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L’ex Maglificio “Nigi”

2 minuti di lettura

Continuiamo con la pubblicazione a puntate del libro scritto dal nostro concittadino, Nuccio Sapuppo. In questa raccolta l’autore ha voluto raccontare – in forma di monografie – luoghi, avvenimenti e personaggi figli di Mogliano che si sono distinti per le opere che hanno compiuto nella loro vita.

 

Il Maglificio “Nigi” era uno stabilimento industriale la cui fondazione risale ai primi anni sessanta del ‘900, che produceva capi di biancheria intima di tutte le taglie e colori. Fu costruito proprio sul Terraglio nei pressi di un incrocio tristemente storico, che a causa dei continui incidenti stradali fu battezzato dai Moglianesi “incrocio killer”. Già in data 04 settembre del 1944 era stato testimone storico di un eccidio. A guerra quasi finita, fu scenario di un mitragliamento di marca tedesca nei confronti di due filobus della linea Treviso Mestre nel quale morirono 19 persone oltre a numerosi feriti.

 

 

Il Maglificio “Nigi” ha rappresentato a lungo, per l’area moglianese, un’importante realtà economica e soprattutto occupazionale prediligendo le donne per il particolare tipo di lavorazione che eseguiva.

Sia nei laboratori di confezionamento che ai banchi di vendita delle merci che venivano sfornate a montagne, era richiesto l’impiego quasi esclusivo di donne. Ve ne lavoravano a centinaia. Ma per certe mansioni specifiche, per la manutenzione delle macchine e per i trasporti delle merci prodotte nel Maglificio, venivano impiegati anche degli uomini.

 

 

Anche dal punto di vista commerciale costituiva una grossa opportunità per le acquirenti moglianesi, sia per l’assortimento che offriva e sia per i prezzi convenienti che venivano praticati, all’interno del suo “spaccio”.

Un particolare non trascurabile che lo rendeva comodo alla clientela era la sua posizione. A due passi dal centro di Mogliano con un enorme spiazzo adibito a parcheggio!.

Chiuso ormai da diverso tempo, oggi si presenta in evidente stato di abbandono, facile preda di vandali di ogni tipo, dove, purtroppo, tutto è immobile, dove tutto è rimasto ciò che era da dopo la chiusura in poi a dispetto del tempo, del totale degrado e dell’incuria. E dell’uomo stesso.

 

 

Un tempo era una delle più grosse e produttive fabbriche dell’intera provincia di Treviso. Centinaia di giovani di ambo i sessi lavoravano al Maglificio “Nigi” che rappresentava una sicura fonte di economia e di benessere per le famiglie dei moglianesi.

Anche se l’ipotesi non è confortata da alcuna conferma storicamente certa, pare sia stato chiuso ed abbandonato perché nella famiglia dei proprietari non c’erano eredi in grado di poter assicurare il proseguimento dell’attività ed i proprietari, prima di decretarne la chiusura definitiva, non riuscirono a trovare qualcuno all’altezza di continuare quella attività che offriva tante opportunità utili e convenienti sia alla proprietà che alla clientela.

 

 

Da qualche tempo l’intera area del vecchio Maglificio è sede, almeno in apparenza, per concessione del Comune, di una associazione sportiva dilettantistica che in cambio si è impegnata a provvedere, per quello che può, a mantenere il sito in buone condizioni, partecipando alla pulizia e rendendolo praticabile in parte per il gioco del Softair.

Sono tantissime le persone che a Mogliano hanno rimpianto l’esistenza del Maglificio “Nigi”!

 

 

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