È nata come una passione, all’inizio doveva essere solo il mio giardino! Vedendo poi il successo di regalare mazzetti alle amiche con i fiori ricercati che avevo, mio marito mi ha regalato un pezzo di terra in più e ho iniziato questo percorso”.
Giulia descrive così l’inizio della sua attività di coltivatrice nella sua fattoria floreale “Zia Nina” a San Bartolomeo, una frazione di Breda di Piave in provincia di Treviso, nata nel 2020 durante il lockdown.
Nella fattoria di Giulia potete scegliere e raccogliere personalmente i vostri fiori preferiti.
E così Sabrina Salerno ha voluto andar per fiori e provare l’esperienza, ormai relegata ai ricordi dell’infanzia quando si andava in campagna a raccogliere i fiori, e ha personalmente creato il suo mazzo.
“È un posto magico da visitare ma soprattutto è un’esperienza sensoriale completa” perché oltre alla bellezza dei fiori, i profumi, in particolare quello del basilico alla cannella hanno incantato Sabrina, la bellissima cantante, showgirl e attrice, trevigiana d’adozione, che ha visitato Zia Nina, la Flower Farm in provincia di Treviso a conduzione familiare.


“Offriamo ai nostri visitatori un’esperienza di raccolta fiori “antichi” in campo della durata di un’ora, nel periodo di fioritura di tulipani, narcisi, giacinti, allium, iris, girasoli, cosmos, zinnie e dalie, a seconda della stagionalità e con colorazioni particolari, come il salmone o il color cipria.
In particolare, l’allium e la dalia (o dahlia dal nome del botanico svedese Anders Dahl, che riuscì a riprodurre queste piante mediante seme), hanno un fascino retrò.
La dalia era già conosciuta dagli Atzechi che con il suo fusto creavano piccole condutture d’acqua e ne mangiavano il tubero. Il succo delle sue radici è utilizzato nella medicina tradizionale per via dei costituenti naturali, quali fosforo e potassio, che possiede in abbondanza.
Un’altra caratteristica importante della farm di Zia Nina è la sostenibilità.
“Il fiore sostenibile ha una profumazione naturale, non ha un retrogusto di chimico che anche quando non cambi l’acqua non ti rilascia quell’odore particolare molto fastidioso” continua Giulia. “E in questo periodo di grande siccità, abbiamo privilegiato piante che richiedono meno apporto d’acqua. Non usiamo prodotti chimici, in realtà non usiamo niente, nemmeno per la concimazione”.
L’85% dei fiori viene importato dall’estero, con viaggi aerei insostenibili e sono coltivati con prodotti chimici che non sono permessi nel nostro paese.
Avere quindi una coltivazione stagionale, non solo di fiori, ma anche di ortaggi, come ad esempio il cavolo ornamentale, non trattata chimicamente è un esempio di coltura sostenibile, tutta al femminile, fondata da Giulia, coadiuvata da Michela.
Dal prossimo 22 agosto, a ferie concluse, sarà possibile prenotare una visita alla fattoria floreale Zia Nina Flower Farm: www.zianinaflowerfarm.com.
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