La crisi provocata dalla pandemia ha toccato ferocemente a Venezia anche il settore taxi. Tra marzo 2020 e febbraio 2021 il fatturato dei taxi acquei è sceso del 98% e quello invece dei taxi su gomma è sceso del l’86%.
I titolari licenze taxi nel comune di Venezia sono 370, di cui 250 taxi acquei, 108 i taxi su gomma più 12 al Lido. Questo settore lavora quasi esclusivamente con il turismo scomparso a causa dell’emergenza Covid.
Il traffico aereo negli aeroporti di Venezia e Treviso è calato nel 2020 del 78% e le crociere totalmente azzerate.
La pandemia ha messo in crisi anche i lavoratori aeroportuali, circa 8.000 operatori, tra diretti ed indiretti, quelli degli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona. Il Marco Polo di Venezia ha perso il 75,8% dei passeggeri, il Canova di Treviso l’85,8% ed il Catullo di Verona il 71,4%
Ora gli operatori sono in cassa integrazione al 70% dello stipendio, ma il timore è che molti diventino esuberi. Per manifestare contro il fermo in 300 lavoratori del settore ieri sono giunti a Mestre in Piazza Ferretto
Fonte: ansa.it
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