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Approcci innovativi per la salvaguardia di fiumi, laghi e mari: cento ricercatori al congresso AIOL

2 minuti di lettura

L’Associazione Italiana di Oceanologia e Limnologia, fondata il 27 giugno 1972, ha scelto il Trentino e la Fondazione Edmund Mach come sede per il 26° congresso e per celebrare i suoi primi cinquant’anni.

Patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Federazione Italiana di scienze della natura e dell’ambiente l’evento congressuale intitolato “Esperienze e approcci innovativi per la conoscenza e la salvaguardia degli ecosistemi acquatici” è iniziato oggi, al Palazzo della Ricerca e Conoscenza, con una cerimonia di apertura che ha visto la presenza del direttore
generale FEM, Mario Del Grosso Destreri, del dirigente Centro Ricerca e Innovazione, prof. Mario Pezzotti e del presidente di AIOL, Nico Salmaso.

Fino al 1° luglio i ricercatori si confronteranno su tematiche fondamentali per la conoscenza e lo sviluppo di approcci innovativi per la salvaguardia degli ecosistemi lacustri, fluviali e marini. I lavori congressuali vedono la partecipazione, in presenza e da remoto, di oltre 100 scienziati provenienti dai maggiori centri di ricerca e università italiani e prevedono 6 plenary lectures, 58 presentazioni orali, 20 poster, 27 ricercatori candidati ai premi messi in palio per le migliori presentazioni orali e poster e per la migliore pubblicazione su rivista internazionale.

Il congresso affronta le tematiche che riguardano la definizione delle metodiche più efficaci per il restauro ecologico degli ecosistemi acquatici, i risultati più recenti ottenuti dalle ricerche a lungo termine, la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi maggiormente minacciati dal cambiamento climatico, l’impatto della pandemia da covid -19 sugli ecosistemi marini e lacustri.

Gli argomenti che saranno affrontati costituiscono uno dei capisaldi delle politiche di tutela delle risorse naturali promosse dalla Unione Europea. La nuova strategia europea sulla biodiversità per il 2030 prevede, infatti, di migliorare lo stato di conservazione per almeno il 30% degli habitat e delle specie il cui stato non è soddisfacente, di includere almeno il 30% degli ambienti marini e terrestri d’Europa in zone protette gestite in modo efficace e di ripristinare almeno 25000 km di fiumi europei.

Il ruolo cruciale di queste azioni è sottolineato anche dalle iniziative di ricerca e innovazione sulla biodiversità attualmente sostenute dal PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Questi obiettivi richiedono un’adeguata strategia supportata da un’approfondita conoscenza degli ecosistemi acquatici basata sull’integrazione degli approcci di studio tradizionali con quelli più innovativi.

I lavori congressuali sono stati da una Short Summer School online organizzata in collaborazione con Successione Ecologica, un’associazione che promuove lo scambio culturale e scientifico tra i giovani che operano nel campo dell’ecologia e che ha visto partecipare 25 giovani ricercatori.

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