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La rubrica del venerdì: la nascita della Repubblica italiana nel 1946

2 minuti di lettura

Sfogliare una pagina gloriosa della nostra storia non ci farà certamente male, anzi ricordare i fasti di determinati avvenimenti ci riempie di gioia e ci ridà quella dose di ottimismo per andare avanti e sopportare meglio gli eventi negativi che si susseguono giorno per giorno.

Quest’anno ricorre il 75° anniversario della proclamazione della Repubblica italiana. Nel 1945, appena finita la seconda guerra mondiale, congiuntamente alla sconfitta del regime fascista e l’uccisione di Benito Mussolini, gli italiani di allora ritennero maturi i tempi per passare politicamente ed amministrativamente dal sistema monarchico a quello repubblicano. Venne indetto il Referendum Costituzionale, nel quale votarono per la prima volta anche le donne e si poteva scegliere liberamente. Il popolo optò per la Repubblica, dando, con il loro voto, il benservito al Re Umberto II° di Savoia.    

Finita la Seconda guerra mondiale persa dall’Italia e morto Benito Mussolini fu messo sotto accusa anche il Re Umberto II° di Savoia perché ritenuto responsabile di non aver saputo reagire alle angherie di Mussolini durante la sua tirannia e di aver autorizzato quella guerra che sotto tutti i punti di vista, dalla maggioranza del mondo politico e dal popolo italiano, non era ritenuta né necessaria, né opportuna.

La sconfitta in guerra comportò per forza di cose, la perdita di alcuni territori italiani a favore delle nazioni che quella guerra l’avevano vinta. A Nord Est tutta l’Istria che fino a quel momento era italiana e la parte Nord di Fiume che, divisa dal Fiume Rjeka, faceva parte dell’Italia fin dal 1924, e parte della regione balcanica che era annessa alla Venezia Giulia, andarono alla allora Jugoslavia e dopo alla Croazia. Nella zona Nord dell’Italia invece alcuni territori andarono a favore dell’Austria e delle Francia.

Dopo la guerra e morto Benito Mussolini, che aveva governato per più di vent’anni istaurando il regime fascista, il popolo sovrano fu chiamato alle urne per esprimere il suo giudizio, con un referendum istituzionale nel quale si chiedeva se preferiva la repubblica oppure voleva restare ad essere governato dalla Monarchia che per decenni lo aveva fatto nella nostra Penisola.

Per la prima volta in Italia venne concesso il diritto al voto anche alle donne. Con 12.717.913 favorevoli alla Repubblica e 10.719.284 favorevoli alla Monarchia, il popolo scelse la Repubblica.

Era Presidente del Consiglio dei Ministri in quella circostanza così importante per le sorti della Nazione l’Onorevole Alcide De Gasperi (DC) il quale, preso atto del risultato, assunse provvisoriamente le funzioni di Capo dello Stato, inaugurò il nuovo Parlamento che procedette ad eleggere il primo Presidente della Repubblica nella eminente persona dell’Onorevole Enrico De Nicola anche lui provvisoriamente fino al 1948, in attesa di eleggere il vero primo Presidente della Repubblica per la durata di sette anni nella persona dell’Onorevole Luigi Einaudi.     

Il nuovo Parlamento dopo il Referendum Costituzionale del 1946, fu presieduto da Giuseppe Saragat (PSIUP) al quale successe nel 1947 l’On. Umberto Terracini (PCI) fino al 1948 e venne denominato Assemblea Costituente fino alle elezioni che si tennero nel 1948.  

Fu istituita una Commissione di Giuristi qualificati e di accertata fama nazionale e competenza, per redigere il Nuovo Statuto della neonata Repubblica che chiamarono Carta Costituzionale, della quale fecero parte 75 membri del nuovo Parlamento italiano scelti tra i Partiti col sistema proporzionale. Nel 1948 si celebrarono le prime effettive votazioni democratiche in Italia con i cui risultati ebbe vita anche politicamente la Repubblica italiana.

A cura di Nuccio Sapuppo

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