News

Agricoltura, accordo Cia e Crea per avvicinare più giovani alla ricerca

3 minuti di lettura

Cia-Agricoltori Italiani, Agia-Cia, Associazione Agricoltura è Vita-Cia e Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, nei giorni scorsi hanno annunciato l’accordo che mette a fattor comune know-how e competenze, formazione, ricerca e sperimentazione in campo. Primo step, la road map che permetterà ai 41mila giovani imprenditori agricoli di Agia-Cia di accedere ai 72 Centri del Crea in 19 regioni d’Italia. Iniziativa già al via in Emilia-Romagna, Marche e Sicilia.

Il protocollo d’intesa è stato presentato giovedì 10 novembre a Eima, con l’evento dal titolo “Agricoltori e ricerca pubblica, un’alleanza per il futuro” a cura di Agia-Cia e con l’intervento dei rappresentanti di tutti i partner coinvolti nel progetto, nato sulla scia del consolidato rapporto tra Cia e Crea, e che si avvale dell’Associazione Agricoltura è Vita, promossa da Cia per la Ricerca, la Formazione e la Divulgazione, alla regia di tutte le attività.

Al centro, nel dettaglio, una fattiva collaborazione per programmare iniziative comuni e che promuovano l’interazione, a livello territoriale, degli imprenditori agricoli, giovani e donne in particolare, con le strutture di ricerca e i ricercatori del Crea, delle innovazioni prodotte con i bisogni di ricerca, nonché la formazione continua per creare un reale “ecosistema della conoscenza”.

Nell’arco di pochi mesi, da qui a febbraio 2023, gli under 40 di Cia potranno già conoscere più da vicino le strutture del Crea, gli studi e le innovazioni in campo, oltre che partecipare al confronto con tecnici ed esperti.

Obiettivi condivisi nell’accordo, arrivare a realizzare innovazioni utili al sistema agroalimentare, forestale e ambientale; mettere a punto interventi per una migliore qualità, resa e valorizzazione delle produzioni agricole, soprattutto nelle aree rurali del Paese; promuovere il diretto coinvolgimento delle imprese e delle organizzazioni di riferimento per innescare processi di co-progettazione.

Infine, supportare le aziende anche nella gestione e valutazione economica delle scelte operative, di fronte alle innumerevoli sfide in atto.

A supporto, un approccio di sistema che favorisca l’aggregazione tra territori e soggetti delle filiere agroalimentari e rilanci il ruolo della divulgazione scientifica quale tassello imprescindibile per la crescita del comparto in chiave green e digitale.

“Accompagnare e realizzare la transizione verde e digitale dell’agricoltura, vuol dire anche incentivare lo scambio, puntuale e costante, tra mondo della ricerca e imprese del settore. Farlo coinvolgendo i nostri giovani è dirimente -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Siamo, quindi, soddisfatti di essere riusciti a concretizzare, grazie al grande contributo delle nostre associazioni, come Agricoltura è Vita, un progetto che si avvale del grande ruolo del Crea per offrire a giovani imprenditori agricoli di Agia percorsi di conoscenza dell’innovazione organici, con obiettivi definiti e valorizzanti”.

“Il grande interesse e l’immediata proattività, rispetto al progetto, da parte di tanti presidenti regionali di Agia-Cia, sono stati da subito la conferma che c’era un estremo bisogno di interventi concreti e qualificanti – ha commentato il presidente nazionale di Agia-Cia, Enrico Calentini-. L’opportunità offerta dal Crea è innegabile e contiamo di lavorare proficuamente insieme per rendere il settore agricolo sempre più protagonista nei processi di ricerca e sperimentazione”.

“Ricerca, Formazione e divulgazione – è intervenuto il presidente nazionale di AèV-Cia, Stefano Francia – sono e saranno sempre più strategici nei processi di avvicinamento delle imprese alle innovazioni e alle nuove tecnologie. Dobbiamo fare in fretta e bene perché strumenti e soluzioni, forniti da Università e aziende produttrici, non finiscano per essere meramente dei mezzi e, peggio ancora, a vantaggio di pochi. La rivoluzione che deve compiere l’agricoltura, grazie anche ai giovani, deve essere di tutti e per tutti”.

“L’attuale fase di mercato richiede un’accelerazione nella competitività delle imprese agricole. Migliorare la produttività è il nostro impegno principale – ha dichiarato il direttore generale del CREA, Stefano Vaccari – e insieme ad Agia-Cia svilupperemo incontri nelle singole regioni italiane per raggiungere il maggior numero di imprenditori sul territorio e favorire l’innovazione. Molte delle ricerche presentate hanno già applicazioni pratiche, dal simulatore del trattore alla sensoristica in campo e nelle serre, dalle nuove varietà frutto del miglioramento genetico ai modelli predittivi aziendali su malattie e stress idrici. Ricerca e giovani imprenditori agricoli insieme possono veramente dare un contributo chiave per l’economia del Paese”.

Articoli correlati
NewsSpeciale 25 novembre contro la violenza sulle Donne

Per REDimersi

1 minuti di lettura
Una panchina rossa. Credo venga facile, quasi naturale, l’associazione di questo oggetto, divenuto oramai simbolo universale, con il colore del sangue. Un…
AmbienteNewsSlide-mainSostenibilitàThe Agricult

La sfida agroalimentare del mondo

1 minuti di lettura
Il 30% della terra e dell’acqua del pianeta viene consumata dagli allevamenti. L’80% degli antibiotici prodotti dall’industria farmaceutica finisce nella zootecnia. Il…
#instacultAttualitàNewsSlide-mainSport

Fascia protetta?

1 minuti di lettura
One Love. Che nella nostra narrativa odierna non si riferisce al famoso pezzo di Bob Marley ma più precisamente ad una fascia…

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Newletter Il Nuovo Terraglio