Domenica di sole quella di ieri e prima domenica di semilibertà. Venezia è tornata a vivere, calli e campielli invasi da una folla di gente, ma tutti nostrani, in giro di sentiva solo il dialetto Veneto.
Sono stati infatti i veneti quelli che si sono riversati in Venezia desiderosi di poterla vedere come non mai, vuota, ma ieri la città vecchia era tutt’altro che vuota.
Ponte della Libertà e piazzale Roma stracolmi di auto. Mezzi Actv pieni al massimo senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza .
I negozi in città sono quasi tutti chiusi, mancano totalmente le attività commerciali dei cinesi e dei Bangladesh, sono scomparsi senza lasciare traccia.
Hotel rigorosamente ancora tutti chiusi. E’ prevista qualche timida riapertura in giugno, ma il fronte turismo, quello vero, non il mordi e fuggi di ieri, non da segni di vita.
Situazione completamente diversa a Mestre, la città era semivuota. I mestrini si erano in gran parte riversati al mare con Jesolo piena di famiglie assetate di mare e di libertà.
I centri commerciali, che ieri hanno riaperto, sono rimasti pressochè vuoti. Anche i supermercati, aperti anche loro, hanno fatto pochi affari.
Dopo quasi tre mesi di quarantena, evidentemente nessuno ha voglia di chiudersi in un centro commerciale o di fare le spese, si ha solo desiderio di aria aperta, di libertà e di incontri con gli amici.
In tutto questo da notare che gran parte della gente indossava le mascherine, quasi affatto rispettate le distanze di sicurezza, la folla ne impediva materialmente il rispetto.
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