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È un libro-indagine, quello realizzato del giornalista Gianni Favero, che per primo ripercorre i fatti che videro la morte di 49 persone nello schianto di un Antonov in partenza dall’aeroporto di Verona. Tra questi anche 5 trevigiani:

Antonio CAGNETTA, 36 anni, commerciante di Arcade,
Franco CAMMELLI, 42 anni, commerciante di Montebelluna,
Edith DELLA LIBERA, 35 anni, imprenditrice di Vittorio Veneto,
Danilo FURLAN, 49 anni, industriale di Caerano San Marco,
Guido GALEOTTI, 44 anni, commercialista di Treviso.

Era il 13 dicembre 1995. Con la penna del cronista d’agenzia Favero ricostruisce il contesto socio-economico del Nord-Est nella metà degli anni ’90 e fa emergere, intervistando svariati protagonisti direttamente coinvolti nel disastro aereo, le molte facce della vicenda. L’impeccabile ricostruzione del contesto nel quale è maturato uno dei fatti di cronaca più gravi del Nordest, apre poi alla rapida sequenza nella quale imprenditori, familiari, senatori ed imputati raccontano, in modo diretto, le conseguenze di quel tragico evento. Il risultato dell’esposizione delle testimonianze, asetticamente brutale, lascia una totale libertà di valutazione ed interpretazione dei fatti, delle reazioni e delle ragioni degli intervistati. A 24 anni di distanza, Favero riporta alla luce avvenimenti scomodi o sottaciuti ed azioni mai confessate aprendo il libro a molteplici letture.

 

 

“Un pugno nello stomaco. Leggendo le asciutte pagine del libro è riemersa, dopo tutti questi anni, una profonda rabbia. – ha dichiarato Francesco Zerbinati, presidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime del Disastro Aereo di Verona – Ho scoperto aspetti inediti legati al disastro aereo di Verona che non conoscevo. Favero, che aveva seguito professionalmente la vicenda, è stato bravo a far emergere la doppiezza dei rappresentanti delle istituzioni locali e la vanezza delle promesse di chi ha rappresentato lo Stato Italiano. Noi familiari in quasi un quarto di secolo abbiamo letto tanti articoli di giornale che distorcevano la realtà: quella che esce dal libro è, per quanto dura e scomoda, l’unica verità.” Il volume sarà presentato in anteprima il 18 luglio a Cortina d’Ampezzo nell’ambito della manifestazione “Una montagna di libri”.

Una piacevole chiacchierata tra i vigneti della Valpolicella con Marco Benedetti e i suoi vini, una gradevole scoperta del Vinitaly 2019

 

Marco Benedetti, classe 1988, è un ragazzo tenace e volenteroso. Conosce questi territori come le sue tasche. Suo nonno Luigi, per tutti Bieti, nel 1969 compra il terreno dove Marco vive tuttora, con il sogno, un giorno, di produrre il proprio vino.

 

Nel 2009 Marco si diploma e decide di trascorrere l’estate vendemmiando da alcuni parenti che lo assumono per l’anno seguente. Nel 2011 inizia poi a lavorare nella cantina vicino a casa.

Successivamente grazie al corso Sommelier AIS, Marco impara le tecniche di degustazione e di comunicazione, completando così il suo Know How enologico.

 

Il 2013 è l’anno della svolta. Marco prende in affitto gli ettari di vigneto di proprietà di suo zio Elio, portando così i propri possedimenti a 5 ettari totali.

Nasce così DolceVera.

Nei primi tre anni l’azienda sussiste grazie alla vendita di uva, finché nel 2016 inizia la vinificazione dell’intera gamma.

I vini di DolceVera sono i classici rossi della Valpolicella: grandi vini ricchi di gusto, profumo e corpo. 

 

 

 

Caro Marco, la tua è una storia di eccellenza vitivinicola: da dove nasce il nome DolceVera?

Questa è una domanda che mi fanno in molti. Vera è il nome di una suora molto cara a mio padre e che ha funto da guida spirituale in diverse occasioni.

Visto che mio padre ha sempre voluto portare avanti il sogno di mio nonno di produrre vino, ho deciso di omaggiarlo così per l’aiuto che mi ha dato.

 

Com’è stata la vendemmia 2018?

Il 2018 è stata un’annata difficile. Malgrado questo, è stata molto abbondante e con una concentrazione zuccherina elevata, e questo ci fa ben sperare.

Solo il tempo ora potrà rivelarci che tipo di vino sarà.  

 

Come si pone l’azienda verso la questione del biologico e dei trattamenti in agricoltura?

La tendenza è quella di abbracciare sempre più una filosofia green e l’azienda opera in questa direzione.

Nel mondo del vino convertirsi al biologico non è difficile, ma va posta attenzione a quali prodotti “alternativi” mettere sulla pianta, che va nutrita e difesa.

Ciò non significa evitare i trattamenti, ma farne solo quelli strettamente necessario in virtù delle necessità della vite, soprattutto in via preventiva e meno invasiva, contro le infestazioni da parassiti.

Data la delicatezza della pianta, nelle stagioni particolarmente piovose l’agricoltura biologica prevede circa il doppio dei trattamenti rispetto a quella tradizionale.

DolceVera opera partendo dal concetto delle 3 R: riduci, risparmia e rispetta.

 

Quali sono i tuoi mercati esteri di riferimento e su quali ti stai indirizzando?

Quest’anno ho partecipato per la prima volta a Vinitaly. Questa esperienza è stata incredibile per me. Ho avuto modo di conoscere un sacco di colleghi e addetti del settore molto interessati alla mia storia.

Nel futuro vorrei aumentare la quota di mercato negli Stati Uniti e consolidare quella crescente in Polonia.

 

Quante bottiglie riesci a produrre oggi? 

Oggi l’azienda produce circa 10.000 bottiglie all’anno. L’obiettivo da qui ai prossimi 5 anni è quello di raddoppiare e arrivare a 20.000.

La possibilità massima del terreno è di circa 50.000 bottiglie all’anno e DolceVera desidera arrivarci in massimo 10 anni.

 

C’è un vino della tua cantina al quale sei più legato o un’annata in particolare?

Beh in realtà sono molto legato a tutti i miei vini e metto la stessa passione in ognuno. Per quanto riguarda le annate, non abbiamo ancora una produzione così profonda per poterti rispondere.

Il mio vino preferito è sicuramente il Valpolicella Ripasso, esprime a pieno le peculiarità della nostra terra e si fa bere sempre, anche se ha struttura e corpo importanti.

 

Si possono effettuare visite in cantina?

Certamente, durante il periodo estivo, grazie alla collaborazione di una agenzia viaggi, organizzo visite per turisti (sopratutto americani) in mezzo ai vigneti, facendo loro provare l’arte della potatura e del raccolto.

Aspettiamo anche voi, con molto piacere!

 

Il Giro d’Italia di ciclismo sta per entrare in Veneto. Accadrà domani giovedì 30 maggio, con l’arrivo della diciottesima tappa, la Valdaora-Santa Maria di Sala di 222 chilometri. Il 31 maggio sarà la volta della Treviso-S.Martino di Castrozza. Il 1° e il 2 giugno, tappe tutte venete: le ultime montagne con la Feltre-Croce d’Aune Monte Avena il 1° e la crono finale Verona-Verona di 17 chilometri il giorno successivo, che assegnerà la vittoria finale.

 

Com’è tradizione, il Presidente della Regione del Veneto sarà presente a tutti gli appuntamenti in terra veneta, con il seguente programma:

• giovedì 30 maggio, ore 17.00, all’arrivo di tappa a Santa Maria di Sala (Venezia) in via Cavin di Sala.

• venerdì 31 maggio, ore 12.55, darà il via, a Treviso, alla tappa Treviso-S. Martino di Castrozza. A seguire, alle 13.30, Zaia interverrà all’inaugurazione della “Bottega di Pinarello” in Strada Ovest a Fontane di Villorba, area dove si terrà anche la partenza della tappa.

• sabato 1° giugno, il Governatore sarà alla partenza (ore 11) da Feltre della Feltre- Croce d’Aune Monte Avena e, all’arrivo, premierà poi il vincitore di tappa.

• domenica 2 giugno, il gran finale a Verona. Zaia, alle 40 circa, darà il via al primo corridore che, trattandosi di una crono, sarà l’ultimo della classifica generale, per poi seguire l’intero svolgimento di tappa ed essere in Arena per le cerimonie di premiazione.

Il dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile ha disposto una serie di conferimenti e avvicendamenti dei dirigenti con decorrenza 27 maggio.

 

 

Venezia: L’ing. Giovanni Di Iorio dirigente superiore è stato nominato nuovo comandante dei Vigili del fuoco di Venezia. Di Iorio è attualmente in servizio a Roma, presso la Direzione centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica ed è responsabile dell’ufficio coordinamento e vicario del direttore centrale.

 

Precedentemente comandante dei Vigili del fuoco di Ancona, vicario della Direzione centrale per l’emergenza e soccorso tecnico, responsabile dell’ufficio informatico presso la Direzione risorse logistico strumentali, comandante dei pompieri di Rimini, Ravenna, Foggia, Asti, Piacenza. L’ing. Ennio Aquilino, attuale comandante di Venezia, con decorrenza 6 maggio assumerà il comando dei Vigili del fuoco di Napoli con contestuale reggenza del comando lagunare fino al 26 maggio.

 

 

 

Verona: L’ing. Nicola Micele dirigente superiore è il nuovo comandante dei vigili del fuoco della città scaligera.

 

Micele lascia l’incarico di comandate di Treviso dopo cinque anni passati nella città della Marca, precedentemente era stato responsabile dell’ufficio comunicazione del Dipartimento dei Vigili del fuoco, oltre un incarico in posizione di staff come dirigente presso gli uffici di diretta collaborazione con il capo dipartimento.

 

 

 

Direzione Interregionale dei vigili del fuoco del Veneto e Trentino Alto Adige di Padova: L’ing. Enrico Porrovecchio dirigente superiore assumerà l’incarico di responsabile per il soccorso pubblico colonna mobile regionale e antincendio boschivo.

Porrovecchio è l’attuale comandante dei vigili del fuoco di Mantova, precedentemente responsabile dei comandi di Rovigo, Vicenza e Lodi.

 

L’ing. Paolo Maurizi, attuale responsabile dell’ufficio soccorso pubblico colonna mobile regionale e antincendio boschivo, trasferito a Roma presso la Direzione centrale per il soccorso tecnico, assumerà l’incarico di responsabile dell’ufficio di coordinamento del servizio aereo e del soccorso aeroportuale.

 

 

 

Treviso: L’ing. Giuseppe Lomoro primo dirigente è il nuovo comandante designato di Treviso.

 

Attualmente comandante di Ravenna, precedentemente responsabile dei Vigili del fuoco di Parma, Vicenza, Rovigo e Belluno.

 

 

 

Sono oltre 160 gli interventi dei Vigili del fuoco effettuati nella notte di sabato per il maltempo che ha interessato gran parte delle province del Veneto.

 

 

Verona: particolarmente interessata la zona di Peschiera del Garda, dove intorno alle 23 di sabato sera si è verificata una forte grandinata di oltre 10 cm, che ha provocato successivamente una serie di allagamenti in tutta la zona. Oltre a Peschiera interessati i comuni di Garda Bardolino e Lazise. Il forte vento ha provocato questa mattina la caduta di cipressi alti oltre venti metri lungo la gardesana, che è rimasta bloccata fino all’intervento delle squadre dei Vigili del fuoco. I pompieri sono anche intervenuti nella notte per soccorrere degli automobilisti rimasti bloccati con le auto in una importante pozzanghera formatasi lungo la Transpolesana SS 434 nel territorio di San Giovanni Lupatoto. A scopo precauzionale gli accessi in direzione sud sono stati bloccati dalle forze dell’ordine. Interventi anche a Costermano, Verona, Colognola ai Colli e Lavagno.

 

 

Venezia: 23 interventi dei Vigili del fuoco impegnati per prosciugamenti e taglio d’alberi, rimozione cornicioni e manufatti pericolanti. Interessati i comuni di Venezia, Spinea, Chioggia, Jesolo, San Donà, San Stino e Scorzè.

 

 

Treviso: 19 interventi dei Vigili del fuoco per taglio alberi, piccoli dissesti statici e rimozione ostacoli nei comuni di Asolo, Castelfranco, Motta di Livenza, Treviso, San Biagio di Callalta, Monastier, Loria, Cison Valmarino, Villorba, Oderzo, Maserada e Resana.

 

 

Vicenza: 25 interventi per danni d’acqua in genere, piante pericolanti nei comuni di Malo, Schio, Arzignano, Asiago, Arcugnano, Thiene, Roana, Santorso, Cogollo Vicenza, Valli del Pasubio.

 

 

Padova: 15 interventi per rimozione ostacoli e piante pericolanti nei comuni di Cadoneghe, Cinto Euganeo, Sant’Elena, Camposampiero, Albignasego ed Este.

 

 

Belluno: 14 interventi. I Vigili del fuoco hanno operato per la rimozioni di ostacoli alla circolazione e alberi pericolanti a Cesiomaggiore, Santo Stefano di Cadore, Ponte nelle Alpi, Vas, Quero, Vigo di Cadore, Limana, Feltre e Belluno.

 

 

Rovigo: 8 operazioni dei Vigili del fuoco, soprattutto per alberi pericolanti nei comuni di Canaro, Rovigo, Fratta Polesine e Polesella.

 

 

 

 

 

 

L’agenzia per il lavoro Etjca, ricerca 10 addetti al check-in per l’aeroporto di Villafranca di Verona. La selezione sarà preceduta da un corso di formazione gratuito pre-assuntivo e relativo alla mansione che avrà la durata di 100 ore.

 

I candidati che supereranno l’esame finale con un buon punteggio, avranno la possibilità di essere assunti per il periodo estivo all’interno dello scalo di Villafranca di Verona. Indispensabile diploma di Scuola Superiore o laurea preferibilmente in lingue, ottima conoscenza della lingua inglese e disponibilità a lavorare part-time su turni di 24 ore.

Tutte le posizioni aperte sono consultabili sul sito alla sezione “offerte di lavoro”.

  

Su ETJCA

ETJCA è un’agenzia per il lavoro, interamente italiana e indipendente, che offre servizi all’avanguardia per le aziende e le persone; è dotata della certificazione SA8000:2014 e del “QUALITY MANAGEMENT SYSTEM CERTIFICATE” UNI EN ISO 9001:2015.

 

Fondata nel 1999, ha ampliato la sua presenza sul territorio nazionale grazie a una costante crescita; arrivando oggi a più di 65 filiali in tutta Italia. Somministrazione del lavoro, staff leasing, apprendistato professionalizzante, ricerca e selezione del personale, politiche attive del lavoro, attivazione di tirocini extracurricolari, formazione, collocamento mirato, outsourcing, gestione del welfare aziendale e delle risorse umane nell’ambito del settore pubblico sono i principali servizi quotidianamente messi a disposizione di aziende, clienti e persone in cerca di lavoro.

 

ETJCA è l’unica agenzia per il lavoro italiana ad aver stretto un accordo di collaborazione con la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro e la Fondazione Consulenti per il lavoro: tale esclusiva consente a questa categoria di professionisti di mettere a disposizione dei propri clienti un’offerta di servizi completa, integrandola con la somministrazione di lavoro a tempo determinato e indeterminato.

A detta degli organizzatori, è stata un’ottima annata per Vinitaly 2019, che ieri ha dato l’arrivederci al prossimo anno.

 

Nel corso dei quattro giorni della 53esima edizione allestita a Veronafiere, sono stati registrati 125.000 visitatori, provenienti da 145 diverse Nazioni.

 

4.600 le aziende espositrici provenienti da tutto il territorio nazionale e da oltre 30 Paesi nel mondo. Anche i buyer stranieri sono aumentati, arrivando a sfiorare le 30.000 presenze. Una conferma di come Vinitaly sia sempre più un punto di riferimento internazionale per i player del settore vinicolo.

 

Grande trend di questa edizione è stato l’aumento delle etichette di vino biologico: circa 3.300 sulle 18.000 presenti. In quest’ottica è stato dedicato loro un intero padiglione, l’Organic Hall, sede di tutte le aziende che producono vino secondo la normativa europea sulla coltivazione biologica.

 

Quest’anno Veronafiere ha lanciato anche la piattaforma Wine To Asia, al fine di collegare sempre più i produttori italiani col mercato orientale, in continua crescita. La città scelta è Shenzhen, che gode del più alto tasso di crescita della Cina e dove è presente il 30% degli importatori di vino, secondo quanto comunicato dal direttore di Veronafiere Giovanni Mantovani.

 

La domanda globale di vino dell’Asia Orientale è stimata in circa 6,45 miliardi di euro di import ed è prossima a raggiungere le cifre del Nord America.

 

Nella corsa al vino, l’Asia Orientale è cresciuta in dieci anni del 227%: undici volte in più rispetto ai mercati Ue e quasi il quadruplo sull’area geoeconomica nordamericana.

 

Anche WTN – digital partner ha partecipato all’evento, dove ha incontrato molti giovani che si sono appassionati a questo settore e hanno iniziato a produrre vino per amore. Come il caso di Vino della Rosa e Dolcevera: due aziende molto lontane geograficamente, ma legate da un denominatore comune, ovvero la passione di due giovani ragazzi under 30.

 

Come ha dichiarato la founder Paola Zuliani, “le opportunità per il futuro sono molte, bisogna solo saperle cogliere. Grazie ai giovani, ma non solo, l’e-commerce è sempre più in crescita nel settore vinicolo. Inoltre, investire nell’e-commerce può rendere più accessibile e vicina la Cina, un mercato sempre più interessato al vino. Vinitaly torna nel 2020 e noi siamo qui ad aspettare la prossima edizione, convinti che sarà ancora più straordinaria”.

 

 

Alessio Tonin

Dopo la tappa invernale di Addis Abeba, la mostra “La bellezza rivelataUn viaggio nella terra d’Etiopia sulle orme degli antichi esploratori” torna in Italia per una nuova edizione. Sarà infatti Verona a ospitare la quarta esposizione in programma, che verrà inaugurata sabato 23 marzo (ore 16.30), presso il Museo di Storia Naturale, alla presenza del sindaco Federico Sboarina, di altre autorità veronesi e dell’ambasciatore etiopico in Roma Zenebu Tadese Woldetsadik.

 

La mostra, che resterà aperta dal 24 marzo al 30 giugno 2019, presenta la ricchezza culturale e paesaggistica dell’Etiopia, da sempre terra bramata da viaggiatori europei.

 

Come nelle precedenti edizioni, la mostra intende condurre il visitatore sulle tracce dei numerosi esploratori che nei secoli scorsi hanno attraversato in lungo e in largo le terre etiopi, contribuendo così alla conoscenza universale del loro popolo.

 

 

    

 

 

Con un focus particolare agli ambienti naturali e alle culture di questo Paese, la straordinarietà delle splendide immagini e dei preziosi documenti e oggetti in esposizione consentirà ai visitatori di apprezzare nel profondo i tesori di queste genti del Corno d’Africa.

 

 

 

Le loro particolarità saranno evocate anche dagli oggetti della collezione etnografica e zoologica del Museo di Storia Naturale di Verona, a cui faranno da contorno i suggestivi scatti e video realizzati dagli appassionati fotografi Carlo e Marcella Franchini.

 

 

 

 

“Etiopia. La bellezza rivelata. Sulle orme degli antichi esploratori” è una mostra organizzata da Carlo e Marcella Franchini (Caluma) e dal Museo di Storia Naturale di Verona, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e con il patrocinio di: Ambasciata d’Etiopia in Roma, Società Geografica Italiana, Istituto Italiano di Cultura Addis Abeba. Ancora una volta, Grenland Travel Agency – Emerald Resort Addis Ababa è sponsor ed Ethiopian Airlines è official carrier.

WTN – digital partner ha curato parte della comunicazione dei cicli di eventi svoltosi nel corso degli anni, in qualità di partner digitale.

 

 

Una collaborazione vincente, che risveglia e riconferma l’interesse verso questa antica terra, così ricca di cultura, fascino e contrasti.

 

 

INFORMAZIONI UTILI

Date della mostra: 24 marzo – 30 giugno 2019

Sede espositiva della mostra: Museo di Storia Naturale di Verona (Lungadige Porta Vittoria, 9)
Telefono: 045.8079400

 

 

     

 

 

Giovedì sera alcuni soci del Roma Club Treviso sono stati ricevuti a Verona, nell’albergo che ha ospitato i giocatori della Roma, in vista dell’incontro di calcio di venerdì sera con il Chievo Verona.
I ragazzi, accompagnati dal loro Presidente, sono stati ricevuti dai dirigenti della Società e hanno potuto incontrare non solo tutti i giocatori, ma l’allenatore Di Francesco e Francesco Totti. Il Club ha portato all’incontro anche una vecchia gloria della squadra giallorossa, il brasiliano Dino Da Costa, che vive a Verona.
La serata si è così conclusa tra autografi, selfie e chiacchiere!

“Ci sono malattie contro le quali non si finisce mai di combattere. Tumori e celiachia sono tra queste e, pur se con caratteristiche molto diverse, condizionano pesantemente la salute e la vita dei malati. Che nello stesso giorno due università venete annuncino di aver fatto importanti passi avanti è motivo di grande orgoglio”.

 

Lo dice il Presidente della Regione, Luca Zaia, alla luce delle notizie che provengono dagli Atenei di Padova e Verona in materia di ricerca scientifica nella lotta al tumore e alla celiachia.

 

A Padova, un team di ricercatori universitari, guidato dal Dott. Giorgio Cozza del Dipartimento di Medicina Molecolare,  ha scoperto una molecola chimica, l’Ivacaftor, in grado di prevenire e problemi intestinali provocati dalla celiachia. Nel frattempo, a Verona, un team dell’università scaligera, coordinato dall’immunologo Vincenzo Bronte, docente del dipartimento di Medicina, identificava una molecola che ostacola l’efficacia delle terapie per la cura dei tumori e lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, può aprire nuove frontiere nella lotta al cancro.

 

“Con queste nuove scoperte – dice Zaia – le Università di Padova e Verona confermano di essere entrambe proiettate nella sanità del terzo millennio, e di costituire grandi punti di riferimento per la medicina non solo veneta, ma nazionale e internazionale. A questi bravi ricercatori – conclude il Governatore – esprimo il mio personale ringraziamento ma, prima di tutto, quello dei tanti malati che, ce lo auguriamo tutti, potranno ricevere nuove cure e benefici dal loro difficile lavoro”.

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