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Autista Actv aggredito a Venezia, la Fit Cisl chiede maggiore sicurezza

1 minuti di lettura

Venerdì sera un autista Actv è stato aggredito a Venezia da due persone a cui aveva impedito di salire a bordo. La Fit Cisl chiede maggiore sicurezza per i lavoratori del trasporto pubblico.

VENEZIA. Venerdì 18 ottobre, intorno alle 20.10, un autista Actv in servizio sulla linea 5 diretta all’aeroporto Marco Polo di Venezia è stato aggredito in piazzale Roma da due persone a cui aveva impedito di salire a bordo. L’autista se la caverà con 10 giorni di prognosi.

L’episodio ha riacceso i riflettori sulla sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico, una problematica già sollevata in passato dalla Fit Cisl, sindacato di categoria. Guido Scarpa, coordinatore Rsu Actv Fit Cisl, ha espresso solidarietà all’autista aggredito e ha chiesto interventi concreti per tutelare il personale.

“A lui esprimiamo tutta la nostra solidarietà, rendendoci pronti ad assisterlo qualora richiedesse il nostro aiuto”, ha dichiarato Scarpa. “Più volte abbiamo segnalato e chiesto alla Direzione Actv e alle istituzioni competenti d’intervenire per evitare e reprimere tale fenomeno, che diversamente dal passato sta assumendo un carattere di continuità”.

Scarpa ha ricordato che il problema della sicurezza è stato al centro di un tavolo ministeriale con le organizzazioni sindacali nazionali degli autoferrotranvieri lo scorso 5 settembre. Obiettivo dell’incontro era l’applicazione del protocollo nazionale di sicurezza dell’1 aprile 2022, che prevede azioni concrete a livello territoriale per prevenire e contrastare le aggressioni al personale del trasporto pubblico.

“Ricordiamo che una delle motivazioni per cui è sempre più difficile trovare personale che si presti a svolgere il mestiere del tranviere è la paura delle aggressioni”, ha sottolineato Scarpa. “Infatti uno dei temi per cui è stato proclamato lo sciopero di 24 ore senza garanzia delle fasce dei servizi minimi il prossimo venerdì 8 novembre, oltre che per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori degli autoferrotranvieri internavigatori, è il contrasto alle aggressioni”.

La Fit Cisl chiede quindi interventi immediati per garantire la sicurezza dei lavoratori, tra cui la fornitura di bodycam, corsi di autodifesa, strumenti di comunicazione diretta con le forze dell’ordine, cabine di guida blindate e un maggior impiego di personale ispettivo e di controllo aziendale nei capolinea più critici. Il sindacato chiede inoltre all’azienda di tutelare legalmente il personale, costituendosi parte civile nei casi di aggressione.

“Questi alcuni esempi ricordando che la sicurezza del personale è la sicurezza dei passeggeri e che non può passare per una questione di costi”, ha concluso Scarpa.

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