temi locali
La sua candidatura a Presidente della Regione Veneto con DSP è presentata come un’alternativa radicale, lontana dagli schieramenti tradizionali. Rizzo sottolinea come la regione sia stanca di una destra e una sinistra percepite come inefficaci, concentrando la sua campagna su problemi concreti. Tra i temi principali ci sono la denuncia del peggioramento dei servizi sanitari e la lotta contro lo spopolamento delle zone montane, due argomenti che lo hanno visto affiancato anche dallo scrittore e alpinista Mauro Corona. La sua presenza sulla scheda elettorale è stata facilitata dalla collaborazione con la “componente politica” Comuni del Veneto per l’Autonomia, aggirando l’ostacolo della raccolta firme. Il suo slogan, “Faremo quello che diciamo“, intende sottolineare la serietà e l’impegno a tradurre le promesse in azioni concrete.
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