Italian flag
Economia&LavoroSlide-mainTreviso

“Staffetta” tra giovani e anziani

2 minuti di lettura

Settore chimico-farmaceutico, siglata l’ipotesi di rinnovo del contratto: al via le assemblee nelle aziende della Marca.

 
 

Boato (Femca Cisl): “Investimenti tecnologici, formazione continua e sostegno al ricambio generazionale per mettere il turbo alla ripresa”.

 

Settore chimico e farmaceutico, al via le assemblee dei lavoratori nelle aziende trevigiane per discutere e votare l’ipotesi di rinnovo del contratto nazionale di settore. Le Organizzazioni Sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, Ugl Chimici, Failc-Confail, Fialc-Cisal lo scorso luglio hanno infatti raggiunto l’accordo con Federchimica e Farmindustria per il rinnovo per il triennio 2019-2021 del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti del settore, che nella Marca sono oltre 1.500. L’accordo è arrivato con ampio anticipo sulla scadenza del contratto (dicembre 2018) e ha portato alla sottoscrizione di un testo che introduce importanti novità in ambito economico e normativo, mettendo al centro i temi della responsabilità sociale, della formazione, della produttività, della buona occupazione e della flessibilità, fornendo ad imprese e lavoratori gli strumenti per essere protagonisti del cambiamento in atto, anche in relazione alle trasformazioni connesse ad Industria 4.0.

 
 

“L’intesa – spiega Gianni Boato, segretario Femca Cisl Belluno Treviso – è stata unitaria e avrà una durata di 3 anni e mezzo con un aumento sui minimi di 97 euro e di 129 euro nell’arco dei tre anni. Nei prossimi giorni saremo in tutte le aziende del settore a spiegare un accordo che va nella direzione giusta, con il potenziamento del welfare aziendale e del Fondo Tris, un fondo bilaterale che riguarda il settore chimico e che introduce per i propri iscritti misure volte a favorire il ricambio generazionale della forza-lavoro, prevedendo, ad esempio, l’erogazione di un assegno per la pensione anticipata”.

 
 

Un tema cruciale, quello del ricambio generazionale e della formazione continua dei lavoratori in un settore che anche nella Marca mostra buoni segnali di ripresa. I dati relativi al mercato del lavoro indicano infatti saldi fra assunzioni e cessazioni in recupero in tutti gli ambiti di lavoro seguiti dalla Femca trevigiana (energia, moda e chimica). I saldi dell’industria chimica-plastica, che nella Marca occupa complessivamente 15 mila addetti, sono passati da – 275 del 2008 a +290 del 2017, segnando un aumento anche nel secondo trimestre 2018 (+310 contro i +220 dello stesso periodo dello stesso periodo dell’anno scorso).

 
 

“Il problema – sottolinea Boato – è che le aziende oggi sono chiamate a definire gli strumenti per affrontare con efficacia una situazione complessa, determinata in parte dagli effetti della legge Fornero e dal relativo aumento dell’età pensionabile, dall’altro dall’invecchiamento della forza-lavoro che fatica sia ad adattarsi alla veloce innovazione tecnologica che sta rivoluzionando il lavoro del mondo globalizzato, che a portare a termine fisicamente il percorso lavorativo su mansioni dirette e spesso usuranti”. Secondo l’Eurostat, in Italia il tasso di occupazione dei lavoratori tra i 55 e i 64 anni è aumentato in maniera esponenziale: nel 2010 era pari al 36,5, nel 2017 al 52,2. Una crescita che non è legata all’aumento degli occupati in quella fascia anagrafica, ma all’aumento dell’età dei lavoratori.

 
 

“Quello che è stato firmato a livello nazionale è il primo contratto che dà risposte concrete a questi problemi. Andare nella direzione di prevedere- prosegue Boato – forme di flessibilità organizzativa, programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, ma anche la possibilità di andare in pensione cinque anni prima, utilizzando gli ammortizzatori sociali e tre anni pagati dall’azienda, significa favorire fattivamente l’innovazione digitale nelle imprese, agevolando l’ingresso di lavoratori giovani e specializzati, investendo sulla formazione continua dei lavoratori senior e ragionando su incentivi di fine carriera per facilitare il ricambio della forza-lavoro: per la Femca si tratta dell’unica strada percorribile per mettere il ‘turbo’ alla ripresa in atto, per riportare la manifattura al centro del sistema produttivo ed economico della Marca e le risorse umane nel cuore dell’impresa”.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
ItaliaSlide-mainSport

L'ItalRugby riparte da Padova

3 minuti di lettura
La Nazionale maschile di rugby inizierà oggi il raduno in preparazione del Nations Championship. I 34 atleti convocati PADOVA – L’ItalRugby riparte…
ItaliaPsicologia e DintorniSlide-main

Il diavolo probabilmente

2 minuti di lettura
È il titolo di un film di Robert Bresson del 1977. Segue le vicende di un gruppo di giovani al tempo delle…
AttualitàIstruzioneMarca TrevigianaSlide-mainVeneto

Lo zaino sospeso

2 minuti di lettura
IL LIONS CLUB VEDELAGO PALLADIUM dona materiale scolastico alle famiglie in difficoltà. La consegna in Comune alla presenza del Sindaco Romano e…