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Dolo, incatenata al cancello di casa: governanti, via i vitalizi. Aiutate la gente

2 minuti di lettura

Le donne. Quelle che non hanno paura di niente, quelle abituate a lottare come leoni per la propria famiglia e per la comunità. Ieri sera a Jesolo una donna, in mezzo a tanti uomini, ha avuto il coraggio di esprimere tutto il suo dolore e la sua rabbia senza paura.

 

Quest’oggi è la volta di un’altra donna, una forza della natura che non le ha risparmiate a nessuno, ai tempi del tornado in Riviera del Brenta, la Beirut veneziana di un’estate del 2015 che difficilmente il Veneto dimenticherà.

 

Lavinia Cipolat Mis si è incatenata al cancello di casa sua a Dolo. Quel cancello che il tornado si era portato via  e che, a suon di sacrifici, ha rimesso al suo posto assieme a Silvano, il dolcissimo marito che da qualche tempo non c’è più.

 

Mascherina, guanti e un cartello tra le mani, scritto tutto a lettere maiuscole, con i colori dell’arcobaleno: “S. Caterina da Siena, patrona d’Italia, liberaci dai tiranni europei. Andrà tutto bene? Sì’, se lo vogliamo!”.

 

Lavinia è assolutamente sana di mente, ha due meravigliose figlie che la supportano e sopportano il suo carattere deciso, tutte e due, tra l’altro, in prima linea nell’emergenza Covid. Potrebbe starsene tranquilla in giardino con la sua cagnolina. Potrebbe, ma le sembrerebbe di essere complice di qualcosa che non le va proprio giù. Anzi due, l’Europa e il governo.

 

“Perché sono qui? Sono stufa delle ingiustizie – dice con voce ferma – so cosa significa “tribolare” e so cos’hanno fatto i Tedeschi agli Italiani di ritorno dalla Russia, in tempo di guerra, per esperienza personale. Protesto contro il governo, che si fa menare per il naso ancora una volta e mena per il naso noi, soprattutto”.

 

“Il Corona Virus è una calamità, ma se la gente è intelligente, rispetta le distanze e le normative si può tornare a vivere. Invece a me sembra che non aspettassero altro che il Corona per sottometterci”.

 

Ma la protesta, il cartello che inneggia a Santa Caterina, proprio oggi, perché, Lavinia?

 

“Oggi ho ascoltato la messa del Papa, e Santa Caterina mi ha ispirata. Così mi sono incatenata al cancello con un preciso obiettivo: urlare il mio dolore per la nostra gente. Le famiglie in difficoltà come vivono? I nostri governanti cosa fanno? È ora che si vergognino, non hanno rinunciato a nulla. Non mi rappresentano, stanno governando l’Italia senza il permesso di farlo. Basta parlare, adesso devono fare. Quello che danno è peggio della carità. Io voglio che i governanti si tolgano i vitalizi, le pensioni d’oro, si riducano vistosamente gli stipendi e aiutino le persone. Io non ho paura”.

 

“E ho un appello anche per Zaia, bisogna fare di più, basta subire. Io sono quella signora che, quand’è venuto qui per il tornado, gli ha detto “A Roma no i monze solo e vache, ma anca i tori!”. Si ricorda, presidente?”

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