Dal confronto tra ministero, regioni e province emerge la necessità di superare le divisioni e accelerare le politiche ambientali
VENEZIA – Si è tenuto nella giornata di venerdì 19 settembre il IV Summit “Aria Pulita per il Veneto”, promosso da Legambiente in collaborazione con Regione Veneto e ARPAV. Un appuntamento cruciale per fare il punto sulle politiche ambientali e sulle sfide legate alla qualità dell’aria, con il coinvolgimento di ministero, enti locali, province e associazioni di categoria.
La giornata si è aperta con una fotografia aggiornata dello stato dell’aria in Veneto, presentata da ARPAV: la situazione è stabile ma critica. Con l’entrata in vigore della Direttiva europea 2024/2881, prevista per dicembre 2026, il Veneto rischia infrazioni su PM2.5, NO2 e benzo(a)pirene, quest’ultimo legato alla combustione della legna e classificato come probabile cancerogeno. Il rischio di sanzioni europee è concreto, e richiede interventi tempestivi.
Il Ministero dell’Ambiente ha illustrato il Piano nazionale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria, che prevede investimenti per 1,8 miliardi entro il 2030. Il piano coinvolge settori chiave come agricoltura, mobilità, energia e riscaldamento civile, e punta anche sulla comunicazione, considerata strategica per sensibilizzare la cittadinanza. La Regione Veneto, per voce del Direttore Paolo Giandon, ha chiesto risorse aggiuntive e un tavolo permanente Stato-Regioni, sottolineando la necessità di un approccio proporzionale che tenga conto delle specificità territoriali.
Durante il summit sono stati presentati i risultati del questionario “Aria pulita” rivolto ai comuni veneti sopra i 30mila abitanti. Tra i dati emersi: ritardi nella diffusione delle colonnine elettriche, calo degli incentivi per la mobilità sostenibile e scarsa consapevolezza tra i giovani sui rischi dello smog. Solo il 5% degli studenti intervistati è consapevole dei danni alla salute causati dall’inquinamento atmosferico.
Le province hanno evidenziato difficoltà nell’attuazione delle delibere regionali e nella partecipazione ai tavoli tecnici zonali. Le associazioni di categoria – Confcommercio, CNA, Coldiretti – hanno discusso il ruolo delle attività produttive nella transizione ecologica, mentre i rappresentanti istituzionali hanno ribadito la necessità di un impegno multilivello.
A chiudere i lavori, l’intervento del presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro: “La qualità dell’aria migliora, ma troppo lentamente. Serve una svolta decisa, un impegno collettivo e strutturale. Basta rimpalli di responsabilità: la salute e il clima non possono aspettare. La mobilità sostenibile, il riscaldamento domestico e l’agricoltura devono essere al centro di una strategia condivisa e concreta.”
Il summit ha confermato l’urgenza di un cambio di passo: non bastano misure emergenziali o deroghe temporanee. Per garantire un’aria davvero pulita serve una visione comune, investimenti mirati e una cittadinanza informata e coinvolta.
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