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Arrivederci al prossimo Vinitaly

VERONA – “Un bere equilibrato è un bere che fa bene” sono le conclusioni degli esperti sul tema degli effetti del vino sulla salute.

Si conclude oggi il Vinitaly, la prima fiera internazionale del vino e dei distillati, da quasi 60 anni sinonimo di vino, e della sua filiera, a livello globale. Un’edizione ricca di primati e successi che finalmente segna l’uscita dalla pandemia. Sono stati 4 giorni dedicati allo sviluppo delle relazioni tra produttori, buyer e stakeholder per condividere esperienze e competenze. ​

Vinitaly nasce in Italia, a Verona, ma la sua è una vocazione internazionale. Nel 1967, precisamente il 22 e il 23 settembre, si svolsero nel palazzo della Gran Guardia di Verona, le Giornate del Vino Italiano, trasformate poi nell’atto di nascita ufficiale di Vinitaly. Nella  terza edizione, 1969,  accanto all’attività convegnistica, il Vinitaly dà  spazio a 130 case vinicole che espongono i loro prodotti.

Nel 1971 la manifestazione diventa Vinitaly – Salone delle Attività Vitivinicole, una vera e propria rassegna mercantile. Organizzata da Agriturist e guidata da Mario Soldati,  si svolge l’asta dei vini pregiati. Al Vinitaly si affianca anche una sezione merceologica dedicata a macchine, attrezzature e prodotti per l’enologia e la prima edizione della Mostra Catalogo di Vini DOC.

Nel 2016 il Vinitaly festeggia i suoi primi 50 anni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella inaugura la cinquantesima edizione, per la prima volta nella storia della fiera e quest’anno, per la prima volta è stata visitata da un Presidente del Consiglio donna, Giorgia Meloni.

In questa edizione si è toccato anche il tema degli effetti del vino sulla salute; in una tavola rotonda a Casa Athesis, con i professori Carlo Adami – che oltre a essere un chirurgo di fama internazionale, cura con la moglie Paola e i figli la tenuta di Ca’ Pigneto – Gino Gerosa, Fulvio Mattivi e Fulvio Ursini  si è arrivati alla soluzione che un bere equilibrato è un bere che fa bene.

“Si sapeva già negli anni 60 che l’assunzione di alcol con moderazione ha un effetto protettivo nelle malattie in cui esiste una componente infiammatoria. Lo confermo – spiega Fulvio Ursini – Un’assunzione moderata di alcol è protettiva. Il difficile è definire quella quantità ottimale. Il vino contiene due elementi protettivi: l’etanolo, a cui si somma l’effetto dovuto a tutte le componenti organiche, quelle che la bacca dell’uva produce per proteggere se stessa e che noi trasformiamo con la vinificazione. A proposito dei tumori, dire che l’etanolo causa i tumori, non è scientificamente corretto – dice Ursini.

Prosegue Fulvio Mattivi: “È essenziale una sincronia del consumo: quando mangiamo ad esempio una bistecca, abbiamo in circolo dei composti che possono far male. Se con la bistecca consumiamo in contemporanea del vino, questo ha un effetto benefico. Il vino è una spremuta di frutta fermentata, quindi porta con sé i composti della frutta: è ricco di polifenoli. E l’assunzione contemporanea di questi con la fibra ha effetti benefici.

Due bicchieri di vino rosso, infatti, possono incrementare il contenuto dei polifenoli del 30 per cento. Sono i batteri del nostro intestino che trasformano questi composti, e alcuni composti hanno un effetto protettore del tumore al colon, dicono gli asperti. Gino Gerosa, con all’attivo un’ampia casistica di trapianti di cuore, spiega gli effetti del vino sul sistema cardiovascolare: “Chi beve vino ha possibilità di infarti inferiore del 30 per cento”.

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