Inizia tutto dal tam tam su Telegram e migliaia di giovani sincronizzano una posizione unica, un ex stabilimento Fiat a Nichelino dove Torino è ad un soffio. Infilato tra capannoni e stradine che portano in via Bernardo il rave parte tra techno, tettoie, tavolozze, e tetti che neanche un bonus 110 riuscirebbe a riqualificare, ovviamente cosparso di alcool e droga, senza respiro. Ma qui è una sorta di enclave dello sballo, si soggiorna in camper auto e furgoni e si cucina. Senza aver la pretesa di essere convocati da Borghese per 4 ristoranti. Quello che conta è il loop, tra techno e abusi e il parterre de roi sarebbe stato ancora più generoso senza l’intervento delle Forze di Polizia che hanno rispedito al mittente ulteriori “adepti”.Oggi sono passati 3 giorni ed è tempo di cocci e piccoli bilanci, mentre la musica pompa ancora e i camper si delineano all’orizzonte lasciando un replay che ci offre solo disordine e criticità. Il mega rave party è archiviato. Ma impazzano le polemiche.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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