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Permasteelisa: dichiarati oltre 150 esuberi, FIOM-FIM in prima linea

1 minuti di lettura

I lavoratori dello stabilimento di Vittorio Veneto avevano già scioperato per due ore lo scorso 23 ottobre
Permasteelisa: dichiarati oltre 150 esuberi, FIOM-FIM in prima linea
Botter-Lovisotto: “Blocco dei licenziamenti e cassa integrazione Covid sono i punti dai quali partire”

Impiegati alla porta. La riorganizzazione aziendale pensata dai vertici di Permasteelisa Spa passa per un esubero occupazionale di 150 dipendenti. Questa è la decisione tanto temuta e che si voleva proprio scongiurare secondo la FIOM CGIL e la FIM CISL trevigiane, che l’hanno appresa nel corso del tanto atteso incontro di oggi 18 novembre, dopo che il 30 settembre il Gruppo è stato acquisito dalla statunitense Atlas Holding. “Senza un confronto che tracci percorsi industriali e di tutela per i lavoratori non ci sarà nessuna mediazione” affermano seccamente Enrico Botter e Alessio Lovisotto, rispettivamente segretari generali FIOM CGIL e FIM CISL.

I dipendenti di Permasteelisa avevano già mandato un segnale il 23 ottobre, quando hanno incrociato le braccia per due ore in segno di protesta per la mancanza di chiarezza sul loro futuro e a sostegno del rinnovo del CCNL di settore. Ora tra capo e collo cala la mannaia dei numeri dell’esubero.

Il piano industriale punta a recuperare la redditività persa dal sito trevigiano negli ultimi anni attraverso una riorganizzazione aziendale che porti lo stabilimento nuovamente a focalizzare il business concentrandosi sul rivestimento dei grandi edifici e lasciando andare le altre attività. Si volta pagina rispetto alla strategia commerciale e produttiva dell’ultimo periodo, guardando a una più accurata selezione dei mercati di riferimento (Gran Bretagna, Usa, Italia e Francia) e al progressivo abbandono di quelli più rischiosi. Ma la riorganizzazione pensata dai vertici di Permasteelisa passa anche per un esubero occupazionale di 150 dipendenti, praticamente tutti fra gli impiegati.

“Lunedì saranno convocate le assemblee dei lavoratori – aggiungono Botter e Lovisotto –, consapevoli che in questa fase eccezionale la normativa ha formalmente bloccato i licenziamenti di natura economica mettendo a disposizione di lavoratori e imprese la cassa integrazione Covid almeno fino a marzo del prossimo anno. Per quanto ci riguarda si parte da qui, non ci sono mediazioni possibili su questi punti. Ma, allo stesso tempo, siamo consapevoli della situazione di difficoltà e non vogliamo sottrarci al confronto con l’azienda per provare a costruire da subito percorsi a tutela dei lavoratori dello stabilimento di Vittorio Veneto”.

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