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La scuola come punto di riferimento per studenti, genitori e comunità

3 minuti di lettura

In Italia il 12,5% dei minori di 18 anni si trova in povertà assoluta, ovvero oltre 1,2 milioni di giovani vive in una famiglia che non può permettersi le spese minime per condurre uno stile di vita accettabile. Un disagio economico che spesso si traduce in divario educativo. 

 

Ad affermarlo è l’Osservatorio curato dall’impresa sociale Con i bambini e Fondazione Openpolis: la povertà educativa è la condizione in cui un bambino o un adolescente si trova privato del diritto all’apprendimento in senso lato, dalle opportunità culturali e educative al diritto al gioco. Strettamente legata a quella economica, la povertà educativa impedisce ai ragazzi di scoprire le proprie potenzialità e sviluppare i propri talenti, costringendoli spesso a una condizione di emarginazione e fragilità.

 

Nasce per promuovere la crescita e il benessere dei minori il progetto Kepler 5-14 nuovi sistemi educativi per generazioni competenti. A promuoverlo la cooperativa La Esse in collaborazione con gli istituti comprensivi di Treviso Coletti, Felisset, Martini, la cooperativa Solidarietà e l’Università di Pisa, partner il Comune di Treviso. Selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, mette al centro la scuola e la famiglia come agenzie educative primarie, in sinergia con il territorio. Grazie anche a una rete di partner che si relazionano con i giovani: le associazioni Quartiere di San Paolo, San Paolo di Treviso, Auser Cittadini del Mondo, Circolo Insieme di San Liberale, I Care Onlus, CPIA Alberto Manzi, le Parrocchie di Canizzano, Santa Maria Ausiliatrice, San Bartolomeo Urbano. 

 

Un lavoro a 360 gradi che nell’arco di tre anni, grazie al contributo ottenuto, promuove azioni diverse e integrate per prevenire situazioni di povertà educativa. Partito a febbraio 2019, Kepler 5-14 guarda ad una scuola sempre più aperta e accogliente, punto di riferimento i ragazzi, con attenzione alle situazioni di vulnerabilità, ma anche luogo dove i genitori possono incontrarsi e trovare un supporto, in connessione con un territorio che investe sul capitale umano di chi ci vive.


Tre le aree principali di lavoro

Si parte dall’area scolastica con il potenziamento di servizi come la mediazione culturale, il supporto psicologico per le situazioni critiche, la formazione rivolta ai docenti. Grande attenzione viene riservata ai giovanissimi e allo sviluppo delle competenze attraverso l’organizzazione in classe di laboratori interculturali, espressivi, scientifici, creativi. 

 

La seconda area di intervento riguarda la riorganizzazione della scuola con la collaborazione del terzo settore. Gli educatori infatti supportano il lavoro degli insegnanti e accompagnano l’inserimento e l’accoglienza dei genitori favorendo contesti partecipativi positivi.

 

Infine, l’area educativa e aggregativa comprende attività di supporto allo studio, la preparazione degli esami e la pre-scuola. Durante l’anno trovano spazio laboratori per lo sviluppo delle competenze scientifiche-tecnologiche e artistico-espressive, un programma di opportunità educative, sociali e culturali che contribuiscono in modo trasversale alla formazione della persona.

 

Sono più di 1500 i minori raggiunti dalle attività da febbraio 2019 e 300 i genitori beneficiari degli incontri e dei percorsi dedicati; un centinaio gli insegnanti attivamente coinvolti e un gruppo di lavoro di 8 educatori attivo nel progetto per rispondere ai bisogni emergenti della scuola.

 

«Le risorse apportate dal progetto permettono di rafforzare l’offerta formativa per un periodo di tre anni – affermano le referenti dei tre istituti comprensivi – permettono di sperimentare nuove attività laboratoriali a piccoli gruppi, creare spazi di ascolto e di conoscenza per i nostri studenti, ma anche di coltivare la relazione con la famiglia rendendo così la scuola un polo per la comunità». 

 

Ecco l’apertura in estate della Biblioteca della Scuola Primaria Primo Maggio, tra letture animate, aggregazione e l’esperienza della radio web; il corso di lingua italiana per le mamme straniere proposto alla scuola Cervellini; gli appuntamenti per i genitori con l’Educatè per approfondire temi utili e quotidiani come gli stili educativi e l’alimentazione, e condividere un piccolo momento conviviale. I laboratori inclusivi condotti dalla cooperativa Solidarietà spaziano dalla storia all’archeologia, dalla storia cinema alla natura, con il coinvolgimento attivo di persone con disabilità: un’occasione per i giovani per conoscere il valore della fragilità, risorsa per la comunità.

 

Informazioni 

Tutte le attività sono descritte nel blog https://percorsiconibambini.it/kepler/.

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